Lo so che è complicato, siamo in piena estate, che significa vacanze, spiagge, ombrelloni, gnocca seminuda in ogni dove. Ma desidererei comunque che il popolo rossonero stesse con occhi ed orecchi spalancati, poiché qualche segnale maleodorante lo sto percependo da mesi e ultimamente l’odore va facendosi sempre più acre. Vorrei che, qualora l’ipotesi “ritorno del figliol prodigo” dovesse crescere di fondamento, il popolo rossonero si schierasse in massa ed apertamente spernacchiando preventivamente e prolungatamente, specie se si tentasse di dare ad intendere che quella Kappa non  è in realtà una Kappa bensì la famosa Ics di cui tanto si è parlato da maggio in avanti. Occorre anche vigliare su coloro che per questa malaugurata ipotesi si fanno salire l’acquolina, e spernacchiare pure loro. Costoro sono fra noi, sono semplici tifosi. Ma altri scrivono pezzi, ad esempio su Milannews. E si trovano anche – purtroppo – all’interno del nostro spogliatoio.

In quest’ultimo caso mi riferisco a Rino.

Rino mi piace. Molto. Al Milan ha dato tanto, tuttavia tantissimo dal Milan ha ricevuto, è bene ricordarlo sempre a lui e ai tifosi  perennemente affetti dal morbo della riconoscenza. Quindi veda di limitare il suo campo d’azione, pensi a correre e fare legna, che lo sa fare in maniera egregia. Ora un po’ meno rispetto al passato in verità, ma ancora se la cava. Pensi a giocare a pallone, che lo sa fare così così, ma non gli si chiede né si è mai chiesto granché di più da ciò che è nelle sue corde. Pensi a rendersi utile alla sua squadra, al Milan. Come ha sempre fatto: giocando.

Giocando, non chiacchierando o facendo altro.

Ogni volta che fa qualcosa di diverso dal tirare pedate a palloni o avversari, Rino mi sta sui coglioni. Non da sempre, da qualche anno a questa parte. Insomma: spesso manifesta pubblicamente l’intenzione di fare le valigie poi cambia regolarmente idea; si esibisce in  sceneggiate indegne, tipo quella avvenuta sotto gli occhi di mezza europa battibeccando con un signore anziano, peraltro ex giocatore rossonero; siccome gli sta antipatico un allenatore combina una serie di cazzate in un derby sottoponendo la squadra ad una umiliazione che potrebbe diventare epocale se non fosse che gli avversari decidono di non infierire oltre; si fa filmare e pubblicare in rete mentre insulta pesantemente l’allenatore di cui sopra; rifiuta di sottoporsi ad un esame antidoping  perché – dice – non essendo in quel caso obbligatorio non gli va di farlo.

Ora Rino apre nuovamente la bocca. E lo fa per farmi incazzare un’altra volta. Lo fa per tirare la volata a Mister Kappa tentando di spacciarlo per Mister Ics, una roba che vedo come il fumo negli occhi. Lo fa proponendo un giocatore a cui lui magari è affezionato in nome delle fantastiche esperienze vissute assieme, ma che personalmente non vorrei più vedere se non nei DVD ormai sbiaditi pubblicati prima del 2008.

La mia antipatia personale per Mister Kappa – che esiste, sia chiaro – nella fattispecie non c’entra.

Mister Kappa è un giocatore ormai alla frutta, inutile, un giocatore che lasciò il Milan in malo modo per guadagnare un pozzo di quattrini altrove e che dove è andato ha fallito miseramente collezionando una figuraccia dopo l’altra, malgrado i ripetuti tentativi della sua nuova società e dell’allenatore di recuperarlo per giustificarne l’onerosissimo esborso e ingaggio. Se Rino  sente tanto la mancanza di ‘sto tizio chiami Adrianone, il quale soffre della sua stessa assurda nostalgia, mettano assieme qualche milioncino a testa e se lo comprino. Per farlo giocare nel loro giardino di casa, però.

Occhio quindi, la Kappa e la Ics sono due lettere diverse. E la prima fa rima con qualcos’altro.