Vi scrivo da un luogo segreto.
Purtroppo gran parte dell’Italia è stata flagellata dalla pediculosi e le autorità sanitarie hanno imposto il coprifuoco. Nessuno potrà uscire di casa fino a quando l’ultimo pidocchio sull’ultima testa non sarà morto.
Voci di corridoio provenienti dal Ministero della Salute ci fanno sapere che probabilmente tale coprifuoco cesserà Domenica verso le ore 19.00, in modo da permettere a tutti di godere lo spettacolo del derby di Milano.

Sarà un derby molto strano per chi lo vivrà a San Siro. I pidocchi hanno costretto tutti, maschi e femmine, a rasarsi i capelli. Immaginatevi uno Stadio composto di 80.000 persone con bandane, cappelli o berretti per coprire le calvizie. Non certo uno spettacolo da esportazione per la nostra martoriata Serie A. Ma sicuramente è colpa nostra, quindi non possiamo certo lamentarci.

Tralasciando questa personale nota di colore, parliamo del derby in quanto tale.
Mancini è un allenatore bravo. Non eccelso ma bravo. Nella sua fortunata carriera all’Inter ha avuto il privilegio di sedere sulla panchina sbagliata di Milano nel momento perfetto: squadra nettamente più forte delle altri, zero rivali, Ibrahimovic e buoni giocatori che per, quella Serie A, bastavano e avanzavano.
Al Manchester e al Gala il buon Mancio ha dimostrato che in contesti più competitivi stravincere gli viene più difficile, ma comunque gli è possibile. L’Inter attuale è una squadra formata da 3 ottimi giocatori (Handanovic, Kovacic, Icardi), alcuni buoni (Hernanes, Palacio, Juan Jesus) e altra bassa manovalanza. Sicuramente non è una squadra che potrà fare miracoli nel medio termine, ma fare peggio di Mazzarri è oggettivamente utopistico.

Noi arriviamo al derby in una situazione strana.
Abbiamo sicuramente trovato una nostra filosofia di gioco, non spettacolare ma che filosofia sempre è, e con quella ci presentiamo consapevoli che il nostro modello sia conosciuto, il loro no.
Indiscrezioni (da confermare) parlano del fresco papà Menez come falso 9 con Honda e El Sha laterali, Abate ancora out (per fortuna) e De Jong recuperato (vedi parentesi prima).
In porta Diego Lopez dovrebbe quasi sicuramente giocare il suo primo derby, mentre Abbia Abbaia Abbiati si accomoderà in panchina a farsi i mirrorselfie.
Il problema pare proprio essere Abate. Inzaghi non vuole far giocare Armero neanche sotto tortura e così le sta studiando tutte per trovare un terzino destro. Si era partiti con una bomba atomica, Essien, poi le scelte si sono ridotte a due, Poli o Zapata; notizia dell’ultima ora è che in ballottaggio per l’esterno ci sia anche Ramì con Mexes titolare. Questa programmazione mi piace sempre di più.

Mi sbilancio: sarà un derby spettacolare, con molte azioni pericolose e molti gol, più a causa della scarsezza complessiva che della qualità, ma di questi tempi è tutto grasso che cola.
Buon derby a tutti, vigili urbani e pidocchi compresi!