Luca Serafini è un vero milanista ed un bravo giornalista. Uno che per natura non eccede nei leccaculasmi verso la società-Milan o che non evita di lanciare qualche frecciatina critica all’operato di Adrianone qualora lo ritienga opportuno. Insomma, è uno che tenta di restare equilibrato, talvolta riuscendo nel proprio intento talatra no (d’altra parte, come tutti i colleghi, deve pur mangiare anche lui). Inoltre Luca, è un tipo di solito rispettoso verso le opinioni altrui. Voglio dire, non è uno alla Mauro Suma, l’idolo dei concessionari di patenti da tifoso, che se percepisce un mezzo ragionamento non inneggiante ad Adrianone dà prima in escandescenze poi ti caccia giù dal carro cazziandoti a tutto spiano. Luca Serafini si limita a fare il suo mestiere, che consiste nel dire la propria. Quindi, anche se la sua non sempre coincide con la mia, lo rispetto.

Detto tutto ciò, secondo me Luca Serafini commette spesso un grave errore: si lascia influenzare dall’amicizia che suppongo coltivi con qualche senatore dello spogliatoio milanista.

Questo trafiletto, tratto da un editoriale di qualche giorno fa su Milannews, mi ha particolarmente colpito:

“Così nel breve volgere di qualche settimana, dopo aver preso atto della crescita assente di Pato, aver esaminato i misteri Taiwo ed Emanuelson, setacciato gli errori crescenti di Allegri a Torino e in generale nella gestione di alcuni giocatori, ci troviamo ad aggiungere Kevin Prince Boateng tra i casi che tengono banco a Milanello. Il ragazzo vola alto. E’ un eccesso costante. L’atteggiamento nei confronti dei compagni a Torino è stato a dir poco sorprendente per arroganza, come ben si evinceva dalla faccia di Seedorf quando la mezzala dal nome e cognome di un rapper lo ha mandato sulla forca per una palla troppo lunga. Il successo, di squadra e personale, del 2010-2011 sembra avergli un po’ dato alla capoccia. La sua maglia è la più venduta dal marketing rossonero, assai più di quelle di Ibra, Pato, Robinho, Thiago. Le ragazze muoiono per lui, i tifosi sono gasati dalla sua esuberanza. Il problema è che ora il moonwalk sembra farlo staccato qualche centimetro dalla terra. Il problema è che l’umile e modesto anarchico centrocampista trasformato in modo geniale in dirompente trequartista, sembra colpito dalla sindrome di Hollywood. Quando diciamo che, prima di sbarazzarsi di Costacurta Maldini Pirlo Seedorf Ambrosini Inzaghi e lo stesso Gattuso se non sbrocca, bisogna pensare quanto siano umanamente importanti nello spogliatoio, quale tipo di esempio costituiscano per quelli che arrivano, intendiamo dire che non è facile sostituirne la grandezza e lo spessore, che sono loro a rappresentare nel tempo lo stile-Milan e a garantirne la continuità. Non gli indolenti, i lavoratori stanchi o le pop-star.”

Ora, riconosco quanto il bravo Luca sia ben più addentro rispetto a me nelle cose milaniste. Ragion per cui può accadere che la situazione sia veramente quella descritta sopra. Ossia: c’è un Boa gasato all’eccesso dall’improvvisa popolarità e c’è un gruppo ben nutrito di mammasantissima – portatore del cosiddetto stile-Milan – indispettito per gli atteggiamenti fuori regola, nonché dannosi alla causa comune, del moonwalker ghanese.

Può accadere che sia tutto vero, ma sai com’è, ormai ho la sensazione che nulla al Milan avvenga per caso, quindi mi permetto di dubitarne fortemente.

Percepisco uno strano odore. Voglio dire: quando Sua Maestà in passato venne fatto accomodare in panca per più di due gare, pam!, tempo pochissimi giorni e scattarono le interviste infarcite dai soliti abili toni pacati ma chiaramente seccati dell’olandese; ora un non senatore manda a fare in culo Sua Maestà per una ciofeca di passaggio (episodi che accadono ovunque, peraltro) e pam!, cazziatone del Serafini (ma non solo) con annessa scarica di merda sul reo di Lesa Maestà.

Magari saranno coincidenze. Magari sono io che sopravvaluto l’abilità di Clarenzio nel coltivare le proprie amicizie fra i professionisti della penna rossonera, al punto da riuscire ad influenzarle per i suoi interessi. Tuttavia credo che le cose stiano come sospetto, quindi continuerò a tifare per una bella ripulita nell’ambiente milanista, a tutti i livelli. Ce n’è un grandissimo bisogno. A proposito: Paolino, dove sei? Hai da fare?