Vittoria immeritata, ma importantissima sul piano psicologico e di classifica. La Fiorentina, pur essendo passata in svantaggio per il gol a freddo di Rafa, ha reagito immediatamente macinando gioco nella nostra metà campo per tutto il primo tempo, creando diverse occasioni di cui una clamorosa (palo di Biraghi) e pervenendo meritatamente al pareggio alla mezz’ora.  Il secondo tempo, a parte i primi cinque minuti, è stato più equilibrato fino all’ultimo quarto d’ora, nel quale le due squadre, essendosi molto allungate, avrebbero potuto entrambe segnare e agguantare i tre punti. Per fortuna è toccato a noi, nei minuti di recupero. Ma non soltanto per fortuna: questa squadra sa soffrire, lo aveva dimostrato anche in altre circostanze (troppe quest’anno, per la verità), inoltre i subentrati hanno fornito una grande prova, in pratica vincendo loro la partita.

Come ho detto, i migliori secondo me sono stati i subentrati. E’ vero che l’atteggiamento tattico nel finale potrebbe averli favoriti, essendo stato particolare, ma comunque il gol della vittoria è passato dai piedi o dalla presenza di tutti e quattro i giocatori mandati in campo dal mister. Dest ha liberato Vrancks sulla destra, quest’ultimo ha crossato perfettamente in area, Rebic e Origi erano lì a riempire gli spazi nei posti giusti. I primi due hanno inciso in modo particolare su questi tre preziosissimi punti, sono stati veramente bravi; l’americano ha grande talento offensivo — anche se difensivamente mi spaventa un po’ — mentre il giovanissimo belga ha dimostrato qualità e personalità: l’ho sorpreso più volte a pretendere la palla,  non è cosa da poco per un ventenne in un momento così caldo della gara.

Anche Oliviero ha disputato un’ottima partita: un assist al bacio per Rafa, una grossa occasione sventata da Terracciano e una bella semirovesciata fallita per poco; e ovviamente solita grinta dal primo all’ultimo minuto. Bene anche Theo. Tomori ha sventato sulla linea un gol già fatto, ma mi è sembrato ancora il giocatore visto dall’inizio di questa stagione: impreciso e spesso distratto. Tonali e Bennacer sono chiaramente spompati. Diaz non mi è dispiaciuto, ma siamo sempre lì: avrebbe il talento per fare ben altro, ma questo ben altro non lo fa mai.

Rafa Leao è il nostro giocatore più forte, merita un discorso a parte. Al di là del gol, anche contro la Fiorentina il portoghese è stato spesso l’uomo più pericoloso — con quei mezzi fisici e tecnici è scontato che ciò accada puntualmente. Ho tuttavia notato un linguaggio del corpo abbastanza strano, come in sofferenza, più psicologica che fisica. La tendenza a non inseguire l’uomo che gli ha appena soffiato la palla, non mi è piaciuta affatto (non che lo scorso anno lo facesse con continuità, ma senz’altro lo faceva più del nulla attuale). Inoltre la sua insistenza nel cercare esageratamente soluzioni personali è stata sempre più evidente, ieri, ma in parte anche nelle scorse giornate; non credo si sia montato la testa, credo piuttosto si tratti di scarsa tranquillità. Chissà, magari il mondiale incombente lo ha mandato un poco in confusione, d’altronde siamo pur sempre di fronte a un calciatore molto giovane; oppure, e sarebbe molto peggio, egli sa già che la sua avventura rossonera è agli sgoccioli. A gennaio forse sapremo.

L’arbitro Sozza ha arbitrato bene, così come, sorprendentemente, il mio ‘amato’ concittadino al VAR, il quale ha preso le decisioni corrette. L’intervento di Tomori su Ikone era evitabile, è stato rischiosissimo, ma regolarissimo. Sull’autogol di Milenkovic, Rebic non ha commesso alcun fallo, semmai lo ha subito da un Terracciano uscito a farfalle alla Donnarumma. Il polverone sollevato dai tifosi avversari su questi due solari episodi è comprensibile e non mi tange, trovo invece che la disonestà intellettuale di qualche giornalista in maglia azzurroneroazzurra sia inqualificabile.

Pioli poco on fire, più che altro per gravi motivi familiari. Sul campo non mi esprimo, in determinate occasioni occorre evitare di farlo. Forza e coraggio, mister.