4 anni. Il 10 ottobre 2008, ore 20.37, l’indimenticato utente Swan9 concepiva Screwdrivers: “Stiamo vivendo un periodo particolarmente inquietante. La crisi finanziaria a livello internazionale è l’ultima delle tegole piovuteci in testa negli ultimi anni. Dopo la distruzione delle Twin Towers e le varie guerre che stanno coinvolgendo direttamente o indirettamente l’Europa intera, pare che ci si stia avviando a toccare il fondo. Pensavamo non fosse possibile, ma tant’è. Ci resta comunque qualcosa per staccare un po’ da questo museo degli orrori che ci circonda: il Milan. Un amore enorme, incondizionato, incontrollabile e misterioso. Un amore senza se e senza ma. In questo blog parleremo di Milan con questo amore. Ma lo faremo con spirito critico, lucidità e un pizzico di humour, che non guasta mai. L’autoironia lenisce parecchi dolori. Ma non ci dimenticheremo degli altri. Dei nostri cuginetti adorati e da qualche anno vincenti (in Italia); degli antichi rivali della Juve, costretti a cessare da due anni di apostrofarci col simpatico nomignolo di Bilanisti (o BBilanisti nella versione più precisa), esercizio di grande livello intellettuale  in cui si possono ormai cimentare soltanto i cuginetti (speriamo debbano esimersi pure loro prima o poi); non ci dimenticheremo neppure di ciò che resta, se se ne presenterà l’occasione. Ma terremo principalmente a mente una cosa, quella più importante: c’è solo il Milan”.

Nel mondo reale il fondo non è ancora stato toccato e, oggi, pare essere avviato a questo “fondo” anche il nostro Milan. Milan che rimane amore enorme, incondizionato, incontrollabile e misterioso. E’ questa autoironia che ci contraddistingue (almeno in casa nostra) che mi fa affermare senza tema di smentita: c’è solo il Milan e ci sarà anche se dovesse tornare ad essere BBBilan!

Auguri vecchio giovane Screw!

Concluse le sobrie felicitazioni del caso, in questi giorni post Derby (come sovente mi accade) il mio cervello si arrovella nel cercare una risposta ad alcune domande.

Io vi fornirò una mia versione, proviamo ad individuarne una comune.

1. La situazione Abbiati è ormai irrecuperabile. Ricorda l’ultimo Dida. E’ ancora il caso d’insistere con lui? Oppure è giunto il momento di cambiare il portiere? No, non c’è alcuna ragione tecnica che c’imponga di proseguire con Abbiati. Io non inserirei neppure Amelia. Lanciamo questo Gabriel e vediamo cosa succede.

2. Con la morte nel cuore, affermo che è opportuno esonerare Allegri, nonostante lo stesso sia solo un capro espiatorio. Chi chiamare al suo posto? Questa squadra ha bisogno di un traghettatore (mi disgusta sia scriverlo, sia pensarlo!) che accetti di essere nuovamente sostituito a fine stagione. Serve un uomo di carattere, a basso costo, che conduca la squadra ad una serena salvezza. Il mio nome: il pugile Delio Rossi.

3. Ci sono giocatori che devono essere messi “dietro la lavagna” il prima possibile. I miei nomi: Abbiati, Abate e Boateng. I vostri?

4. L’involuzione di Boateng è drammatica o, col senno del poi, la sua esplosione è stata sproporzionata alle effettive capacità. Dopo una lunga panchina, proverei a riproporlo per quello che effettivamente egli è: un mediano. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

5. Questa squadra è costituita da giocatori modesti, mediocri, insufficienti, inermi, molli e incostanti. Come è possibile ri-costruire un gruppo dignitoso, capace di giocare un calcio onesto e gradevole? Tralasciando le risposte ovvie (mercato, cambio società, esonero allenatore ecc.), proviamo a capire cosa si può fare con il poco materiale umano di cui disponiamo. L’attuale Milan pare adattarsi meglio ad un sistema di calcio offensivo, con doppia copertura a centrocampo. Dando per ammessa la debolezza difensiva, ciò che manca concretamente alla rosa è la fase di finalizzazione, o meglio, la costruzione dell’ultimo passaggio, della c.d. giocata. Pochi sono i giocatori capaci di realizzarla, forse il solo Montolivo, il quale deve, quindi, essere sgravato da compiti d’interdizione e copertura. Ulteriore step evolutivo potrebbe essere costituito da una ritrovata sanità mentale e fisica di Alexandre Pato. Sul ragazzo non scommetto più nulla, ma anche un suo rendimento al 50% potrebbe costituire giovamento per la squadra. Preciso, infine, che nel Milan di oggi Sulley Muntari manca paradossalmente come l’aria.

Delineati questi aspetti, provo ad ipotizzare un Milan minimamente funzionale sino Gennaio, nella speranza che poi qualcosa accada.

(4-2-1-3) Gabriel, De Sciglio, Bonera, Yepes (Mexes), Emanuelson, Ambrosini (Nocerino), De Jong, Montolivo, El Shaarawy, Bojan (Pazzini), Pato.