C’è molta delusione, ma non credo che qualcuno si aspettasse qualcosa di diverso. L’ho scritto ieri: la Juve è una squadra da scudetto, il Milan attuale una provinciale di lusso che punta tutt’al più alla qualificazione in Europa League, con la consapevolezza che non sarà una passeggiata e che dovrà sudarsela. Meglio entrare in quest’ordine di idee. Ma non per autoconvincersi e di conseguenza vivere più serenamente la situazione, bensì perché si tratta di realtà, pura e semplice.

Quella di ieri è una prova da prendere per quella che è, cioè un’amichevole estiva. Nel prossimo week-end è prevista la prima di campionato ed i calciatori non hanno voluto rischiare più di tanto i preziosissmi arti inferiori (Abate ha trovato comunque il modo di  azzopparsi). Inoltre la Juve era anche rimaneggiata, mancavano Buffon, Chiellini e Pirlo. Insomma, a parte il fatto che di fronte c’erano gli odiatissimi gobbi, la sconfitta è stata assai meno umiliante rispetto a quella patita contro il Real.

Ho osservato il tutto con poco entusiasmo, ed è anche normale con quel popò di rosa che ci è rimasta. Voglio dire, non potevo certo aspettarmi la gran giocata da scarponi tipo Antonini, Abate, Flamini e compagnia, con tutto il rispetto. Tuttavia ho osservato con quella curiosità che in genere si riserva alle novità (o alle tragedie di cronaca nera, scegliete voi).

Alcune cose mi sono pure piaciute.

Mi è piaciuto innanzi tutto il manto erboso. Quest’ultimo è stato il migliore in campo per distacco. Sperando che resista e che l’ultimo esperimento non si riveli l’ennesimo buco nell’acqua, non si può non constatare che, una volta approntato un campo decente dopo anni e anni d’infruttuosi tentativi, abbiamo allestito una rosa di scarponi tale che in un siffatto tavolo da biliardo non potrà che trovarsi estremamente a disagio.

Poi mi sono piaciuti Constant versione centrocampista e Robinho, non per i gol ma per il gioco. E pure Montolivo, anche se quando viene inquadrato in primo piano ha perennemente la faccia di uno che sta per  cagarsi  sotto.

Non mi è piaciuto tutto il resto ovviamente, specie la fase difensiva, che io chiamerei soltanto fase, per pudore. Peraltro Zapata mi dà le stesse sicurezze che mi infondeva Laursen all’epoca in cui quest’ultimo evoluiva in rossonero. Marione è commovente e bravo, ma ha 36 anni e neppure a 26 era un fulmine di guerra.  Abbiati si è esibito in una uscita ad una mano da far accapponare la pelle (per fortuna c’è il Mago Gabriel che scalpita).  La fase offensiva è stata inesistente, a parte la mia ogni volta che veniva inquadrata la faccia di Silvietto in tribuna; ecco, quella è stata soddisfacente. Pato è stato nullo, ma povero tesoro, che diavolo pretendiamo da un ex giocatore, peraltro inconsapevole di esserlo?

Poi non mi è piaciuto Allegri: avete notato la postura? E il nodo della cravatta? E poi quella voce durante le interviste. Veramente pessimo. Peccato che Sannino sia occupato. Ma fra poco si libererà, basta attendere.