Sembra che Samu Castillejo sia a un passo dal Getafe. Sto leggendo un po’ ovunque gridolini di giubilo, oppure commenti caratterizzati da una vena di soddisfazione neanche troppo nascosta. Posso comprendere: Samu non è  esattamente quel che si definisce un grande giocatore, evidenti sono i suoi limiti, soprattutto fisici, ma anche in parte tecnici. In un grande Milan, sempre ammesso che si riesca pazientemente a costruirlo, per lui non ci sarebbe posto. Tutto vero. Tuttavia determinati commenti, sprezzanti, pieni di insulti, mi fanno ribrezzo. Comprendo che ormai l’andazzo è questo sui social, e purtroppo tale malcostume non riguarda soltanto il mondo pallonaro,  però non riesco ad abituarmici. Evita il web milanista, mi si dirà. Forse dovrei, in molti casi è una cloaca a cielo aperto. A questo proposito apro una parentesi. C’è un blog storico rossonero occupato da un paio di urticanti tizi, uno dei quali è solito definire Paolo Maldini come ‘il tardo’, o ‘tardini’: il diritto di critica nei confronti dell’operato di un dirigente è legittimo, la mancanza di rispetto verso una leggenda milanista di questa levatura è invece uno schifo. Chiudo la parentesi e torno a Samu Castillejo: fuori dal campo il ragazzo ha sempre dato l’impressione di essere un serio professionista, mentre in campo la voglia, la dedizione, la disciplina non sono state affatto impressioni, ma dati di fatto, per lo meno per chi ha avuto occhi per vedere. La vena di soddisfazione per la sua cessione non posso nasconderla neppure io, so benissimo che non stiamo perdendo Donadoni su quella fascia, inoltre la plusvalenza che frutterà ci sarà utile — e da qualche tempo un pochino tifosi contabili siamo stati costretti a diventarlo tutti, chi più chi meno. Tuttavia, a differenza di altri che quest’anno sono partiti, questo ragazzo lo ricorderò sempre con affetto. Buena suerte,  Samu.

Anche Jens Petter Hauge è partito, destinazione Eintracht Frankfurt. Confesso che sono combattuto. Pur comprendendo come nell’altro caso le ragioni di bilancio, questa cessione non mi soddisfa appieno. Insomma, c’è qualcosa che non mi torna. Il norvegese è giovane e, benché partito poche volte dal primo minuto, la scorsa stagione in qualche frangente ci ha tolto le castagne dal fuoco. Ciò nonostante, da un certo punto in poi, Pioli lo ha gradualmente messo da parte, ignorandolo poi completamente verso la fine. I motivi di questa esclusione li conoscono soltanto il nostro allenatore e la società, e probabilmente lo spogliatoio, di certo non li conosco io.  Credo però, dal profondo della mia ignoranza, che un altro anno di prova Hauge se lo sarebbe meritato, poiché il giocatore ha buona tecnica, capacità realizzativa e, per lo meno in apparenza, una voglia di sbattersi che lo porterà senz’altro a migliorarsi. Il messaggio pubblicato su Instagram col quale Jens ha salutato il mondo rossonero trasuda eleganza e buona educazione, e aumenta l’amaro in bocca. Ma così è la vita, così è soprattutto il calcio professionistico. Buona fortuna anche a te, Jens Petter.