Ho la sensazione che in troppi considerino questa prima sconfitta in campionato come una mezza vittoria. Per le occasioni sciupate, gli errori difensivi, le assenze, per cose così, in sostanza. Non per fare il bastian contrario, ma io ci starei attento: gli orrori di cui ieri sera siamo stati capaci dovrebbero far scattare, se non una sirena d’allarme, almeno un campanellino. Innanzi tutto, gli errori difensivi e le occasioni gettate al vento li metterei tutti insieme, e dovrebbero essere un numero inaccettabile anche per il più ottimista dei tifosi; per quanto concerne le assenze, ci si è dimenticati troppo in fretta di quelle della Fiorentina,  che erano tante e importanti quanto le nostre. Stiamo prendendo troppi gol, 15 in 13 partite sono davvero troppi per una squadra che ambisca a vincere lo scudetto, e una certa svagatezza difensiva la si era notata da prima di Fiorentina-Milan.

E’ verissimo che stiamo parlando di una gara anomala: a un certo punto c’era una squadra in campo che, pur avendo tirato in porta soltanto due volte, si trovava in vantaggio per 3 a 0, e che, al triplice fischio, con soli 9 tiri in porta (contro 17) si era portata a casa i tre punti vincendo 4 a 3. Sono numeri che raramente si vedono, anche in uno sport aleatorio come il calcio. Tuttavia non parlerei di sconfitta immeritata da parte nostra: come ha giustamente affermato Kiaer nel post partita, il calcio è anche uno sport di errori. E chi ne commette di meno vince meritatamente, aggiungerei io.

Di sicuro nella vittoria della Fiorentina c’è stata una cospicua  e — suppongo — irripetibile dose di deretano, occorre però ammettere che Italiano la partita ce l’ha confezionata ancora una volta in modo perfetto, anche se l’andamento è stato diverso rispetto allo scorso anno a La Spezia, dove eravamo stati letteralmente surclassati: quest’anno la sua squadra ha subito molto di più, però in quella difesa alta, in quel pressing, in quel coraggio c’è evidentemente la sua mano. Pioli lo soffre, due indizi di solito fanno una prova.

Ora bisogna soltanto leccarsi le ferite e reagire. Come ho detto prima non sottovaluterei certi campanellini d’allarme, però eviterei di istituire processi a Tizio o Caio, in fondo si tratta della prima sconfitta in tredici partite. E’ vero che l’errore della coppia Tatarusanu-Gabbia è stato pazzesco e ha incanalato immediatamente  la gara su una strada in salita,  che Hernandez — autore fin lì di un’ottima prestazione —  ne ha commesso uno altrettanto grave, e che Gabbia contro Vlahovic è stato molto pollo nell’occasione del terzo gol, però in questo momento credo sia più opportuno non mettere ulteriore pressione su una squadra già perfettamente cosciente di averne combinate troppe, e di molto grosse. Inoltre eviterei per il momento di parlare di mercato. Agli scopritori dell’acqua calda sussurro una notizia all’orecchio: lo sappiamo tutti che la rosa è ancora incompleta, non c’è bisogno di ribadirlo ogni due per tre.

Due parole a parte le merita Leao: giocatore già straordinario, quando acquisterà un pizzico di cattiveria in più sotto porta saremo di fronte a un top player.  E due parole le merita anche Ibra: dopo un primo tempo pessimo ha reagito segnando due gol e mezzo. Giocatore sempre più stupefacente.

Così come è stata stupefacente la regia televisiva: 250 replay per il tuffo in area di Saponara appena sfiorato da Messias, uno timido per il probabile fallo da rigore su Leao. Complimenti per l’imparzialità.