Al di là di qualche sporadico commento in cui ho espresso il mio appoggio incondizionato all’acquisto dell’Apache, prima di scrivere qualcosa di più corposo sulla questione ho atteso che trascorressero i giorni ed accadesse qualcosa di più chiaro.  In soldoni, che Adrianone sparasse finalmente l’annuncio ufficiale. Ché mi secca sprecare il mio tempo facendo castelli in aria e scrivendo di qualcosa che in poco tempo viene clamorosamente smentito (poiché si sa,  con Adrianone questo rischio è sempre in agguato).

Tuttavia, forte anche del fatto che l’affare sembra sia veramente saltato, mi vedo costretto a rischiare prima del 31 e a buttare giù uno straccio d’opinione essendo il mio turno di redarre, tanto più che il nostro AD Ghostraider2, da buon lombardo precisino che quando accetta un incarico è abituato a svolgerlo con assoluta serietà,   se sgarri su ‘ste cose ti scassa giustamente i coglioni.

La maxi-moglie

Ordunque, come sappiamo, Tevez è rimasto ostaggio degli sceicchi ed è invece arrivato Maxi Lopez, che per carità, avrà pure  una moglie maxi-bona e sufficientemente maialina, ma non è appunto Carlitos Tevez, ossia un fuoriclasse. Maxi è una buona riserva, niente di più.  Sarebbe  come paragonare che so,  Robert Plant e Vasco Rossi, la Theron e la Mastronardi, Indro Montanelli e  Bruno Vespa, Michael Jordan e Carlton Mayers, De Gaulle e Sarkozy, Berlusconi e Rocco Siffredi.

Insomma, la differenza di forza fra i due calciatori è, diciamo così, considerevole (e sono stato generoso con Maxi, che mi è simpatico)(un po’ perché ne ho avvertito l’entusiasmo di vestire il rossonero, ma più che altro per la moglie che si porta appresso). Quindi azionerò immediatamente la modalità ‘Volpe e l’Uva’ schiacciando il tasto di colore neroazzurro giusto davanti a me.

Dunque: Maxi comporta un notevole risparmio d’ingaggio. A me i tifosi-contabili stanno sulle balle, quelli che ti stressano continuamente col bilancio, il fair-play finanziario ed altre menate di questo tipo, come se la gestione finanziaria della società fosse affare in cui anche il tifoso dovrebbe mettere il becco. Però non si può negare che, visto che il proprietario non sborsa più granché, e quel poco che sborsa da gran signore quale è te lo rinfaccia puntualmente, qualche soldino messo da parte farà comodo, specie se sarà utilizzato per coprire buchi in reparti più bisognosi di quello che andrebbe ad occupare Tevez, reparti per i quali il tifo cacciavite, in questa sede ed in altre (eccetto quelle in cui “va sempre tutto bene madama la marchesa”), sta invocando in lacrime,  da secoli, adeguati interventi. E poi va da sé che l’arrivo di Tevez  avrebbe senz’altro ‘rubato’ una buona fetta di minutaggio al giovane puledro El Shaarawy proprio ora che questi era chiaramente in procinto di esplodere.

Detto ciò, premo nuovamente il tasto di colore neroazzurro, disattivo la modalità ‘Volpe e l’Uva’ e passo al grande dilemma che, rebus sic stantibus, sta devastando noi cacciaviti: abbiamo fatto una figura di cacca oppure no?

Secondo i piangina ovviamente sì, inutile chiederlo. Credo che molti di loro se ne siano compiaciuti. Probabilmente ci faranno un DVD. Il popolo cacciavite invece pare dilaniato da dubbi profondi.  C’è chi plaude al genio adrianonesco, chi invece riempie l’AD di sanguinose contumelie. Personalmente non insulto nessuno ma,  per quanto mi sforzi – ma premetto che probabilmente si tratta di un mio limite – proprio non riesco ad intravedere dove stia la genialità nel portare avanti queste estenuanti trattative fino allo sfinimento, inscenare strambe e noiose sceneggiate che si concludono raramente in maniera positiva (se non dal punto di vista del ristoratore proprietario di Giannino).

Tuttavia della figura di merda me ne sbatto;  tanto più che eventualmente tale figura l’avrebbe  fatta Galliani, non io o la moltitudine dei cacciaviti.

Più che di figuracce fatte da un nostro massimo dirigente dovremmo preoccuparci di ciò che costui ha trascurato perché era in altre faccende affaccendato. Poiché per la cronaca c’è una Juve che, nonostante sia in testa alla classifica ed abbia finora dimostrato una certa solidità unita ad un gioco sufficientemente gradevole, non si sta perdendo in sciocchezze circensi e sta continuando ad investire dove veramente le serve. Mentre noi eravamo intenti ad inscenare interminabili soap operas, i gobbi definivano il ritorno di Caceres e ponevano serie basi per l’acquisto di Nainggolan, un tipetto che a noi – vista la tremenda sfiga che sta perseguitando proprio il centrocampo – sarebbe servito come l’ossigeno. Sono questi i problemi, non le figuracce di Adrianone.

Concludo con una comunicazione di servizio: il nostro AD Ghostrider2 sarà pure uno scassacoglioni, ma, a differenza di Adrianone, non si perde in chiacchiere ed agisce alla velocità della luce. Da tempo convinto che questo covo di cavernicoli, ubriaconi ed erotomani necessitasse di un tocco di grazia femminile, egli ha persuaso la misteriosa ed affascinante Dizò ad entrare nella folta schiera dei redattori di Screwdrivers.

Benvenuta fra noi, Dizò.