Praticamente il Milan delle ultime disastrose partite. Molle, disordinato in fase difensiva, impacciato e privo di idee in quella offensiva. Il Mondiale qatariota ci ha certamente fatto un male terribile, più che ad altri evidentemente, ma non può essere soltanto questa la causa dei nostri mali: non è normale trovarsi puntualmente sotto di un gol dopo pochi minuti e di due alla fine dei primi tempi, contro qualsiasi avversario, o per lo meno non dovrebbe esserlo per la squadra diventata campione d’Italia poco più di sei mesi fa.

Non c’è nulla da salvare del primo tempo del Milan. Sarebbe inutile qualsiasi tipo di analisi da parte mia: cocente delusione a parte, non saprei francamente quale spiegazione potrebbe esserci in una perdita così massiccia di idee, fiducia, rabbia agonistica, reattività.

Il secondo tempo è stato interpretato meglio, almeno inizialmente. Gli ingressi di Origi, Saelemaekers e CDK hanno dato l’illusione di poter cambiare l’inerzia della gara, ma poi è arrivata la puntuale cazzata difensiva a tagliare definitivamente le gambe a chi, nella squadra, avesse avuto ancora qualche velleità di rimonta.

Non mi va di parlare dei singoli. Non avrebbe neppure senso. La Lazio ha disputato una grande partita, complimenti, ma la prestazione del Milan è stata troppo una fotocopia di quelle precedenti per non comprendere che, oltre ai meriti del vincitore, esistono tantissimi demeriti dello sconfitto.

Pioli ovviamente non on fire. Sono cinque consecutive le partite senza vittoria, le prestazioni sono pessime, perdiamo un giocatore o due a partita, ma lui prosegue imperterrito nelle sue idee: centrocampo a due, squadra sbilanciata in avanti, manovra approssimativa, grande e sterile dispendio di energie. E’ ovvio che Pioli non è l’unico colpevole, ma fra i suoi compiti dovrebbe esserci anche quello di metterci una pezza, ed è palese che non ci sta riuscendo. Che abbia smarrito il controllo della squadra  ormai non è più una sensazione. Almeno per me.