Uno dei tanti problemi fisici di Alexandre Pato: qui siamo in Milan-Atalanta del 28 febbraio 2010, durante la quale il brasiliano si procurò un infortunio muscolare dopo aver segnato una doppietta.

Ciao ciao, Papero – Dopo la scoppola dell’Olimpico si torna in campo con un peso morto in meno nella rosa: Alexandre Pato due giorni fa è passato al Corinthians per 15 milioni di euro, 7 di meno di quanto lo pagò il Milan nell’estate del 2007 (ma per i magheggi di bilancio la società ha comunque effettuato una plusvalenza, lo puntualizzo per tranquillizzare i tanti tifosi contabili che infestano la tifoseria rossonera). Un anno fa, secondo i giornali, il Milan rifiutò un’offerta del PSG di 28 milioni più 7 di bonus su veto del suocero di Pato, Silvio Berlusconi, e Adriano Galliani fu costretto a mandare all’aria l’accordo praticamente già concluso per Carlos Tevez. Non sappiamo quanto le insistenze di Barbarella (smentite dalla diretta interessata) abbiano influito sulla scelta di allora o quanto, piuttosto, lo abbiano fatto le esigenze di bilancio in vista del futuro ridimensionamento (cinque mesi dopo il Milan si sarebbe sbarazzato dei senatori e avrebbe venduto Ibrahimovic e Thiago Silva. Probabilmente, certe esigenze di bilancio erano già note anche all’epoca. Dunque, perché accollarsi il notevole stipendio dell’argentino?), fatto sta che l’affare grosso era chiaramente da fare lo scorso gennaio, non oggi – e tanti rossoneri lo scrissero all’epoca, quindi non sto ragionando col senno di poi, anzi, sono tentato di usare il tono da saputello da “io te l’avevo detto”. Allo stesso tempo, ragionandoci bene, tratterrei l’istinto e le grida di giubilo: in fondo, credo, un po’ di delusione forse ce l’abbiamo tutti, anzi, per essere precisi, un po’ di quel rammarico che di solito si ha per qualcosa di bello che poteva essere e invece non è stato.

Se dovesse partire anche Robinho, si dice, si mormora, si sussurra che arrivi un sostituto in attacco: su Balotelli è arrivato il dubbio presidenziale, su Drogba idem con patate, Osvaldo come sopra e inoltre un anno e mezzo fu pagato ben 15 milioni, quindi, viste i pochi spiccioli nelle casse societarie, direi di ringraziare il cielo che Floro Flores sia già passato al Genoa, altrimenti, chissà altrimenti la fantasia di Adrianone cosa ci avrebbe portato. Prevedo l’arrivo del signor nessuno.

Nel frattempo, i nostri amati e tifati bidoni (forza!) sono ancora tutti a Milanello, pronti a sfidare il Siena nell’ormai rodato 4-3-3: probabilmente l’ultimo residuo di Brasile sarà tenuto in panchina (metti che si rompe e saluti a 10 milioni o giù di lì) e c’è la possibilità dell’ennesimo utilizzo del falso nove in attacco. Stabilizzate più o meno le gerarchie dopo mesi di confusione, ieri all’improvviso è uscita fuori un’emergenza-difesa: problema muscolare per Daniele Bonera, distorsione al ginocchio per Mario Yepes, virus influenzale per Christian Zapata, senza contare la squalifica di Philippe Mexès e il morbo del seghino di Francesco Acerbi. Credo che si tenti di recuperare il colombiano ex Udinese fino all’ultimo momento; nel frattempo, l’ultimo ruolo ancora oggetto di qualche dubbio importante a livello puramente tecnico è quello del portiere, con Amelia che sembra aver scalzato Abbiati nel posto da titolare, almeno fino alla prossima sciocchezza che riporterà quello che è stato l’eroe di Perugia tra i pali, e così via fino a fine stagione, quando uno dei due partirà e invece di due portieri scarsi ce ne ritroveremo uno solo – ma avremo guadagnato in chiarezza, quindi vuoi mettere?

Gli avversari – Il temibile Siena dell’infortunato Ze Eduardo (non smetterò mai di ringraziare il mister per quel suo veto estivo) ha da poco, inspiegabilmente, cambiato allenatore. Serse Cosmi è stato cacciato quando la squadra, senza penalizzazione di ben sei punti, sarebbe stata comodamente in zona salvezza. Bei geni, complimentoni vivissimi. Dei bianconeri si dice un gran bene del difensore Neto, 25enne portoghese che fino a un anno e mezzo fa non aveva visto altro che i campi delle serie minori lusitane. Assente la punta Calaiò, l’attacco dovrebbe essere guidato da Larrondo (in odor di Fiorentina) con Rosina – l’unico vero grande pericolo dei toscani, a mio modo di vedere – in appoggio.

Siete pronti per una nuova entusiasmante, avvincente, intrigante, sessione di calciomercato? Se sì, beh, peggio per voi.

Gli altri – Guardando realisticamente a chi ci sta alle spalle, il Catania (-2 da noi) in casa contro il Torino forse recupera Bergessio e, a parte un cambio in difesa, si presenta quasi in formazione tipo per la prima partita dell’anno contro i granata ancora orfani di Ogbonna (fuori ancora qualche settimana) e alla ricerca di pedine sul mercato. L’Udinese (-3) ospita in casa i prescrittoni che, per l’occasione, rispolverano nientepopodimeno che Cristian Chivu. Pur con Benatia e Badu in Coppa d’Africa, a me sembra che i friulani ultimamente abbiano trovato la quadra, magari giocano lo scherzone al macinascroti. Classifica alla mano, l’altro incontro che un po’ ci interessa è il Parma (a -1 da noi) che ospita il Palermo. Con l’Europa distante 7 punti, mi sembrano questi i nostri avversari stagionali: se si vola troppo con la fantasia, poi sbattere contro la realtà fa ancora più male.

Da seguireNapoli-Roma: i campani forse avevano bisogno di smaltire qualche scoria durante le feste, sia atletica sia mentale. Se tornano in campo determinati al punto giusto e con le gambe che corrono, possono far loro questa partita: nessun problema di infortuni o squalifiche (a parte quella per capitan Cannavaro fino a giugno 2013), Pandev prenderà il posto del giovane Insigne nel tridente d’attacco, mentre a sinistra giocherà Zuniga in attesa dell’arrivo di Armero dall’Udinese – giocatore per cui, per inciso, io non mi strappo le vesti come fanno tanti in queste ore per un possibile affare di mercato saltato: discontinuo nelle prestazioni, bravo nella corsa ma meno coi piedi, non è certo al livello dei migliori gioielli sfornati in passato dalla ditta friulana. La Roma la conosciamo tutti, ne ho parlato tante volte quindi evito di dilungarmi: in dubbio il capitano per problemi influenzali, panchina probabile per Osvaldo dopo supposti capricci accompagnate da ipotetici malanni di vario genere.

Da evitareGenoa-Bologna temo proprio che non offrirà un grande spettacolo. La squadra di Preziosi quest’anno è veramente allo sbando: vittima com’è ogni sei mesi di rivoluzioni tecniche e di mercato, il conto salato da pagare è arrivato. Pur coi nuovi innesti Matuzalem e Floro Flores, non credo che la svolta possa arrivare a breve. Il Bologna mi delude quest’anno, credo che coi giocatori a disposizione possa rendere di più in termini di risultati. Per quel che riguarda la sua stella, Alessandro Diamanti, ho letto qualche giorno fa una statistica che lo incoronava come il giocatore di Serie A ad aver effettuato con successo il maggior numero di dribbling. E non è brasiliano.

IL PROGRAMMA DELLA 19a GIORNATA

5 gennaio 2013
– ore 18:00: Catania-Torino
– ore 20:45: Lazio-Cagliari

6 gennaio 2013
– ore 12:30: Udinese-Inter
– ore 15:00: Chievo-Atalanta
– ore 15:00: Fiorentina-Pescara
– ore 15:00: Genoa-Bologna
– ore 15:00: Juventus-Sampdoria
– ore 15:00: Milan-Siena
– ore 15:00: Parma-Palermo
– ore 20:45: Napoli-Roma