Ci sono diversi aggettivi con i quali potremmo definire questo Milan 2020/2021. Uno di essi è ‘misterioso‘.  Molti cervelli compreso il mio, stanno esplodendo nel vano tentativo di individuare la causa o le cause di una differenza tanto marcata fra rendimento in trasferta e rendimento casalingo. Si tratta di un vero e proprio mistero: il pubblico è assente, quindi l’atteggiamento delle squadre non dovrebbe essere influenzato da alcunché; e non mi pare che il Milan in casa si presenti con disposizioni tattiche differenti o mostri un linguaggio corporeo spaventato da qualcosa (da che cosa poi? Dagli spalti tristemente semivuoti?). Secondo Billy Costacurta non può trattarsi di un caso, azzardando come spiegazione un poco convincente: “Forse in casa si sentono troppo tranquilli e sottovalutano la gara”. Credo che l’ipotesi goliardica di qualcuno, ovvero che c’entrino  le macumbe della mamma di Lukaku, e quella del nostro ex centrale difensivo siano egualmente poco verosimili. Io davvero, non saprei proprio che dire al riguardo. Mi consolo — e nel contempo m’inquieto un po’ — constatando che neppure Pioli ci sta capendo granché: il suo sguardo vacuo ogni volta che gli viene posta una domanda circa questo tema vale più di mille parole.

Un altro aggettivo che mi viene in mente è ‘logorante’. Questo Milan è maestro nell’illudere i propri tifosi che sarà una giornata tranquilla e poi, dal nulla, a estrarre un coniglio dal cilindro per rimettere in discussione risultati che qualsiasi altra squadra di vertice avrebbe chiuso in cassaforte da un pezzo. Non è brutto essere tifosi del Milan in questo momento, questo va detto; è anzi esaltante dopo anni di affannose  e umilianti rincorse primaverili al quinto o sesto posto (quando andava bene). E’ però, ripeto, logorante. Logorante per quanto concerne l’andamento dell’intera stagione, poiché ci sarà incertezza fino all’ultimo sulla conquista della tanto attesa qualificazione Champions (dopo essere stati campioni d’inverno, vorrei ricordare); ma logorante pure nel corso di ogni singola partita: quasi mai una vittoria è stata agevole, le partite sono state quasi sempre in bilico fino al  novantesimo e oltre, pareggi o vittorie sono stati agguantati allo scadere contro squadre di livello nettamente inferiore (Stryger Larsen santo subito). Termineremo la stagione terribilmente provati, questo è certo. Speriamo anche soddisfatti.

L’ultimo aggettivo è ‘scaduto’. Sui contratti scaduti o in scadenza ci siamo già espressi varie volte, ma occorre tornarci su, giacché questa poco gradevole vicenda si sta prolungando oltre i normali limiti di sopportazione del tifoso, anche di quello più paziente. Dico subito che per firmare un accordo occorre essere in due, ed è da ingenui pensare che questa situazione sia stata creata dalla scarsa memoria di Maldini e Massara: “Uh cazzo, Paolo, questi vanno in scadenza il prossimo anno, ma dove abbiamo la testa?” Suvvia. Comunque sia,  Calhanoglu lo libero in due righe: di giocatori in grado di mantenere il suo non stratosferico livello di gioco ben più a lungo di lui ce ne sono a bizzeffe in giro, se lo perderemo a zero, pazienza. Diverso è il discorso su Donnarumma (notare che sono tornato a chiamarlo per cognome). Di portieri bravi ce ne sono tanti in giro, una sua partenza ci permetterebbe di liberare spazio salariale da impiegare altrove; perderlo non sarebbe perciò tutta questa tragedia che ci viene raccontata e che stiamo raccontando a noi stessi. Tuttavia, di così bravi, ce ne sono pochissimi, e penso che il Milan debba senz’altro compiere uno sforzo per accontentarlo. Ma deve essere uno sforzo che lo blindi, non che rimandi i medesimi problemi di oggi all’anno prossimo o a quello successivo. Ribadisco ciò che ho sempre affermato: Raiola fa soltanto il suo lavoro e lo fa bene, finché le regole glielo permettono gli insulti che gli stanno piovendo addosso sono profondamente ingiusti; il ragazzo, a prescindere dai suggerimenti del suo procuratore, avrebbe potuto firmare il ricco rinnovo propostogli dal Milan già da tempo, ma non lo ha fatto e non sembra intenzionato a farlo a breve. La situazione è assai chiara, come sono assai chiare le priorità del nostro portiere.  In questo caso mi alzo in piedi e dedico novanta minuti di applausi a Billy Costacurta, che oggi, non so perché, sto citando più di quanto vorrei: “Non riesco a entrare nella testa di Donnarumma. Anche noi abbiamo avuto procuratori forti, bravi. E noi abbiamo deciso di rimanere al Milan senza troppi fronzoli. Abbiamo guadagnato meno di quanto potevamo guadagnare, ma siamo rimasti. A me sembra tutto molto chiaro. Non mi sta piacendo il comportamento di Raiola. Ma poi è il comportamento di Raiola o Donnarumma? Bacia la maglia… Baci la maglia perché? Io sono di tradizioni vecchie. Forse in quel periodo tu sei innamorato. Poi bacerai quella dopo? Non riesco ad arrivarci. Preferirei meno baci ma più dimostrazioni”. Nulla da aggiungere.