Pato. La prestazione di Alexandre Pato è nuovamente ingiudicabile, nel senso che pare giocare ancora col freno a mano tirato. Indipendentemente dal deficit di salute, la testa pare non ordinare al suo corpo di compiere gesti e movimenti da Pato. Ciò nonostante, cerco di cogliere i lati positivi: il gol e i 90′ di gioco. Le “fortune” della nostra stagione passano dal recupero del brasiliano. Ritrovare un Pato da 15 gol permetterebbe alla squadra di ambire a qualcosa di più una salvezza tranquilla. Si prega, quindi, d’insistere, anche a discapito di Pazzini.

Constant. Le responsabilità sul gol di Eliseu sono evidenti, così come le sue generali carenze difensive. Eppure il Tassotti nero mi piace. E’ volitivo e propositivo. Ho notato una certa continuità sia nel saltare l’uomo, sia nel crossare da fondo. Constant, inoltre, è mancino. Ho buone sensazioni sui suoi margini di miglioramento. Si prega, quindi, d’insistere, anche a discapito di Antonini.

Bojan. Quando lo vedo giocare ho sempre la sensazione che il ragazzo sia tanto fumo e poca sostanza. Nelle ultime uscite mi ha decisamente smentito. Ha preso in mano la fase offensiva e l’ha condotta a divenire quasi pericolosa. Fraseggia bene con Montolivo, conclude a rete ed è sufficientemente preciso nelle giocate verticali. La continuità di rendimento non è mai stata il suo forte. In un Milan nuovo e giovane, come è quello attuale, può crescere, sperando nella pazienza di tifosi, allenatore e dirigenza. Si prega, quindi, d’insistere, anche a discapito di Boateng.

Montolivo. Chiosa finale (priva di preghiere d’insistenza) per Riccardo Montolivo, le cui ultime stagioni fiorentine ci avevano sviato. Riccardo Montolivo, pur con i suoi limiti, è un calciatore, se non addirittura un leader in campo. Con Palermo, Chievo e Malaga ha giocato partite assolute: contenimento, interdizione, impostazione, verticalizzazione e conclusione a rete. Ha fatto tutto e lo ha fatto in maniera eccelsa. E’ vero che una rondine non fa primavera, ma è altresì vero che da Pirlo, versione 2007, niente di vagamente simile aveva indossato la maglia del Milan. Questi non sono prematuri epinici, bensì mere certificazioni dell’attuale realtà. La speranza di tutti è che Montolivo continui su questa strada, poichè questo tipo di giocatore è essenziale per progettare un futuro.