La sensazione è che le due squadre abbiano tentato di fare male l’una all’altra, ma non troppo. La Juventus veniva da un buon momento, per lo meno come risultati, noi da una partita nella quale avevamo conquistato tre punti meritati, incredibilmente sfilati dal taschino da una scellerata decisione arbitrale (ebbene sì, non mi è ancora passata).  Diciamo che questo scialbo zero a zero ha accontentato un po’ più la Juventus, la quale perdendo ci avrebbe visti fuggire, mentre col pari è invece rimasta a  una distanza  tutto sommato accettabile. Il Milan avrebbe voluto staccare ulteriormente la rivale e nel contempo riprendere un passo scudetto che ultimamente era stato perduto: ci ha provato nei limiti delle sue attuali possibilità, dimostrando più aggressività e tirando nello specchio della porta più dello zero degli avversari, ma ha decisamente fallito l’obbiettivo. L’arbitro è stato secondo me all’altezza: il presunto rigore su Calabria secondo me non era da assegnare, esattamente come non era da assegnare quello di Kessiè su Calhanoglu nel derby, mentre il fallo in area di Messias su Morata individuato da Tuttosport l’ha visto soltanto Tuttosport.

L’unica squadra che ci ha veramente guadagnato dalla mediocre partita di ieri è stata la solita brava, forte e ricca di culo Inter. A proposito: abbiamo visto che è  possibile vincere una gara al 90° contro una piccola squadra senza che sia giusto che l’arbitro ciuli il gol vittoria con un colpo di magia. No perché dai commenti settimanali di qualche giornalaio — e ovviamente di molti tifosi avversari — avevamo capito il contrario (no, decisamente non mi è ancora passata).

Tornando alla partita, dei nostri giocatori posso dire ben poco. Ibra ha di nuovo qualche problema fisico, e con tutto il bene che gli voglio inorridisco quando ogni tanto sento parlare di ulteriore rinnovo. Non mi sono piaciuti Messias e Diaz in modo particolare, ma non è che gli altri abbiano fatto molto meglio. A parte Calabria (ottimo ritorno) e il solito Tonali, la mediocrità ha regnato indisturbata. Urgerebbero ritorni importanti e aiuti sul mercato per garantirci di tenere accesa la flebile fiammella della speranza scudetto, ma temo che i primi saranno al solito lentissimi, e i secondi siano pura utopia (davvero ci eravamo illusi di Botman o Bremer in questa finestra di mercato?).

Per il momento, in sostituzione dell’inutile Pellegri spedito dal Monaco nella Torino granata,  pare arrivi Marko (bel nome) Lazetic, un centravanti diciottenne  serbo dalla Stella Rossa, alto 190 centimetri e bel fisichetto, alla modica cifra di 5 milioni, euro più euro meno. I cosiddetti esperti ne dicono un gran bene, io ho visto qualcosa sul solito bugiardo You Tube e come sempre mi è sembrato un fenomeno; qualcuno lo ha persino definito il nuovo Vlahovic (io avrei preferito quello vecchio, ma tant’è). A ogni modo, anche se il mio debole per gli atleti balcanici è noto,  non potrà certo essere un innesto di questo tipo a imprimere una svolta a questa nostra buona ma sfigatissima stagione. Occorrerebbe ben altro.