SALA D’ATTESA -Fantasmi, angeli, pinocchi e….Mister X

Settimana ricca d’appuntamenti, che mi fanno ripensare a fatti ed eventi del passato. Dividerò il post in 4 parti:

 INCUBI: di questo, siamo indubbiamente protagonisti noi. Perchè, checchè se ne dica, certi fantasmi non se ne vanno mai. Ovviamente il riferimento è al ritorno degli ottavi di champions giocato dai nostri all’Emirates martedì. Non proprio il modo migliore per inaugurare la tesserina mediaset premium (regalata) di casa. Non so voi, ma io ho rivisto tutte le nostre peggiori serate in quei 45 minuti. Perchè il gol al 7°, seguito da quello al 22° ammazzagambe mi hanno riportato alla mente e agli occhi La Coruna 2004, coi nostri totalmente succubi dell’avversario, mentre il 3-0, preso su rigore al 42° mi ha fatto rivivere la remuntada Reds di Istanbul, col 3° gol arrivato anche lì proprio su rigore in 6 minuti di bambola generale della squadra. Così come quel tiro di Nocerino che non è voluto entrare, manco fosse maledetta la porta, come nello scontro sheva-dudek e ci ha lasciato in sofferenza fino alla fine…

MIRACOLI: …ma stavolta il finale è stato diverso. Eh si, perchè la squadra dopo aver preso 3 gol non si è smontata, ha traballato, ha rischiato di affondare ma è risorta, col cuore, con le palle e con due protagonisti su tutti: in mezzo al campo il generale Mark, in fondo, l’ultimo baluardo, San Christian. È a lui che voglio dedicare questa seconda parte di post. Lui che era in panchina sia col Depor che coi Reds, lui che ha visto impotente quelle partite sciagurate e quelle cocenti sconfitte. Lui che invece, stavolta, ci ha tirato fuori dai guai. Perchè al 56° abbiamo rischiato di affondare completamente, ma il nostro angelo dei pali ha tirato fuori un riflesso micidiale sul primo tiro di Gervihno deviato da Mexes e una freddezza pazzesca sulla seconda conclusione di Van Persie. Da lì è cominciata la rimonta, è dalle piccole (questa mica tanto) cose che si sveglia una squadra. Perchè anche se ha alternato cose buone e meno buone in questa stagione e negli anni passati, negli appuntamenti importanti la sua presenza s’è sentita: Perugia 1999, derby di Champions 2003 e derby scudetto 2011. Da 13 anni, grazie Christian!

BUGIE: ma il turno di Champions è servito per sfatare un altro tabù. Cioè la caratura europea dei nostri Leader, non ancora all’altezza dei fuoriclasse che calpestano i campi europei, soprattutto spagnoli. Dopo Palermo, i giornalAI parlavano già di Ibra da pallone d’oro, mentre qui, che siamo solo tifosi (ma in alcuni casi assai più competenti) ci limitavamo al confronto in casa nostra, guardando le prestazioni dello svedese rispetto agli altri grandi attaccanti milanisti degli ultimi decenni. Addirittura, prima degli ottavi c’era già chi diceva, mi pare Ruiu, che Ibra in questa Champions ha fatto meglio di Messi. E TAAAC, giusto per dimostrargli che non ne becca una, i 5 gol di Ibra in stagione, Leo li ha pareggiati in una sola partita: scavetto di sinistro, di destro, due bombe all’angolino basso e un tap-in dall’angolo. E con quelli di ieri fanno 9 in 8 partite. EXTRATERRESTRE.

Nota di colore – per la serie “l’eccezione che conferma la regola”: Voto 0 a Cristiano Ruiu: “secondo me il Milan soffrirà, perderà ma alla fine passerà” Ma porco mondo schifoso e infame! Ma l’unica volta nella tua vita in cui devi azzeccare un pronostico è proprio questa?! (Milannight)

LA STORIA SI RIPETE: la storia si ripete, ed in questo caso, andiamo a guardare vicino a noi, in parte sull’altra sponda del naviglio, in parte sulle rive del po’. SI, sto parlando delle due squadre più odiate da noi rossoneri, Inter e juve, e della strana malattia che le ha colpite, a 7 anni di distanza: la pareggite. La pareggite è quel fenomeno per cui almeno metà delle partite non riesci a vincerle, ma nemmeno a perderle. Era capitato alla prima Inter di Mancini, 2004-2005, con 14 pareggi su 20 partite, ed ora sta capitando ai bianconeri di Conte: 26 partite, 13 pareggi,  esattamente il 50%. Possono così vantarsi dell’imbattibilità, ma nell’era dei 3 punti due pareggi valgono meno di una vittoria e una sconfitta. E nei vari recuperi giocati, dove i gobbi si calcolavano già 3 punti alla volta, ce ne hanno rimessi ben 8 tra Roma, Napoli, Parma e ultimo ma non ultimo, Bologna. Ci ritroviam ocosì, finalmente a pari partite, con un vantaggio matematico di due punti (facciamo 1,5 con lo scontro diretto sfavorevole), ma con un vantaggio morale e psicologico non indifferente: noi siamo in ascesa, Emirates a parte, loro sono in crisi di gioco, di risultati (5 pareggi nelle ultime 6) e ora anche di uomini: Barzagli e Chiellini OUT ancora per una settimana e Bonucci squalificato domenica (non se se questo è un male però…) costringeranno il Piagnisterico Conte ad arretrare Vidal in difesa, con una retroguardia completamente nuova: lichtsteiner-caceres-vidal-de ceglie. Speriamo che il Genoa, che ritrova il tandem Gila-Palacio davanti, ne sappia approfittare, per permetterci un primo, timido, abbozzo di fuga scudetto.

Ora non ci resta che attendere le risposte del campo, nel fine settimana per lo scudetto e martedì-mercoledì prossimo per il nostro cammino europeo, attualmente conteso dall’inarrivabile Barça e dalle abbordabili Benfica e Apoel.
BAMOSSSSSSS