L’atteggiamento è senz’altro particolare, ne convengo. Eravamo abituati ad idolatrare personaggi strambi ma simpatici, tipo Ruud Gullit o Giorgione Weah. Oppure timidi ed introversi, tipo Van Basten e Sheva. O sempre politicamente corretti e devoti al Signore tipo Kakà e Thiago.

Uno come il Boa è qualcosa di diverso.

Boa è un bad boy. E non è un simpaticone. Perlomeno è complicato stabilire se lo sia o meno, giacché le sue rare interviste vengono ancora rilasciate in inglese, ed il passaggio dal traduttore allo spettatore-tifoso innalza giocoforza una barriera di freddezza fra le parti; inoltre, egli non regala un sorriso neppure a pregarlo in ginocchio, sta sempre con quello sguardo incazzoso, che arrapa alla follia le groupies cacciaviti ma che difficilmente potrebbe  suscitare sentimenti tipo la simpatia nei tifosi, specie se maschietti ed etero.

Che il ghanese non fosse né timido né introverso lo si poteva facilmente intuire soltanto osservandolo ma, dopo il famoso moonwalking, suppongo che chi avesse avuto ancora qualche dubbio in proposito a quel punto l’abbia immediatamente abortito.

Infine non è politicamente corretto, troppi orrendi disegni sul corpo e nessuno sbandieramento di fede religiosa di alcun genere, perlomeno a mia memoria.

A qualcuno il Boa non piace, ne ho già parlato in un recente post. Non piace per ragioni che ignoro, anche se posso fare delle supposizioni: a lui piace divertirsi e piace alle donne, e l’invidia è risaputo, è una brutta bestia; nel ruolo di trequartista gli si preferisce uno un po’ più fighetta, ed è evidente che il Boa, pur essendo tecnicamente tutt’altro che scarso, non possiede il talento calcistico di altri colleghi di ruolo; talvolta manda affanculo i senatori senza farsi troppi problemi, e questo alle penne rossonere fa saltare letteralmente la mosca al naso. De gustibus eccetera eccetera, per carità. Io non sono mai impazzito per Luis Nazario de Lima nel pieno della carriera, per dire, quindi figuriamoci, ci può stare che a qualcuno il Boa non vada a genio.  Ma secondo me, se ci basiamo sul rapporto qualità-prezzo, siamo di fronte ad uno degli acquisti più azzeccati da Adrianone in tutta la sua lunghissima carriera.

Questo tizio ha una fame, una rabbia agonistica che nessun altro nel Milan attuale può mettere sul piatto. L’impressionante potenza con cui ha preso a pallate i portieri di Bate e Lecce nelle ultime due partite disputate era prodotta sì dai suoi muscoli, ma anche da qualcos’altro, appunto da una rabbia proveniente da dentro, una roba che calciatori rossoneri più coccolati di lui manco si sognano.

Provate ad immaginarvi ad esempio un Pato che viene mandato in campo da Allegri per togliergli le castagne dal fuoco in una situazione di merda come quella di ieri. Provate ad immaginarvi la sua faccia:  lo so,  l’espressione è quella sognante di chi, rincoglionito dalle pompe, non ha voglia di sbattersi più di tanto, l’atteggiamento è quello “vabbe’ proviamoci, ma rimontare tre gol è impossibile, e poi mica è colpa mia se stiamo sotto”.

Il Boa ieri invece aveva tutta un’altra faccia, la sua solita, eppure dubito che a lui le pompe non vengano praticate. Lui non s’è perso in tentennamenti, ha cominciato a tirare in porta come un invasato appena entrato in campo, e ad ogni gol realizzato è corso a recuperare il pallone in fondo alla rete per poi ricomiciare daccapo. Non è un caso che siamo riusciti a ribaltare il risultato. Con Pato dubito che sarebbe accaduta la stessa cosa. Senza Boa, che tra le altre cose è il nostro capocannoniere stagionale con 5 reti,  non sarebbe accaduta sicuramente, ed ora ci troveremmo con tre punti in meno.

Voglio altri Boa, in squadra. Già le mie riserve su Balotelli si stanno sgretolando giorno dopo giorno…