E’ un Milan terzo, terzo nel segno di Leonardo ma terzo anche nel segno del livello della sua rosa che proprio in questa posizione trova la propria giusta collocazione. La Sampdoria di Del Neri e dell’ex-talentino Cassano inizia a sgonfiarsi come da pronostici. La Juventus dei cinquanta milioni di euro d’investimenti è sì forse più forte di noi a livello di rosa nel complesso ma non certo come squadra titolare, rimane dunque nel mirino a soli due punti. Da tenere d’occhio la Fiorentina di Prandelli, migliore squadra italiana in Champions League coi suoi nove punti e pericolosa avversaria per l’ingresso diretto proprio alla prossima edizione della Coppa più prestigiosa, traguardo minimo che non deve sfuggirci a questo punto. Anche se la mancanza di alternative nei ruoli cardine nel nuovo sistema di gioco lascia al Mister le attenuanti sufficienti per poter accettare da lui anche un quarto posto. Ma stasera si "sogna" il secondo, non c’è dubbio. Nell’attesa di vedere che cosa “regalerà” la proprietà a gennaio, per ora Beckham ed Adiyiah, il primo valida alternativa come regista e vertice alto di centrocampo, il secondo tutto da verificare in Serie A come attaccante esterno. Ci sarà anche da decidere cosa fare con Huntelaar, da terza alternativa da quindici milioni di euro non serve a niente e di Borriello ce n’è solo uno.

La partita con la Lazio è stata condotta bene nel primo tempo, male nel secondo.  Ottima la scelta della formazione iniziale che ha sterilizzato il gioco laterale degli avversari, al resto ci ha pensato la nostra coppia di centrali ed il solito maestoso Ambrosini giustiziere di Kakà. Però lo stesso undici che aveva dato tutto col Real Madrid non poteva reggere cinque giorni dopo per novanta minuti. Il 4-2-1-3 di Leonardo crea problemi agli avversari poiché li obbliga ad allungarsi, esalta Pato e rende Ronaldinho utile (sesto assist per lui) ma non è un dogma, si può anche cambiare a partita in corso soprattutto se si è avanti di due reti. Flamini ed Abate dovevano entrare prima, non è un caso che col 4-4-2 nel finale siamo tornati a controllare gli avversari con una certa sicurezza, sfiorando anche il terzo gol. Leonardo che ha meriti in questo filotto positivo deve mostrarsi più pronto nel leggere la partita, a Napoli è stato punito, oggi ci è andate bene, ma non sarà sempre così.

Grande protagonista della partita il brasiliano Thiago Silva che con un Nesta ancora non al meglio dopo il problema muscolare ha preso in mano la difesa. Non solo per la rete del vantaggio che mostra le sue grandi capacità d’inserimento in area su calci da fermo ma soprattutto perché ci sembra imperioso ed insuperabile quando si tratta di erigere una muraglia davanti a Dida. Ci sono fasi della partita in cui ogni palla vagante nella sua area è sua, fasi in cui nell’uno contro uno umilia chi lo punta con imbarazzante sicurezza, fasi in cui interviene con prontezza e rapidità sul portatore di palla avversario che traccheggia un po’ troppo dando il là alle nostre ripartenze sull’asse Pirlo-attaccanti esterni, a proposito, per come si gioca il regista bresciano è imprescindibile. Queste fasi del nostro numero 33, oggi, sono durate tutta la partita. E quanto mi piace quando col destro cerca i terzini, ci fossero solo degli uomini migliori là sulle fasce ci sarebbe da divertirsi se Ranieri stasera facesse lo scherzetto al Mou.