E’stata una domenica densa di avvenimenti sportivi per l’Italia. Dalla tappa di montagna del Giro d’Italia che ha visto la vittoria di Rabottini, alle finali degli Internazionali di Roma di Tennis che ha incoronato regina Maria Sharapova, la Serie B che vede la promozione del Torino (finalmente) e del Pescara (strameritata), per chiudersi con la finale della Coppa Italia, sempre in quel di Roma, che vede il Napoli campione per la quinta volta. Eppure abbiamo vissuto due giornate luttuose, con la strage di Brindisi soprattutto, e con l’ennesimo terremoto in Emilia Romagna, nonostante qualche idiota voglia farlo passare come semplice evento rumoroso. Il premier ha disposto bandiere a mezz’asta. Ebbene io mi chiedo: fatti così gravi esigono il rispetto con lo stop delle attività ludiche o no? Perchè alla luce di questi eventi tragici questa volta non si è fermata la giornata sportiva, non solo il tanto vituperato calcio ma anche tutti gli altri avvenimenti? Solo la finale maschile di tennis non si è giocata, ma per cause meteorologiche. E’ un post chiaramente provocatorio, non mi piacciono i populismi, sono di cattivo umore e non mi va di parlare di Seedorf che tentenna o di Thiago e Ibra che forse ci lasceranno. Oggi vorrei solamente riflettere con voi su quali sono, se ci sono, i criteri che dovrebbero portare allo stop, e quanto conta l’opinione pubblica in queste decisioni. Confesso che io non mi sono ancora formato un’idea chiara in proposito.