Fine della crisi? Gap recuperato rispetto a chi ci sta davanti? No, nella maniera più assoluta: la crisi rimane e anzi tende ad aggravarsi dopo la pesantissima sconfitta casalinga di oggi contro una viola sì ordinata, pungente e a tratti spettacolare ma certamente avvantaggiata dal suicidio tattico di Allegri che non schiera dal primo minuto Bojan preferendo dare fiducia a Boateng e Pato

Il primo tempo è da stupro: dopo soli 9′ la Fiorentina, già più in palla di noi,  passa meritatamente in vantaggio con l’ex Aquilani, che sfrutta al meglio una sponda di testa e un bel velo prima di calciare di prima di sinistro. Il Milan non effettua un tiro in porta che sia uno, tutto ciò mentre i gigliati hanno la possibilità di raddoppiare prima al 25′ (assist di Toni per Valero, troppo lungo) poi al 30′ con un cross del modenese su cui nessuno arriva. L’unica possibilità concreta per noi per segnare capita grazie ad un rigore (contrasto in area tra Pato e Roncaglia) che però il Paperorigorista per l’occasione  – pensa di mandare alle stelle; naturalmente, per la legge non scritta per cui ad ogni gol sbagliato fa da contraltare un gol subito, ecco la seconda marcatura viola al 37′ con Valero, che penetra in area e supera Abbiati dopo che Montolivo e Mexes quasi fanno a gara a chi lo debba lasciar passare più agevolmente

Buio pesto, quindi; nella ripresa i – soliti – cambi della disperazione con Pazzini, Robinho e Bojan al posto di Pato, Ambrosini ed Emanuelson, che portano al gol di Pazzini al 59′ bravo a fiondarsi in avanti dopo un tacco di Mexes che si stampa sul palo. Ovviamente, però, una squadra con quattro punte ed un Boateng decentrato nel ruolo di Ambrosini risulta squilibrata, tanto che non stupiscono le conclusioni della Fiorentina nei quindici minuti finali del match

Il Diavolo non riesce ad affondare né si dimostra particolarmente lucido sotto porta (emblematico il tiro di Boateng in angolo all’82’), così, ecco il gol del definitivo 1-3 all’87’ del neoentrato El Handanou. Solo due minuti prima, Cassani centra un palo incredibile; ti aspetti un Milan che pareggi per la legge non scritta di cui sopra, ma il Milan più squallido del dopoguerra – come minimo – non può fare sue certe leggi. Si finisce così a soli quattro punti dalla zona retrocessione, dopo avere vanificato i sensibili miglioramenti che si erano visti…

CONSIDERAZIONI:

Ne ho i coglioni pieni sia di un allenatore che non riesce a capire quali siano i giocatori migliori con cui iniziare una partita, regalando così un tempo agli avversari, sia di tutti i nostri brasiliani in squadraminchione Pato per come sbaglia il rigore, ma minchione anche chi ha deciso di farlo diventare il nostro rigorista ufficiale. Ne ho le palle piene anche di una difesa che regala gol su gol…

La partita di oggi è sembrata lo specchio fedele di tutte le scelleratezze compiute dalla società la scorsa estate: rinunciare ad Aquilani e non vendere un Pato ormai ex calciatore ai gonzi che potevamo spennare per benino; eh no, era molto meglio cedere Ibra e Thiago

Quest’anno si dovrà lottare contro una dirigenza che vuole affossarci, ma in mala fede; cosa da spingere a chiedere scusa perfino al Moratti dei tempi d’oro

Tutto questo mentre la quota dei 40 punti necessari per salvarci si allontana sempre di più…