Sarà frutto della pressione mediatica, forse è colpa dello stress psicologico da risultato, o più probabilmente trattasi di incommensurabile faccia di bronzo.
Sta di fatto che spesso assistiamo nostro malgrado ad esternazioni talmente surreali da lasciarci basiti, come se non ci accorgessimo che, appunto, ci pisciano in testa e dicono che piove.

I minchiatari per eccellenza…

Lo spunto su questa riflessione me l’aveva inizialmente dato il nostro munifico fabbricatore di minchiate, l’Adrianone contamusse (= bugiardo) che dopo l’acquisto di De Jong ha detto “siamo da scudetto”, noncurante della reazione attonita di giornalisti e tifoseria.
Andando indietro con la memoria, ricorderemo alcune delle più grandi perle recenti di Galliani, dal “non si vende Kakà“, al “Tevez ha firmato“, al celeberrimo “Thiago e Ibra? I tifosi stiano tranquilli“.

Ma questa è robetta, se paragonata alla straordinaria imperturbabilità con cui i gobbi elargiscono perle su perle.
Il rampollo tonto della famiglia che tanti fasti ha regalato alla squadra dei ladri ha recentemente affermato che “Del Piero ha liberamente scelto di andarsene”. Come se il tributo regalato ad Alex all’ultima presenza all’Hello Kitty Stadium non fosse mai accaduto, come se lo stesso storico ’10’ bianconero non avesse detto “Io volevo restare alla Juve”, come se in quella famosa conferenza stampa Del Piero non fosse stato congedato senza se e senza ma.

Il top del top, l’arroganza e l’indecenza, l’ha raggiunto però la versione strabica e cicciona di Moggi, quel Marotta che domenica dopo domenica ci delizia con capolavori di linguistica (e di mirror-climbing).
La più bella, frase destinata a fare scuola, anzi, epoca, è “tanto a Catania avremmo vinto lo stesso“: è giusto rubare se, sulla carta, sei più forte e quindi avresti vinto comunque.

Questo articolo non è che un breve stupidario di due tra i più grossi cazzari della storia del calcio: sono sicuro che ne salteranno fuori altri. In fondo, basta leggere Tuttosport…