La stagione finalmente può dichiararsi terminata.

Il Barça ha asfaltato il pur forte UTD. Una lezione di calcio, una forza devastante, una filosofia di gioco improponibile in realtà differenti dal club catalano, come peraltro ammesso dallo stesso Pep Guardiola nell'intervista a caldo del dopo partita. I rosiconi blaterino pure di doping (quattro inutili controlli a sorpresa ai blaugrana quest'anno), si chiedano pure porqué porqué porqué fino a schiattare se lo desiderano. La forza del Barça è stata talmente evidente che una risata li seppellirà, questi rosiconi.

L'Inter ha vinto la Coppa Italia. Almeno così mi hanno detto e così ho letto distrattamente sui giornali. Distrattamente, perché non me ne frega una mazza, secondo me questa competizione è nient'altro che una ciliegina, se manca la torta serve a poco. A meno che non venga considerata torta quella strappata al mostruoso Mazembe, torta che, quando eravamo noi a mangiarla, era guardata con disgusto, considerata alla stregua di cibo per cani o poco più.  Detto questo, a me i loro festeggiamenti non hanno infastidito; si tratta pur sempre di una coppa nazionale vinta che va ad arricchire la bacheca di un grande Club. Perché, al di là di tutto, l'Inter è un grandissimo Club. Il rispetto per le vittorie dei rivali, di chiunque si tratti e qualsiasi comportamento abbia tenuto una parte del suo tifo in occasione delle nostre, personalmente non lo negherò mai.

Ciò detto, preparate le valigie. Senza fretta ma fatelo. Stiamo per emigrare.