Finisce 1-1 a Catania, al termine di una partita combattuttissima, con tante emozioni ma anche cin tante polemiche per un arbitraggio non esattamente pro-Milan; un pareggio che potrebbe farci perdere punti preziosi se la Juve dovesse vincere domani in casa contro il Napoli…

I rossoneri, dopo un inizio un po’ titubante, al 7′ hanno un’occasionissima con Urby, che però tira in maniera ignobile. Il Catania si copre bene in difesa ma fa anche la partita, mentre il Milan sembra più attendista, cercando di risolvere il match con un singolo colpo da K.O. che sembra materializzarsi al 16′ quando Zlatan, servito da Ambro con un lancio lungo, fa tutto bene ma non riesce a superare un Carrizo semplicemtne mastodontico, almeno stasera…

Il Milan viene fuori alla distanza e passa al 33′ con Binho, che supera il portiere etneo sul primo palo al termine di un uno-due con Zlatan in uno spazio ristrettissimo (Ibra eccezionale  nel ripassare la palla al brasiliano in spaccata. Nei minuti finali, i siciliani provano a raddrizzare la partita e vanno molto vicini al pareggio con Gomez che, al 37′ centra la traversa (azione scaturita da un’ingenuità di Bonera). Si soffre un po’ ma la difesa (in evidenza Antonini) regge bene.

Si arriva così alla ripresa: il Milan forse per supponenza forse perché già con la testa a Barcellona, nei primi minuti del secondo tempo è completamente succube dei padroni di casa. Il Catania si conferma squadra temibile sui calci piazzati e così è quando, al 55′, pareggia su corner con l’argentino Spolli, il quale però – come rivisto nella moviola post partita – prima di segnare sull’assist di Legrottaglie fa fallo su Boateng

A questo punto l’atmosfera si fa incandescente; le occasioni si succedono incessantemente da una parte e dall’altra (molto tonico soprattutto Almiron) ma, purtroppo, intorno al 60′, ecco una serie di episodi decisamente infelici da un punto di vista arbitrale: nel giro di un minuto, tra il 60′ ed il 61′ vengono fischiati due fuorigioco inesistenti rispettivamente a Ibra e a Boateng. Il piatto forte arriva però al 64′, quando Binho calcia in porta un diagonale rasoterra non violentissimo che sembra aver superato pienamente la linea di porta (spazzerà via Marchese, con entrambi i piedi all’interno della porta); per la terna arbitrale non è gol

Il Milan non si perde d’animo, sa che vincere sarebbe un passo in avanti decisivo e così Allegri prova a conferire ai nostri una maggiore trazione anteriore con gli ingressi di El Shaarawy per Robinho e dell’ex catanese Maxi Lopez per Aquilani (Boateng rileva uno sconclusionato Emanuelson sin dall’inizio del secondo tempo). Il Faraone, non lo si scopre certamente stasera, ha attributi di tutto rispetto e dà nuova linfa al nostro attacco. Nei minuti finali si schiaccia il Catania nella propria area ottenendo diversi angoli e con Ibra vicinissimo al gol tra l’88’ e l’89’ (per non parlare di un tocco con il braccio di un difensore del Catania nella propria area, giudicato involontario, in pieno recupero). Anzi, è il Catania a procurare l’ultimo sussulto al 92′, con il tiro di Izco murato da Antonini.

Finisce in parità, mentre le polemiche, statene certi, non si placheranno tanto in fretta…

CONSIDERAZIONI:

Possibile che, in vantaggio di un gol, ci si debba cagare sotto e farsi puntualmente rimontare? Perché giocare con così tanta sufficienza? Certo, gli avversari ci sono sempre, ma costava davvero tanto rimanere concentrati e giocare come si è fatto nei minuti finali? Non oso immaginare se segnassimo al Camp Nou nei primi 5 o 10′, probabilmente non reggerei…

Male Emanuelson, Robinho se non altro due gol li aveva fatti, Molto bene Antonini e anche Bonera (salvo uno svarione nel primo tempo); Ibra i suoi numeri li ha fatti anche stavolta, Abbiati abbastanza colpevole sul gol, bene il Faraone

Gli errori arbitrali arrivano in un momento delicatissimo; i guardalinee, in particolare, ci hanno pesantemente danneggiato ancora una volta. Come poteva, un guardalinee a cinque metri di distanza dalla linea di porta, vedere al meglio un pallone dentro o fuori dalla porta davvero non lo so…

Che ci provino, adesso, a darci di nuovo dei mafiosi; bisognerebbe poi anche capire come comportarsi da questo momento in poi. A non lamentarci mai rischiamo di perdere tutto, quindi perché non lamentarci anche noi davanti ai giornali e nelle opportune sedi? Non dovremmo farlo, e perché? Per evitare che ci accusino di essere piagnoni? Chissenefrega, dico io, agli occhi di molti staremo sempre sui coglioni per il solo fatto di essere milanisti, per cui incazziamoci ed urliamo anche noi. La posta in gioco è troppo alta e io voglio vincere, perché non importano la buona volontà, l’impegno e la pacatezza se poi nell’albo d’oro del calcio ci finisce qualcun altro.

Ora in Catalogna, per giocarcela. Speriamo che Abbiati sia della partita, non perché Amelia non mi piaccia, ma perché quest’ultimo porta proverbialmente sfiga

P.S.: Pare che uno dei pallini del nostro presidente onorario sia far tornare Kaka’ a Milanello… Chi mal comincia…