pallone-di-calcio-su-manto-erboso_4153848_550x413Sono sempre stato a favore dell’altruismo, nella vita come nel calcio. Durante i miei trascorsi calcistici amatoriali su campi impolverati e spelacchiati, non ho mai smesso di considerare l’assist la forma più alta di sublimazione dell’arte calcistica. Molto più del gol, per dire. So benissimo che un un tiro al volo che si insacca all’incrocio, una rovesciata acrobatica o un doppio passo sono in grado di gasare maggiormente le folle, ma io sono fatto così. Per questa ragione, ho sempre ammirato e guardato con gli occhi a cuoricino i grandi assist man uomini assist che mandavano in rete i propri compagni. L’assist è molto più di quello che può sembrare; è vedere corridoi invisibili in mezzo a tonnare di giocatori, è dare il giusto tempo lasciando o meno la caviglia rigida per calibrare esattamente e la forza e il giro giusto del tocco, è tagliare in due la difesa avversaria che tenta di salire. Vediamo di ricordarne alcuni di loro e quelli che, almeno per me, sono state le migliori giocate da questo punto di vista.

Uno che quando giocava mi faceva impazzire e che sciorinava assist da paura, é stato Juan Roman Riquelme, argentino che faceva l’amore col pallone (cit.) e regalava attimi di poesia calcistica pura. Quante volte avrà mandato in rete il suo amico/nemico Palermo e il giovane Palacio ora in forza ai cugini. Questo breve contributo, riesce a dare l’idea di che tipo di giocate fosse capace l’argentino (con un occhio particolare all’assist alla posizione numero 9 e alla 3).

Dalle parti di Milanello soggiornò uno dei migliori della specialità. Era portoghese, si chiamava Rui Manuel César Costa e magari non aveva proprio un grandissimo fiuto del gol, ma come tagliava lui il campo con i suoi fendenti ne ho visti veramente pochi. Vi ricordate quando mandò in rete Sheva contro il Real nella Champions League 2003 (poi vinta grazie all’assenza di Nedved)? Manuel sapeva benissimo quante volte quel pallone avrebbe dovuto rotolare per permettere all’ucraino di presentarsi davanti a Casillas e trafiggerlo.

E che dire di Andres Iniesta? Il centrocampista del Barcellona è stato (ed è ancora) uno in grado di vedere quegli spazi invisibili a noi comuni mortali, di premiare sovrapposizioni anche guardando dall’altra parte del campo, perché in grado di “sentire” il compagno e prevedere gli spostamenti degli avversari. Non si contano le aperture o le chiusure di triangoli dove sapeva esattamente di quanti gradi aprire il piatto per ridare il pallone. Una meraviglia per gli occhi degli amanti del genere come il sottoscritto.

boban5Per tornare alle nostre fila, un tempo foriere di giocatori di questo genere, mi preme segnalare il Maestro Zlatan Ibrahimovic, enorme campione, in grado non solo di siglare caterve di gol, ma anche di mandare in rete i propri compagni con numeri a 2 cifre praticamente in ogni stagione. Ci riusciva perché anche lui dotato non solo di mezzi atletici sopraffini, con i quali riusciva a fare ciò che voleva a livello acrobatico, ma anche di intelligenza calcistica superiore alla norma. Era praticamente impossibile che Zlatan facesse una giocata banale. Quando un pallone si perdeva nel vuoto, era quasi sicuramente una sua visione calcistica che gli sfigati terzini rossoneri dell’epoca (che poi sono praticamente quasi quegli attuali) non riuscivano a cogliere, proprio perché inferiori e non in grado di “vedere” quella giocata. Oltre a lui, questo dono era posseduto da Ronaldinho. Dell’ex numero 80 rossonero (a proposito, quando li proibiamo questi numeri da football americano?) si può dire tutto, che giocasse su una mattonella, che fosse un pelandrone negli allenamenti, ma non che non abbia avuto un talento enorme, ben superiore a quello di molti degli attuali fenomeni. Ronaldinho, – e questo lo pensavo sempre quando lo vedevo giocare –  raramente faceva una giocata stupida. Il più delle volte, i suoi erano passaggi letteralmente G E N I A L I che facevano godere l’anima calcistica dei tifosi non accecati dalla rabbia verso lo sfascio del Milan che cominciava a palesarsi sinistro, e che ne ha fatto (ingiustamente) uno dei principali responsabili. Tuttavia, non me ne vogliano gli ultimi due, a me, uno degli assist più belli, lo ha regalato il grande Zvonimir Boban. Era il 1999, aprile se non sbaglio, e giocavamo al Delle Alpi contro una Juventus non fortissima, ma che era comunque un osso durissimo. Zvone prese palla al limite (andate al minuto 01:45) dell’area avversaria e con Weah vicinissimo a lui, fece letteralmente lievitare il pallone con un tocco sotto geniale, meraviglioso, diabolico che ancora adesso non riesco a spiegare, facendolo atterrare sul petto di Giorgione che lo scaraventò in rete per lo 0 a 2 finale,mettendo uno dei tasselli più importanti allo scudo di Zac.

Prima del gran finale con il mio preferito e il miglior assist, non posso non citare due dei migliori specialisti che ho avuto la fortuna di vedere giocare, ovverosia Francesco Totti e Zinedine Zidane. Il primo, ancora oggi, credo sia uno dei migliori giocatori al mondo a giocare la palla di prima e balisticamente un mostro. Ricordo assist spalle alla porta che mandavano in rete i Delvecchio o Montella di turno, ricordo passaggi di esterno millimetrici e fendenti che tagliavano a pezzi difese e difensori che restavano col braccio alzato a chiedere un fuorigioco che non poteva esistere. Il francese invece, correva con la palla attaccata a piedi, per liberarsene sempre e solo al momento esatto. Quante finte e controfinte, quanti difensori che si buttavano “a pesce”, beffati poi da un passaggio fatto un momento prima o un momento dopo il loro “sacrificio”. Zinedine, nonostante abbia giocato per l’odiata Juve, era un giocatore sublime, che ha fatto godere miliardi di appassionati in tutto il mondo.

Ma colui che mi regalò l’emozione più bella da questo punto vista è stato José Maria Gutiérrez Hernández, che detto così non è nessuno, perché nella realtà è conosciuto come Guti. L’ex centrocampista e bandiera del Real Madrid fu nominato come preferito da questo punto di vista nientepopodimeno che da un certo Luis Nazario da Lima Ronaldo, che con lui giocò qualche anno nel Real Madrid. Ma tralasciando questi dettagli, un bel giorno a La Coruna, durante un contropiede magistrale del Madrid, Guti si trovo da solo davanti al portiere. Solo che, nessuno ha ben capito come e perché, anziché calciare fece un colpo di tacco all’indietro perfetto che permise a Benzema di siglare col portiere ormai a terra a causa del colpo di genio dello biondo numero 14 madridista. Questo è stato e probabilmente sarà per sempre il miglior assist mai visto per classe e coraggio.

E voi? Avete qualche assist da segnalare? Qualche uomo assist che vi faceva impazzire e che non ho citato?