De Laurentiis è un idolo assoluto. La sua esibizione di ieri dopo la pubblicazione dei calendari mi ha divertito molto. Ed ha infuso in me un pizzico di nostalgia rammentandomi memorabili sclerate del passato. Quelle dei Romeo Anconetani o Costantino Rozzi, personaggi ruspanti, presidenti vulcanici,  rissosi,  teatrali, ma in fondo anche simpatici e soprattutto capaci.

Aurelio De Laurentiis ha svolto un eccellente lavoro per il Napoli. Dal 2004, anno in cui divenne presidente dei partenopei dopo il fallimento e la retrocessione nell’allora C1, ha portato la sua squadra a migliorarsi anno dopo anno fino alla qualificazione in Champions nella stagione scorsa. A piccoli ma efficaci passi, con pazienza, intelligenza e competenza, questo produttore cinematografico in poco tempo è riuscito a costruire una squadra tecnicamente competitiva ad alto livello, mantenendola nel contempo finanziariamente sana.

Terminata la sviolinata, peraltro sincera, devo dire che talvolta Aurelio De Laurentiis si comporta da cazzone. Ieri ad esempio, pur essendo stato – come detto – assai divertente, non ha fatto una bella figura personale.  Ignoro se la sua sceneggiata sia stata da lui progettata in precedenza per uno scopo preciso, ma senza dubbio il buon Aurelio quell’esibizione poteva risparmiarsela. Il giocattolino con cui egli stesso  si balocca con successo non gode di buona salute, non ha bisogno in questo momento di esplosioni di pazzia di questa portata, soprattutto se tali esplosioni non hanno ragione di esistere. Insomma, anche il Milan potrebbe lamentarsi di essere costretto ad incontrare il Napoli nella settimana della Champions, non ha pensato a questo il buon Aurelio? A meno che lui ovviamente non pensi che il Napoli sia una squadretta, ma non credo.

Voglio dire, se facciamo mente locale, ad un mese dall’inizio delle danze abbiamo il seguente scenario: un Agnelli che in ogni dove reclama due scudetti soltanto perché qualcun altro è stato scoperto  recentemente  con le mani nella marmellata (insomma: non è che le colpe degli altri assestino automaticamente un colpo di spugna alle tue eh? Che cazzo di logica è?); un Della Valle che implora un Moratti, quello recentemente scoperto con le mani nella marmellata, di spiegargli come diavolo fece l’Inter a restare fuori dallo scandalo di Calciopoli, ed un Moratti che risponde sputando il solito veleno, quello peraltro a cui lui e tutto l’ambiente neroazzurro ci hanno abituati nell’ultimo lustro. Ora ci si mette pure De Laurentiis.

Tremo al pensiero di quanto accadrà al primo fuorigioco non fischiato.