L'ultimo ruggito del leone...

Fine della stagione: Milan e Novara (formazioni che nulla più hanno da dire ai fini della classifica) si affrontano a san Siro per l’ultima giornata di campionato. La partita potrebbe di per sé non avere nulla da dire, come del resto molte partite di fine campionato, ma in realtà sappiamo tutti molto bene come questa sia una partita dai tanti significati. Zambrotta, Clarenzio Seedorf, Sandrone Nesta, il generale Van Bommel, Ringhio Gattuso e Superpippo Inzaghi si congedano dai nostri colori, chi per appendere definitivamente le scarpette al chiodo  (Zambrotta e Pippo), chi per terminare la carriera dove è cresciuto (Van Bommel), chi per tentare nuove esperienze anche se ormai sul viale del tramonto (USA per Nesta, si parla di Glasgow per Ringhio).

No, Milan-Novara non può essere una partita normale, a maggior ragione all’81: Inzaghi, subentrato al 66′ al posto di un Cassano pimpante, si congeda dal popolo rossonero con l’ultimo dei suo oltre 120 gol segnati con la nostra maglia. Pippo stoppa di petto un traversone dalla sinistra, si gira e con il destro supera il portiere ospite sul secondo palo. Emozione allo stato puro: già l’emozione era tanta al suo ingresso, figuriamoci dopo il suo gol, con un intero stadio pronto a scoppiare. Le emozioni non ci vengono però offerte solo da lui: davvero senza parole le lacrime versate da Gattuso prima della partita, lacrime che seguono quelle di Van Bommel in occasione della sua ultima conferenza stampa. Il Milan dimostra di non essere solo una squadra che pensa ai bilanci e a cose di questo tipo; il Milan è una fede, un’essenza da fare propria, una casa, una famiglia. Tutto è autentico e genuino, gli abbracci, le lacrime, gli sguardi commossi dei nostri giocatori in partenza verso gli spalti. Una cornice toccante ed indescrivibile, che fa crescere il rammarico per uno scudetto che sì, in un contesto come quello di oggi pomeriggio avrebbe calzato alla perfezione. Ma non importa, noi siamo la storia e presto ci riprenderemo quello che ci spetta, confidando anche in una stagione un po’ meno scalognata di questa. Cambieranno i giocatori, ma la nostra fame di vittorie, anche se con diversi giocatori, verrà nuovamente saziata; dopotutto i nostri colori hanno sempre avuto la priorità su chi questi colori li ha indossati, li indossa o li indosserà in futuro.

L'affetto dei tifosi per chi ci lascerà...

Non c’è obiettivamente molto da commentare sul match: la partita non è stata una di quelle del tipo scapoli vs ammogliati, il Novara vuole onorare fino alla fine una stagione comunque importante e, sin da subito, attacca, approfittando di un Milan non così assillante soprattutto nelle marcature. Al 19′ il gol dei piemontesi con Garcia, a cui capita fortunosamente il pallone dopo un contrasto di gioco e che segna completamente smarcato. Il gol sveglia i rossoneri che cominciano ad attaccare con maggiore incisività, ottenendo vari angoli e arrivando al tiro con Zambrotta, Cassano e soprattutto con Aquilani nei secondi finali del primo tempo.

Nella ripresa, il Milan pareggia i conti con Flamini (che al 10′ dà il cambio ad un Boateng con qualche problema fisico) al 55′ con un bel rasoterra di esterno destro. I nostri vogliono chiudere i conti e vogliono farlo possibilmente con Superpippo, cosa che avverrà come già detto a fine partita. All’82’ c’è gloria anche per Nesta; il Novara non affonda più e dopo 4′ di recupero l’arbitro Velotto fischia la fine delle ostilità.

Niente invasioni di campo; ad entrare sono i figli dei giocatori ed Adrianone, che, armato di microfono, ringrazia Gennarino per quanto fatto per noi in tutti questi anni. Ci si alza in piedi e si applaude tutto il gruppo, come è doveroso. Non avremo vinto il campionato, ma questa resta comunque una stagione dai numeri pesanti (maggior numero di vittorie, miglior attacco, Ibra capocannoniere). Speriamo che Silvietto voglia sostituire al meglio i partenti e venire incontro alle lamentele di Ibra, che vengano chiarite posizioni come quella di Aquilani, che Allegri non commetta alcuni errori commessi quest’anno e che lo staff medico venga smantellato. Un altro scudetto lasciato ai gobbi non mi andrebbe proprio giù. Oggi smettono con Juve ed Inter anche Del Piero e Cordoba, ma di loro (un dopato ed un prescritto) non me ne frega nulla; gobbi e onestoni festeggino pure scudetto ed eventuale approdo in Europa, noi oggi abbiamo reso omaggio ad un pezzo di graditissima storia, la NOSTRA storia.

Grazie ragazzi per la stagione. Grazie a chi ci lascerà per gli splendidi ricordi e trofei vinti.

P.S.: E ora cosa farò? Su cosa scriverò? Qualche idea ce l’ho (e non si tratta di patchwork), si vedrà… :razz: