L’argomento della settimana, seppur extracalcistico, è sicuramente la confessione di Lance Armstrong.

“Le esplosioni muscolari di alcuni calciatori? E’ uno sbalordimento che comincia con Gianluca Vialli e arriva sino ad Alessandro Del Piero.”

E’ l’ennesima conferma che i superman non esistono, che è veramente molto molto improbabile che prestazioni sportive di altissimo livello dal punto di vista fisico (oltre che tecnico) siano effettivamente il frutto del solo allenamento e dell’alimentazione corretta.
Eppure abbiamo assistito, negli ultimi anni, a “cicli” di vittorie, in molti sport (calcio incluso), che hanno fatto venire più di un sospetto, specialmente ai tifosi avversari.
Oltretutto, scatta anche il fenomeno emulativo: prendete Schwazer, ad esempio, che compra le sostanze su internet e si fa beccare come fosse uno della Banda Bassotti.
Se un pippone come Schwazer si dopa, diventa un campione. Se si dopa un campione come Armstrong, diventa superman.
Come si può, alla luce della confessione di Armstrong, dare del pazzo a chi accusa (senza prove) mostri come i calciatori del Barcelona (o della Juve lippiana), i tennisti come Nadal, i ciclisti, i nuotatori e tutti quelli che compiono imprese del genere?
Lo sport professionistico da anni si fa in farmacia.
Chi di voi non ricorda il video di Cannavaro che si spara una flebo di Neoton (un farmaco lecito) prima della finale di Coppa Uefa, poi vinta? Oppure l’intervista-shock di Ferruccio Mazzola che lancia pesanti accuse contro la “Grande Inter” degli anni sessanta?
Ricordando in pillole quanto accaduto, mi chiedo e vi chiedo: voi ci credete ancora nello sport? Siamo tutti dei fessi a tifare, sperare, scommettere dei soldi? La mia risposta oggi è un po’ amara, la tengo per me.
Tuttavia, alle 15 guarderò la partita del Milan: sono assolutamente sicuro che i nostri calciatori non fanno uso di sostanze dopanti.
A meno che non abbiano preso un farmacista seghino… conoscendo Galliani, è un ragionevole dubbio. O no?