Decisamente è troppo presto per qualsiasi valutazione sulla squadra e sugli avversari finora incontrati, ma questo vale ovviamente per tutte le componenti della cosiddetta griglia-scudetto — nella quale, lo ricordo, a giudizio di parte dei media italici, noi occupiamo saldamente grossomodo la sesta-settima posizione. In realtà è troppo presto anche per individuare gli avversari diretti sulla carta più insidiosi e quelli più malleabili, e questa sensazione di forte equilibrio credo durerà fintantoché non verrà giocato un certo numero di scontri diretti. Nell’attesa non possiamo che dirci soddisfatti di queste prime due gare disputate dalla squadra: c’è una chiara identità di gioco, c’è grande voglia da parte di tutti, c’è equilibrio, alcune individualità si stanno mettendo prepotentemente in mostra, il tutto mentre alcuni pezzi da novanta sono ancora fuori o non ancora al cento per cento. Restano alcune cosette da risolvere, per esempio il rinnovo di Kessiè (a proposito del quale il mio scetticismo aumenta di ora in ora), nonché l’alternativa a Saelemaekers in fascia, giacché la partenza di Castillejo pare in questo momento imminente.

A proposito, occorre una doverosa parentesi su Samu. Sembra che sia stato costretto a chiudere i profili social per via di diversi insulti di presunti tifosi milanisti, piovuti addosso a lui e alla sua famiglia non si sa per quale motivo; qualcuno azzarda, tentando a fatica di interpretare gli oscuri meccanismi di certe menti malate, per indurlo ad accelerare il suo trasferimento, al Getafe o chissà dove. Non ho avuto modo di leggerli questi insulti, tuttavia ho avuto modo di scorgere i commenti di alcuni fenomeni che in qualche modo hanno tentato di sminuire la gravità della questione, sbuffando addirittura spazientiti per il troppo peso che vi si stava attribuendo. Mi piacerebbe tanto afferrare le zucche vuote di questi ultimi e quelle bacate degli insultatori per sbatterle forte forte assieme, come amava fare il compianto Carlo Pedersoli in arte Bud Spencer. Chiusa parentesi.

La partita. Primo tempo dominato. Nell’unica piccola pausa che ci siamo concessi (cinque minuti circa), gli avversari hanno colto il pareggio; secondo tempo in totale controllo, ma ciò nonostante le occasioni per incrementare ulteriormente il vantaggio non sono mancate. La partita è tutta qui (tremenda furbata per evitare di avventurarmi in una per me ostica descrizione più dettagliata). Come ho scritto sopra bisognerebbe conoscere il reale valore del Cagliari per misurare la nostra forza, ma la squadra sarda, oltre a schierare qualche nome importante ed esperto, ha dimostrato diverse buone individualità e a tratti un buon gioco. Insomma, di soddisfazione per la buona prova di ieri deve essercene, sia per il gioco espresso sia perché non possiamo dimenticare che lo stesso Cagliari, pochi mesi fa, pur avendo ottenuto la salvezza la settimana precedente, piazzando sorprendentemente un autobus davanti alla propria porta avrebbe potuto compromettere il nostro  meritato ritorno in Champions League (primo personale sassolino stagionale estratto dalla scarpa).

E ora la famigerata pausa delle nazionali, resa per la verità meno sgradevole dal fatto che le gare da disputare saranno valevoli per le qualificazioni mondiali. Poi sì, manca davvero pochissimo alla chiusura del calciomercato: l’uragano Ida è niente  rispetto alla potenza che sprigionerà il mio sospiro di sollievo alle ore 23,00 del 31-08.