Non ho visto la partita. Leggo e mi è stato detto che abbiamo giocato molto male e mi fido. Dagli highlights, peraltro, ho visto un sacco di tiri in porta a zero o quasi in favore del Porto. Ho visto inoltre un Tatarusanu poco impegnato per l’imprecisione dei portoghesi, ma un palo e diversi tiri da posizioni molto favorevoli certificano il netto predominio dei nostri avversari. Ma ripeto, non ho visto tutta la gara, e non amo esprimere troppi giudizi su eventi di cui non sono stato testimone diretto.

Il netto fallo subito da Bennacer che ha preceduto la rete del Porto però l’ho visto bene. In molti sostengono che quando si gioca male è giusto perdere anche così: è una stronzata. Esiste un regolamento e va rispettato alla lettera, non interpretato in base dell’inerzia della gara. C’è anche il mito che in Europa certi falli non vengano fischiati. Altra stronzata. Il regolamento è uno soltanto. Rispetto alla serie A, in Europa magari certi svenimenti durante i contrasti a metà campo vengono ignorati, anche giustamente direi, ma a sentire certuni, anche opinionisti espertoni, sembra che lì venga applicato il regolamento del Football Americano. Non è così. Il gol del Porto sarebbe stato da annullare anche su Marte. E siamo già a quattro gare consecutive fra campionato e coppa che con le direzioni di gara siamo, diciamo così, poco fortunati.

Non concordo con i molti che sostengono che sarebbe meglio uscire dalle coppe per concentrarci esclusivamente sul campionato. Innanzi tutto, il contraccolpo psicologico potrebbe influire negativamente su un gruppo così giovane: al di là dei torti subiti in due gare su tre, quello zero nella classifica di girone è oggettivamente bruttino da vedere, e se lo è per noi suppongo lo sia anche per la squadra; certi schiaffoni possono fare bene o male, non si sa. Inoltre il Milan è il Milan, sette volte campione d’Europa e undici volte finalista, prima squadra italiana a vincere questa competizione: non possiamo considerare un’uscita prematura da essa come qualcosa di cui rallegrarci.

Comunque non ne farei neppure un dramma. Siamo giovani, impareremo.