“[…] siamo destinati a perdere […]”.

Rientro ufficialmente oggi dopo un’estate complessa e burroscosa sia per me sia per il Milan. Non ha senso ripetere affermazioni ed insulti da voi già abbondantemente reiterati e trattati. Così come non ha per voi interesse il racconto della mole di studio, della fatica, del caldo e dell’ansia provato nella preparazione dell’odiato esame di stato. Vi basti sapere che ce l’ho fatta e che a pieno titolo, vista la comune fede, posso autodefinirmi (per l’intera stagione!) una sorta di Kevin Lomax de’ Noantri.

Quindi, cominciamo…

Milan – Anderlecht. La partita di ieri è stata esemplificativa del futuro che ci attende. Mai, in 90 minuti più recupero, ho avuto la sensazione che il Milan potesse fare gol. Sempre, in 90 minuti più recupero, ho avuto la sensazione di poter perdere la partita, nonostante la modestia dell’avversario. A più riprese ho sentito parlare di difficoltà mentali e psicologiche ed è superfluo dire che non condivido niente di tutto ciò. Ieri ho visto una squadra totalmente priva di consistenza tecnica. Nessuno tra Flamini, De Jong, Nocerino, Boateng, Emanuelson e Pazzini è stato in grado di partorire un’idea od una giocata . Il solo (e modesto) El Shaarawy ha saputo dare una svolta alla manovra e ciò è calcisticamente tragico.

Milan. Di questa stagione mi colpisce l’insufficienza tecnica dell’intera rosa. La mediocrità è sbalorditiva. Non abbiamo una proposta di gioco, una soluzione tecnica, una variabile impazzita. Non abbiamo nulla. Siamo lineari e monotematici. Ci trasciniamo per il campo visivamente consapevoli della nostra pochezza.

Allegri. Sorrido quando leggo affermazioni del tipo: “anche il Pescara ha un gioco”. E’ evidente che questo Milan non produce un calcio fluido e divertente, ma è altrettanto evidente (o meglio dovrebbe esserlo per chi segue veramente il calcio) che il tipo di gioco che deve praticare il Pescara è diverso da quello del Milan. Il Milan non può permettersi di giocare di rimessa, di costruire 2, massimo 3, occasioni di gol a partita. Il Milan non può essere allineato e coperto. Il Milan per definizione deve proporre e “dominare” la metà campo avversa. Il Milan di Allegri e Ibrahimovic era un Milan stilisticamente brutto, ma era un Milan dominante. Poteva non piacere, ma era un modo di fare calcio. Questo Milan è un Milan impotente, non è in grado nè di avere un coito, nè di procreare. Allegri ha colpe, ma non tutte quelle che i suoi detrattori voglioni attribuirgli. Questi uomini non sono e non saranno mai capaci di condurre le danze per 90 minuti. Paradossalmente, vedrete, faremo meglio con avversarie forti. Perderemo (sicuramente), ma appariremo più pericolosi. E’ innegabile, però, che ora l’allenatore sia un uomo confuso. Alcuni cambi ed alcune scelte, pur nella pochezza generale, sono di difficile comprensione. La storia rossonera di Allegri sta divenendo analogicamente simile a quella di Zaccheroni.

Inzaghi. Per definizione sono contrario a certe idiozie sentimentali tipicamente rossonere, così come sono avverso agli esoneri. Eppure non vedo altra soluzione. Per compensare la depressione e i limiti serve una vera scossa. E, purtroppo, l’unica possibile è quella di vedere il totalmente inesperto Inzaghi in panchina. Mi violento quando affermo questa cosa, ma se fossi un dirigente tenterei questa patetica carta.

Pronostico. Mi auguro di uscire subito dalla Champions League, poichè abbiamo un disperato bisogno di allenamenti, tempo e tranquillità. Questo Milan farà un’immane fatica a fare i fatidici 40 punti. Sono veramente allarmato.

“[…] siamo destinati a perdere […]”.