Una fulminea premessa, in modo che si sgomberi immediatamente il campo da equivoci di sorta: l’articolo da me redatto qui, era sincero. Non si trattava insomma né di un malumore particolare o di strane strategie mirate a chissà quale obbiettivo che qualche lurker sfigato potrebbe essersi creato all’interno della propria testa bacata. Semplicemente le cose stavano come da me rivelate in quel post: la micidiale Sindrome Del Foglio Bianco, sic et simpliciter.

Non vi era in definitiva alcun intento di provocare la baraonda alla quale poi – con sommo godimento frammisto a commozione – ho assistito. Ma quell’articolo ha provocato comunque una reazione, una reazione per certi versi inaspettata.

E’ accaduto che utenti storici si sono mostrati contrari alla mia decisione in maniera vivace,  decisa, a tratti anche violenta, ed è accaduto che altri utenti, meno storici ma egualmente fedeli e sinceramente affezionati al blog, si sono dichiarati dello stesso avviso, tutti insieme appassionatamente, uniti nell’ardua impresa di farmi cambiare idea e di mantenere viva la nostra straordinaria creatura. Vi è stato qualcuno che, coraggiosamente, si è offerto di postare per un determinato periodo per permettere a me di ricaricare le batterie, e qualcun altro che invece mi ha pregato, addirittura in ginocchio ed in lacrime, di non commettere assolutamente un’efferatezza di tale portata, tentando d’insinuare nella mia mente che il rimorso per la soppressione di questa piccola comunità di fancazzisti misogini avrebbe anche potuto divorarmi l’anima vita natural durante.

Cazzo, sembra il testo di un documentario dell’Istituto Luce, ma vabbe’, le cose stanno più o meno così, benché forse un pizzico di retorica in meno avrei potuto utilizzarla. Giusto un pizzico…

Riportiamo i toni alla giusta dimensione, l’autocelebrazione non fa per noi, lasciamo quindi che essa soggiorni laddove sono avvezzi a farne un uso smodato: la verità è che se avessimo chiuso nessuno si sarebbe suicidato, questo blog è un mero passatempo, e tutti noi ne siamo perfettamente consapevoli. Per fortuna – aggiungo – poiché occorre sempre avere sotto controllo la realtà delle situazioni. Ciononostante la fine di tutto ciò sarebbe stata un peccato, e tutti coloro che sono partiti lancia in resta offrendosi di aiutarci meritano un Grazie con la G maiuscola. Questi ragazzi hanno salvato il blog. Che sarà pure una stronzata, come ho già detto un passatempo, un pretesto per non fare una mazza di utile per Società civile, una scusa per immergersi in un mondo lievemente meno insostenibile di quello reale attuale, ma si tratta pur sempre di un qualcosa che ci fa chiacchierare e discutere, talvolta seriamente talaltra meno, del nostro adorato Milan. La forza e la voglia di questi ragazzi (non certo la mia, da solo non sarei stato francamente più in grado di combinare alcunché) hanno funto (funto, ma che cazzo di verbo è?) da trampolino di lancio per la creazione di uno spazio tutto nostro, veramente nostro, indiscutibilmente nostro.

Ed ora partiamo con le leccate di fondoschiena. E’ un lavoro duro, ma qualcuno deve giocoforza occuparsene. E chi più è adatto del Presidente Onorario, cioè il sottoscritto, a sobbarcarsi tale onere?

Un bel primo piano del mostriciattolo informatico.

Un grazie a te Darko, razza  di mostriciattolo informatico represso. Ti covavamo inconsapevolmente nel ventre (come una sorta di Alien, però più orrendo), ma sei uscito giusto in tempo, nel momento del bisogno, come si confà ai fuoriclasse. Tu sei l’artefice di tutto l’insieme di puttanate che a livello grafico vediamo ora e vedremo in futuro nella nostra nuova casa. Una volta preso atto della situazione, hai mandato a cagare le tonnellate di passera che millanti di avere costantemente sottomano e sei partito in quarta occupandoti praticamente di tutto ciò che ci circonda, caricandoti sul groppone una mole di lavoro spaventosa, compreso ciò che personalmente mi stava particolarmente a cuore, ossia il trasporto di tutto il materiale riguardante il vecchio Screwdrivers, dalla nascita, risalente all’ormai lontano 2008, ad oggi. Materiale ovviamente completo di tutti i post scritti da me e da altri da quell’anno in avanti, e con tutti i nostri commenti, comprese le vaccate di Zio Alduccio ed Enzuccio, autentiche perle che sarebbe un enorme peccato venissero disintegrate assieme alla piattaforma Splinder, che è, come sappiamo, in procinto di chiudere i battenti per sempre. Davvero, sei un grande, Darko.

Un grazie anche te, Ghost. A differenza del sottoscritto che non ha mosso praticamente un dito, tu hai invece sudato sette camicie per la sopravvivenza di questo spazio. Sei stato assai prezioso, un organizzatore meticoloso, per me un amico. Uno che sento mio coetaneo sebbene tu sia di anni, anni ed anni più vecchio rispetto a me. Una specie di dinosauro, insomma. Una mummia. Però uno che con le sue capacità,  buone maniere,  tranquillità ed un pizzico d’astuzia ha avuto il grandissimo merito di far sì che si riaccendesse in me la voglia di scrivere di Milan e quant’altro in questo blog.

A proposito di questo, riarrotolo un attimo la lingua ed apro una parentesi:

scriverò ancora, ebbene sì, ma meno di prima, per evitare che i lettori vengano pervasi dall’irrefrenabile impulso di cospargersi di benzina ed appiccarsi fuoco, ma anche perché, per fortuna, la famiglia dei cosiddetti redattori si è sensibilmente allargata. Inoltre, il mio parere circa la gestione del blog avrà ancora un certo peso, ma in misura minore rispetto a prima. Quindi, qualora vi fosse qualcuno desideroso di rompere i coglioni per qualsivoglia ragione inerente al blog, sappia che può farlo anche (anzi no: soprattutto) ai danni di Ghost e Darko.

Distendo nuovamente la lingua, la irroro di saliva e riprendo l’ingrato compito.

Un grazie agli altri redattori, vecchi e nuovi. Mi riferisco a MdM, Betis, Eric, Ricki, Alex, IlCamisa. Grazie di cuore, non soltanto perché ci farete schiattare dalle risate scrivendo pessimi articoli nel vostro incerto italiano, ma anche perché, con i vostri preziosi consigli, avete fornito un supporto importante – materiale ma soprattutto psicologico – per la realizzazione di questo nuovo progetto.

Non ti ho dimenticato Kalunaat eh?, ma, qualora ti avessi menzionato nel medesimo paragrafo in cui appare la battuta dell’ ‘incerto italiano’, apriti cielo, saresti andato fuori di melone, per cui preferisco ringraziarti qui, a parte.

Grazie pure a voi, vecchi utenti, commentatori o lurkers che siate, sono certo che continuerete a seguirci con immutato affetto. O almeno me lo auguro.

Indovina dove va a finire...

Infine, con un trasporto persino superiore a quanto dimostrato finora (non me ne voglia nessuno, al cuor non si comanda) desidero ringraziare pure voi, gli stappatori di spumante; sì, proprio voi, che in occasione del post in cui annunciai la probabile chiusura del sito vi precipitaste da noi a festeggiare con commenti non propriamente carini. Anche se – devo dire – efficaci, poiché l’effetto di quei vostri commenti fu fondamentale per infondermi nuovamente quegli stimoli che erroneamente ritenevo mi avessero abbandonato. Ne ha giovato pure il mio rapporto di coppia: la convinzione che quei tappi di spumante vi siano rimbalzati direttamente nel culo deve aver funto (aridaje) da afrodisiaco (lo so, è una chiara aberrazione sessuale, ma suppongo esista di peggio). Ad ogni modo grazie, grazie, grazie di tutto anche a voi. Mi correggo: soprattutto a voi.