Finalmente è arrivato il derby. Quello vero, quello giocato. Comunque vada sarà per me una liberazione, poiché il percorso di avvicinamento a questo evento, diciamo da un mesetto a questa parte, mi è piaciuto pochissimo. E’ stato tutto, come dire, molto, troppo strano.

Strano per l’atteggiamento mediatico nei nostri confronti. Voglio dire, che il tifo bauscia-gobbo neghi la realtà contestando un rigore a nostro favore, solare come pochi nella storia del calcio, ci sta, ma che lo faccia gran parte dei media, pure quelli cosiddetti ‘di casa madre’ e quelli che, come Sky, devono buona parte della loro esistenza anche agli abbonamenti cacciaviti, magari in democrazia sarà pure lecito, tuttavia è – appunto – strano. Per non parlare del bestemmione di Ibra carpito e poi trasmesso per un’intera settimana dalla medesima emittente, che stride fastidiosamente con quello di Maicon ad essa stranamente sfuggito.

Non è stato strano invece che Massimo Mauro, sempre su Sky, abbia invitato Silvietto a non acquistare Tevez in questo momento difficile per gli italiani e due minuti dopo abbia gongolato all’idea che la stessa operazione la potesse eseguire Moratti. Insomma, sarebbe strano anche questo, sempre per il discorso fatto prima sugli abbonati cacciaviti di Sky, ma si tratta di Massimo Mauro, bisogna comprendere,  e  provare pietà per questo individuo…

Ma torniamo alle stranezze. Strane sono state le vicende legate alla questione Tevez. Strano soprattutto è stato il comportamento di Adrianone, espostosi ad una figura di merda in cui un navigato dirigente di calcio quale lui indiscutibilmente è non dovrebbe mai farsi invischiare.

Strane sono state le voci di attriti fra il tecnico campione d’Italia attualmente primo in classifica e la proprietà. Voci alle quali ha fatto seguito un’intervista rilasciata dal ‘genero’ del proprietario in cui veniva rivelata al mondo intero una profonda spaccatura fra il giocatore ed il tecnico (“non mi spiega che cosa devo fare” non sembra una frase lieve, detta tanto per).

Di conseguenza, proprio perché siglato alla vigilia di un derby (non decisivo ma sempre importante e sentito in quanto derby) e durante la nostra settimana più incasinata di sempre sul fronte mercato, è stato strano pure il rinnovo di contratto ad Allegri, rinnovo che da mesi era  stato ripetutamente (e diciamolo: anche stranamente) procrastinato con l’adduzione di spiegazioni abbastanza fumose (quindi strane).

Sarà quindi un derby strano, non potrà essere altrimenti data l’atmosfera che l’ha preceduto. Auspichiamo che di normale ci sia il risultato, e che quindi vinca il migliore. E attenzione, non si tratta della solita frase fatta.