Siamo a meno uno. Domani, al raduno della squadra, Silvietto sarà presente a Milanello, e si esibirà senza dubbio in un One Man Show dei suoi, come l’anno scorso. Con lui non può essere altrimenti. Di diverso dall’anno scorso ci saranno gli argomenti.

Perlomeno un argomento.

Domani il proprietario non potrà ignorare la sentenza della Corte D’Appello, perlomeno non potrà evitare di rivelare le eventuali conseguenze che subirà il Milan. Che poi è ciò che a noi preme, poiché dei milioni che finiranno – giustamente – nelle tasche del miliardario De Benedetti ci interessa meno di nulla. E se lui, Silvietto, dovesse fare lo gnorri, i giornalisti presenti dovranno chiedere insistentemente lumi, a meno che la categoria non abbia scordato del tutto il proprio dovere istituzionale e si limiti a disquisire di baggianate varie come al solito. Ma non credo, non domani.

Quindi domani sapremo, è inevitabile.

Fra le varie ipotesi, c’è anche quella che prevede una vendita della società. Un’ipotesi che personalmente, pur trovandola poco verosimile, ritengo assai affascinante. Io non sono come i berlusconisti sfegatati, milanisti di ‘sta cippa che in caso di abbandono del loro dio sono certo si squaglierebbero come neve al sole e si appassionerebbero al golf o al badminton. Quelli che “Silvio è il più grande presidente della storia del Milan”.

Che poi…

Di sicuro c’è soltanto che è il più longevo. Grande lo è stato pure Rizzoli, andate a vedere quanto ha vinto in soli 9 anni. Grande lo è stato pure Kiplin, il creatore. Però sì, se contiamo le vittorie e gli anni di presidenza/proprietà il lavoro di Silvio è stato grande. Se contiamo scandali  e figure di merda in cui il Milan è stato coinvolto direttamente e di sponda beh, tale lavoro viene un po’ ridimensionato, forse anche più di un po’.

Posso fare tranquillamente a meno di Silvio, grande o meno che sia stato. Io non gli devo niente, checché ne dicano quelli che ogni volta che osi azzardare una critica al loro dio in terra ti richiamano all’ordine intimandoti riconoscenza. Io c’ero anche quando lui non c’era ancora e non vincevamo neppure un torneo fra scapoli e ammogliati, oppure finivamo in B. Eppure mi divertivo lo stesso. Amavo la squadra come ora, anche se era assai più scalcinata. Avevo idoli, guarda un po’. Vinicio Verza ad esempio. Pietro Paolo Virdis. Aldo Maldera. Franco Baresi e Fulvio Collovati (accidenti a lui), fino a Sergio Battistini (ri-accidenti a lui). Ci sarò anche dopo Silvio. Anche se il numero di vittorie dovesse calare (cosa possibilissima).  Un Milan con meno vittorie, forse nessuna. Ma non un Milan meno Milan. E forse un Milan con un proprietario meno imbarazzante.

Poi magari domani Silvietto ci dirà soltanto che non arriverà Mister Ics. Poco male: la squadra, in Italia, è comunque competitiva. Oppure ci dirà che qualcuno arriverà, svelandone addirittura l’identità. Speriamo che ci risparmi il solito comizio politico, ma ne dubito, un pochino di quella roba ce la caccerà di certo nel gozzo.

Tutto può accadere, domani. Prepariamoci al One Man Show.