PREPARTITA:
 
Piove. Fa freddo (non per me, ma diciamo che è così perché così aumenta il pathos). Esco verso le 18. Tifosi di entrambe le squadre sui treni della metropolitana. Sono tranquillo. Molto. Perfino troppo. Sfuggo ad ogni tentazione culinaria sia nei pressi sia all'interno dello stadio. Scatto una foto di san Siro dall'esterno: illuminato com'è, fa davvero la sua porca figura. Entro. Una volta tanto si entra da un cancello che ti conduce direttamente nel settore del tuo biglietto. Mi siedo. I seggiolini sono sporchi da far spavento, ma tant'è. Faccio delle foto dall'interno e anche dei video, uno sul riscaldamento sulle note di Sweet Child o' mine dei Guns n' Roses (il nostro inno ufficioso) e l'altro sulle formazioni e l'ingresso in campo delle squadre. Lo ribadisco: sono tranquillo, non necessariamente spavaldo ma fiducioso, questo sì. E si comincia.
 
IL MATCH:
 
Un dominio totale, un Napoli che sarà sì secondo in classifica, ma non si riesce a capire su quali basi. La formazione fatta scendere in campo da Allegri desta in me qualche preoccupazione: Janku al posto di un comunque sempre pronto Oddo ed un centrocampo inedito (Gattuso con Van Bommel e Flamini) mi lasciano perplesso, ma sarà solo un attimo, non di più. Il primo tempo à buono, la squadra chiude ogni spazio agli avversari, la difesa è attentissima e si vede che tutti vogliono farsi il mazzo, ma qualcosa ancora non torna: Ibra cammina, si spinge ma in pratica solo sulla sinistra, le manovre sono troppo elaborate e lente e non sempre c'è movimento senza palla.
Il Milan però c'è: Janku spinge e difende al meglio e il Papero, che in passato contro i partenopei ha sempre fatto faville, vuol far capire di che pasta è fatto. E lo farà, potete scommetterci.
 
Il possesso palla è netto per noi, ma le conclusioni in porta non sono state poi tantissime (la più ghiotta un tiro sulla sinistra ribattuto da un difensore sulla linea). Si va quindi al riposo sul risultato di 0-0, dopo un arbitraggio da parte del signor Rocchi non esattamente dei più emblematici (Pato steso a ridosso dell'area di rigore, senza che venga fischiato fallo; questo, per quel che mi riguarda, sarebbe stato solo l'inizio di ammonizioni ridicole verso i nostri, fuorigioco discutibili e falli dei campani sui quali si sorvola chiudendo un occhio e forse anche due).
 
Mantengo la mia tranquillità. Resisto all'idea di comprarmi qualcosa da mangiare ed aspetto. Comincia il secondo tempo. La squadra è più carica, il Napoli viene schiacciato a centrocampo e le manovre sono molto più veloci e fluide. Rocchi sembra essersi svegliato un po' ed incomincia a fischiare qualcosa anche contro il Napoli, tra cui un calcio di rigore per fallo di mano di Aronica. Da dove mi trovo io (terzo anello blu) non si vede nulla, discuto con un mio vicino ma neppure lui comprende, la rabbia dei giocatori ospiti è veemente; ci metto qualche istante, poi vedo Ibra sul dischetto e capisco. Lo confesso: speravo che il penalty non ci fosse, se non altro per far schiattare a suon di rosicate Mazzarri. Ibra sta per calciare ed io temo il peggio, pensando a Cesena. Invece va. È vantaggio, meritato.
 
Il Napoli avrà due soli tentativi di reazione, il primo tra il 20' ed il 22', il secondo intorno al 33'. Ma non c'è storia. A maggior ragione dopo i cambi fatti da Allegri: uno di questi (Boateng per Robinho) si rivela azzeccatissimo per la seconda marcatura rossonera. Kevin Prince buca la porta avversaria supportato splendidamente dal Papero sulla sinistra, a sua volta lanciato da una pedata di Zlatan (giusto per sfatare le teorie secondo le quali i due non andrebbero d'accordo e non saprebbero integrarsi in campo). La cosa mi piace, dato che ritenevo che il Milan dovesse chiudere la partita per evitare beffe come quelle di Lecce, Genova contro Genoa e Samp e di Roma contro la Lazio. ma si può fare di più, sempre di più.
 
Ed il più arriva, puntualmente: Pato supera per la terza volta il portiere azzurro con un tiro pregevolissimo, a conclusione di una prestazione magistrale. Non c'è più partita, anzi no, non c'è mai stata. Cavani in versione aparecido, Abbiati mai occupato (anche se spazientisce un po' per un rinvio in fallo laterale e per un controllo di palla in due tempi apparentemente facile nel secondo tempo), bravi tutti, dal primo all'ultimo.
 
Dopo quattro minuti di recupero, arriva il triplice fischio: il Milan conferma la propria leadership, il ciuccio è ora a sei punti e non è detto che si riprenda da questa batosta…
 
CONSIDERAZIONI:
 
Prestazione maiuscola, un dominio totale andato in crescendo nel corso dei minuti; Ibra e Binho dovrebbero riposarsi, Janku, come già detto, molto propositivo, anche più di Ignazio, Pato può diventare il più completo di sempre, bravi tutti, per carattere, concentrazione, sangue sputato.
 
Ed un bravo anche ad Allegri: i complimenti non vanno solo a come ha gestito e letto la partita, ma anche al sarcasmo che l'ha caratterizzato nel suo battibecco alla vigilia di questa sfida scudetto; la battuta sul fatto che Mazzarri avrebbe dovuto scegliersi l'arbitro è stata un capolavoro.
Non so, per me Acciuga è ancora un mistero: sembra pacato, tranquillo, apparentemente senza attributi, ma secondo me sa caricare al meglio i suoi, sa cosa vuole e come ottenerlo. Ha resuscitato giocatori che sembravano finiti e ha saputo dare fiducia a tutto il gruppo, ma bisogna anche dire grazie a tutti per essersi sempre fatti trovare pronti. Per me Allegri ha una sorta di pazzia, forse latente nella stragrande maggioranza dei casi, ma c'è, e chissà che questo suo dark side non faccia la differenza…
 
Una cosa però non mi va giù: in caso di un quarto gol avremmo segnato la cinquantesima rete in campionato, una in più di Inter e Udinese; ci tocca così condividere il miglior attacco con queste due compagini, limitandoci a rimanere soltanto con la difesa meno battuta
 
Stagione strana: in questi giorni ho pensato troppo, inevitabilmente, a quanto accaduto 21 anni fa; può sembrare un caso, o forse no, ma una vittoria ladrata a Verona ed un sonoro 3-0 contro chi vinse il proprio ultimo tricolore proprio nel 1990 a nostre spese sembra una vendetta, di quelle che si fanno attendere ma per la quale si gode, e tanto.
 
Ma c'è un problema: i veri rivali per lo scudetto sono altri, sappiamo tutti bene chi; andiamo avanti come sappiamo e cerchiamo di arrivare tranquilli al derby. Se dimostreremo concentrazione ed organizzazione, tenuto conto che la qualità non ci manca, allora sì che potremo parlare di scudetto sulle nostre maglie. Ma il discorso campionato non si esaurirà agli inizi di aprile; per come la vedo io, le partite chiave saranno le trasferte contro la Juventus, la Roma, la Fiorentina ed il Palermo
 
POST PARTITA:
 
Continua a piovere, il freddo persiste. Cammino, nemmeno troppo speditamente. La pioggia martella il mio cappuccio, gli occhiali mi si appannano, non vedo benissimo e, per raggiungere la metro, seguo il gregge di tifosi davanti a me in stile in-printing. Ma io mi sento bene. Il sole rossonero che c'è in me risplende incessantemente. Vado avanti, imperterrito, orgoglioso, fiero una volta di più dei colori in cui mi riconosco.
 
Grazie ragazzi…
 

P.s: Al derby, visto il mio score stagionale di tre vittorie in tre partite, voglio esserci; e vedrò di esserci con quei pantaloni che tanto piacciono a Betis e Matto (sì, ieri li ho indossati, e sfido qualsiasi milanista a parlarne male, ora)…