Tra i tifosi rossoneri è palpabile il bisogno di farsi due risate dopo i malumori per lo smantellamento tecnico che la società di via Turati sta mettendo in atto. La partenza dei due migliori giocatori in rosa, Ibra e T.Silva ha fatto precipitare in cantina il morale dei vecchi romantici, anche se per contro, va detto, ha mandato in visibilio quello dei mai domi tifosi contabili, amanti della parità di bilancio anche con soldi non loro).  Ad ogni modo, per cercare di distrarsi un po’, e per evitare ogni giorno di scannarsi sui soliti temi, inizia questo giovedì una nuova rubrica dedicata ai nostri amati/odiati seghini.  Di che seghini si parlerà se sono tutti fermi, si staranno chiedendo i più svegli di voi; parleremo di quelli che hanno fatto la storia della nostra società e che in passato ci hanno fatto imprecare ed inveire contro il cielo più di una volta. Il primo ospite di questa rubrica, intitolata Seghini per sempre, è Nelson de Jesus Silva, meglio noto come Dida. Solo il nome basta a rievocare nel sottoscritto antiche angosce, partite passate in agonia a temere una cappella da un momento all’altro da parte di questo presunto atleta che ancora in molti si ostinano ad osannare e a ritenere uno dei più forti portieri del mondo, andando a cozzare contro la ragione e facendosi beffe della logica. Se infatti un atleta, su novi anni di attività, ne passa sette e mezzo a far seghinate, ed uno e mezzo a fare grandi parate, non si capisce per quale assurdo motivo debba essere ricordato come un campione, piuttosto che come un seghino miracolato che ha avuto un anno e mezzo di culo.

Ripercorriamo velocemente la sua storia calcistica. Dida, acclamato come uno dei migliori portieri del campionato brasiliano, arriva ufficialmente al Milan nel 1999 per 3 miliardi di vecchie lire e viene immediatamente ceduto in prestito agli svizzeri del Lugano, dove non disputerà neanche una partita. Mah, che strano, chissà perché si chiesero in molti tifosi rossoneri, ignari del fatto che la risposta a questa domanda l’avrebbero amaramente capita sulla loro pelle negli anni a venire. Subito dopo il Lugano, il Milan lo cede un altro anno in prestito in Brasile nelle file del Corinthias, prima di recuperarlo l’anno seguente per la stagione 2000/2001 (dopo una squalifica per passaporto falso), quella del secondo disgraziato anno di Zaccheroni dove Dida disputerà una sola partita in campionato (sconfitta per 2 a 0 a Parma) e 2 presenze in Champions, facendosi notare con una strepitosa seghinata nella disfatta di Leeds. Lo ricordo come fosse ieri; ero ancora un giovane adolescente frizzante che frequentava l’istituto per ragionieri, e a quei tempi non davano tutte le partite di Champions in diretta come ora. Per chi voleva però, in seconda serata, c’era Pressing Champions League su Rete 4 che trasmetteva la famigerata ampia sintesi. Quel giorno, decisi di non voler informarmi sul risultato, uscire in giro tranquillo per poi gustarmi il risultato a sorpresa. E che sorpresa. Ve la ricordate? Si vede all’inizio del video che ho appena linkato: tiraccio a mezza altezza e parabilissimo dell’inglese sotto la pioggia battente, Dida la para ma la fa rimbalzare dentro, per la rassegnazione di Costacurta che impreca in aramaico antico. Risultato 1 a0 per gli inglesi. Il sottoscritto rimase basito ed a bocca aperta per 10 lunghi secondi, per poi tirar giù tre o quattro santi, spegnere la tv ed andare a dormire incazzato come una iena.

Dida non metterà più piede in campo fino alla stagione successiva, grazie all’infortunio di Abbiati ad inizio preparazione. Inizia così uno dei migliori anni della sua carriera che culminerà con la vittoria della Champions nel 2003, parando ben 3 rigori (centrali) agli impauriti bianconeri. La sua scalata verso le classifiche di rendimento prosegue fino a vertici altissimi, con parate pazzesche nelle rare occasioni che gli avversari riuscivano a perforare le fantastiche difese rossonere composte da Maldini, Nesta e financo l’idolo assoluto Stam. Poi, un giorno di metà aprile 2005 in un derby di Champions League, dalla curva nord i tifosi dell’Inter lanciano un bengala (mica un’incudine) acceso sulla testa di Nelson e da quel giorno niente fu più lo stesso. Inizia così una serie di seghinate pazzesche che  sono costate una marea di punti al Milan oltre che anni ed anni in più di purgatorio ai tifosi rossoneri a causa delle bestemmie copiose che il portiere brasiliano faceva tirare fuori. Ogni tiro, anche da lontano era oggetto d’ansia, perché quasi sempre veniva goffamente respinto sull’attaccante avversario che depositava in rete. Incredibili poi le sue parate in stile bagher pallavolo e la sua faccia impaurita e terrorizzata mentre si protendeva per raggiungere la sfera. E come dimenticare episodi ridicoli come la sua caduta al S.Paolo stile un sacco di letame mentre si appendeva alla traversa e si rialzava facendo finta di niente, oppure il suo infortunio in panchina? L’esasperazione dei tifosi rossoneri era tale da arrivare ad offrilo all’asta su Ebay ad un prezzo di partenza di 1 centesimo. Impossibile elencare tutte le seghinate, ma proverò a mente a ricordare le più sanguinose.

Stramaledetta finale Champions del 2005, Milan – Liveropool: eccolo farsi piegare le mani da Smicer per il gol del 3 a 2 inglese che poi rimontò incredibilmente una finale già vinta dal Milan in vantaggio di 3 reti (tre). Figure sacre tirate giù: l’Onnipotente altissimo, S. Nicola di Bari, S. Gerardo di Potenza, Maometto, arcangeli assortiti e varie divinità induiste e pagane.

Siena – Milan stagione 2007/2008: su un tiraccio di un giocatore del Siena, Dida non trattiene, Kaladze liscia come neanche alle partite in carcere dell’ora d’aria e Maccarone si avventa sulla palla e sigla. Figure sacre tirate giù: Madonna del Pilerio di Cosenza, varie divinità induiste tipo Jagannatha, Nagina e Pandava, Mosè, Abramo ed Isacco, più varie citazioni a sproposito sulla Pentecoste.

Champions 2007, semifinale, Manchester UTD – Milan: nella notte di Kakà, ecco Dida far iniziare nel peggiore dei modi la serata con una seghinata che causa il gol di C.Ronaldo (minuto 00.39) dopo pochissimi minuti. Uscita a vuoto sul corner e tentativo di recupero in coordinazione da salame. Divinità menzionate: quasi tutto l’intero cristianesimo con ripetuti e voluti riferimenti a tutti i presenti del concilio di Trento.

Derby di natale, dicembre 2007: dopo essere passato in vantaggio con Pirlo, il Milan si fa raggiungere dall’Inter con Cruz e superare con gol di Cambiasso (dal minuto 5:11). Quest’ultimo lascia partire un tiro lemme lemme e centrale ma Dida, inspiegabilmente si accartoccia alla sua sinistra, per lo stupore di tutti. Figure sacre citate: essendo natale a farne le spese sono state oltre Gesù Bambino, i re Magi e persino la stella cometa. Forse questa rientra tra le più grandi cappelle della storia del calcio italiano.

Champions 2010, girone eliminatorio, Real Madrid – Milan. Una delle poche serate di gloria di Pato e del Milan di Leonardo viene macchiata da una sanguinosa seghinata di Dida che para un tiro centrale dal limite, si accinge al rinvio ma fa rimbalzare la palla sul suo ginocchio, recapitandola a Raul che insacca. Divinità tirate giù: S.Antonio da Padova, S.Giusto da Trieste, S.Rita da Cascia, S.Omobono da Cremona, S.Giorgio da Campobasso, Allah, Confucio, Shiva, Visnù, Buddah e tutti i partecipanti al Concilio di Costantinopoli VIII del 1341.

Oltre a queste, pur non trovando i video da linkare vi segnalo la doppia merdata su Van Buyten nei quarti di finale della Champions 2007, nel pareggio 2 a 2 contro il Bayern ed una seghinata mostruosa sul gol di Gasbarroni in un pareggio a Genova contro la Samp nel 2006.

Infine, sempre nella Champions 2007, la madre di tutte le pagliacciate che di fatto, gli è costata l’ignominia eterna. Dopo aver preso un gol all’ultimo minuto al Celtic Park (manco a dirlo su un tiro respinto sui piedi dell’attaccante avversario, McDonald) un tifoso avversario bonaccione fa irruzione in campo e andando verso i giocatori che festeggiano la rete da un buffetto leggerissimo a Dida: il nostro seghino fa per rincorrerlo ma poi stramazza al suolo, facendosi portare via in barella immobilizzato e con la borsa del ghiaccio sul collo, nella vana speranza di ottenere forse la vittoria a tavolino, nonostante milioni di telecamere lo stessero sputtanando a vita come antisportivo farabutto. La UEFA punirà questa pantomima con una decina di giornate di squalifica,  mai abbastanza per chi davvero come il sottoscritto, temeva la sua presenza in campo, più di quella contro di qualsiasi fenomeno avversario. Era incredibile poi come questa sciagura umana riuscisse puntualmente a guadagnarsi il posto in squadra approfittando delle disgrazie di qualsiasi portiere lo precedesse in gerarchia e della debolezza verso i senatori di Ancelotti che lo riproponeva come titolare, senza avere mai il coraggio di buttarlo in panchina nonostante le ignobili cazzate e le maree di punti che ci costava (a proposito di costi, la spesa per questa ameba era di quasi 5 milioni netti all’anno… per dire no, com’era quel discorso sui buchi di bilancio da ripianare e la crisi?!).  Dal 30 giugno 2010, per nostra fortuna Dida non è più un giocatore del Milan, svincolato dopo 9 stagioni. Dopo quasi un anno e mezzo senza squadra, Dida si è dilettato a giocare tornei di calcio a 7, disputato alcune gare amichevoli con il Milan Glorie giocando anche come attaccante (neanche a quei livelli ce lo volevano in porta) e nonostante ciò  ha manifestato la volontà di continuare a giocare a calcio per ancora qualche anno. Addirittura, nel maggio 2012 questo seghino ha fatto parte della rappresentativa di beach soccer del Milan che ha preso parte al Mundialito de Clubes a San Paolo, prima di trovare (inspiegabilmente) un accordo con la Portuguesa nel campionato brasiliano dove si è messo ovviamente in evidenza alla sua maniera.

Parlo a titolo personale, sia chiaro, ma credo che Dida, sia stata la più grande sciagura che si sia abbattuta sull’Ac Milan. E voi? Ricordate altre perle? Qual’è quella che vi ha fatto incazzare di più? Avete qualche seghino storico da suggerire per la prossima puntata?