Balo is backCome i Galacticos – Prendo il discorso un po’ alla larga e faccio un paragone che a prima vista sembra lusinghiero, ma in realtà non lo è. Nel decennio scorso una delle squadre europee che ha potuto vantare tra i più grandi nomi del calcio mondiale è stato il Real Madrid dei Galacticos, cioé la creatura di Florentino Perez che, a partire dal 2000, puntando a un grosso acquisto all’anno, aveva l’obiettivo di rendere la squadra sempre più forte e allo stesso tempo più remunerativa e più appetibile a livello di immagine, cercando di innestare un circolo virtuoso di aumento dei ricavi e della competitività sportiva allo stesso tempo. Pur essendo una calamita per i fenomeni del tempo, quella politica segnò la fine dei successi europei che avevano rinverdito la leggenda del Real Madrid a cavallo tra il vecchio e il nuovo millennio: infatti delle tre Champions League vinte in cinque anni dai blancos, due (1998 e 2000) avvennero sotto la gestione precedente di Lorenzo Sanz, mentre la trionfale campagna continentale del 2002 fu portata avanti da molti, tra titolari e comprimari (Raul, Roberto Carlos, Guti, Salgado, Hierro, Geremi) che costituivano l’eredità della presidenza precedente. Quanto ciò fosse vero, può essere mostrato con un controesempio: il Real Madrid 2003-2004. Quella stagione fu l’apice della politica di Perez dei Zidanes y Pavones, cioé della collezione di campioni da affiancare a giovani di (presunto) sicuro avvenire. L’album delle figurine quell’anno poteva contare Zidane, Ronaldo, Figo e il neo-arrivato David Beckham, per cui fu organizzata una tournée estiva in estremo oriente che fruttò 10 milioncini ma poi si fece sentire nelle gambe nel lungo periodo. Allo stesso tempo, andò via Hierro dietro, mentre in mezzo al campo Claude Makélélé fu né più né meno che scaricato, con deliranti dichiarazioni di Perez che lo descrivevano come un giocatore come tanti di cui si poteva tranquillamente fare a meno. Risultato: eliminazione europea con ignominia da parte del Monaco ai quarti di finale e quarto posto in campionato col miglior attacco ma anche con una difesa migliore solo delle squadre direttamente coinvolte nella lotta per la salvezza, per non parlare del filotto di cinque sconfitte consecutive nelle ultime cinque giornate della Liga.

E’ chiaro che paragoni di questo tempo lasciano il tempo che trovano, sono tante le circostanze incomparabili tra quel Real e questo Milan. Inoltre, qualche trofeo non di secondo piano gli spagnoli in quel decennio riuscirono comunque a portarlo a casa (sempre meno di quelli sperati, sia chiaro). Il punto è che guardando le nostre operazioni di mercato e le vistose differenze tra i reparti della nostra rosa in termini di qualità, mi sembra che sia possibile scorgere una similitudine: un mercato portato avanti in maniera episodica, la ricerca del grande nome per cui sacrificare importanti tasselli della squadra, un marchio che viene, probabilmente assieme a certi impulsi narcisistici della presidenza, prima delle prestazioni sportive in sé, un attacco di livello indiscutibile a cui fa da contraltare una difesa che desta più di qualche perplessità.

In altre parole: Balotelli, non ci servi ma ci piaci, meglio averti che no. E a dirla tutta, in maniera non tanto razionale, sono gasatissimo per questo arrivo. Benvenuto a casa, Mario.

Gli avversari – Frastornati dai fuochi d’artificio di questa settimana di calciomercato, è bene tenere d’occhio l’Udinese che ci accingiamo ad ospitare. Le squadre di Guidolin sono rognose, lo sappiamo, e questa stagione di ristrutturazione dei friulani non smentisce certo questa fama. Tolta la caduta di Torino, i nostri prossimi avversari hanno mostrato nelle ultime settimane un’impressionante capacità di fare risultato pur con prestazioni non sempre esaltanti. Se in giornata, la coppia d’attacco MurielDi Natale – futuro e passato dei bianconeri – può fare molto male, Basta sulla destra è pericoloso e a sinistra c’è Pasquale probabilmente nella migliore stagione della sua carriera. Dietro mancheranno Benatia (in Coppa d’Africa) e il portiere Brkic, squalificato. Non mi fido proprio per niente di questi qua, se non s’è capito.

Balotelli uno di noiGli altri – Nel nostro obiettivo c’è l’Inter: una squadra che dopo mesi ancora non ha una sua fisionomia, che ha cercato colpi di mercato in particolare per puntellare il centrocampo, a corto di idee e uomini. I nerazzurri andranno in trasferta a Siena. Più sopra, la giornata è decisamente favorevole alla Juventus, in trasferta a Verona (ma occhio alle assenze!), mentre il Napoli ospita in casa il pericoloso Catania, sorpresa (ma neanche tanto) del campionato.

Da seguire – Vi stupirò: TorinoSampdoria. Entrambe le squadre hanno numerosi elementi di livello mediocre, è vero, però il Torino m’è sembrato tonico domenica scorsa, inoltre Ventura sta rimettendo in piedi il Bari 2009-2010, non solo nel modulo ma anche negli interpreti: Barreto, Meggiorini, Gazzi, Masiello, Gillet, più Cerci e Santana a svolgere i compiti che allora erano di Alvarez e Rivas. Quel Bari mi piaceva, mi aspetto che presto inizi a farlo anche il Toro. La Samp ha trovato il bandolo della matassa con Delio Rossi, ha reintegrato un giocatore tutto sommato decente (a quei livelli) come Palombo, mentre del giovane Icardi si dice e si vede già ogni bene.

Da evitarePescaraBologna. Sarà lo stupro della fase difensiva. Da questo punto di vista, in Serie A di peggio c’è forse solo la pazzia zemaniana della Roma.

IL PROGRAMMA DELLA 23a GIORNATA

1 febbraio 2013
– ore 20:45: Roma-Cagliari

2 febbraio 2013
– ore 18:00: Torino-Sampdoria
– ore 20:45: Napoli-Catania

3 febbraio 2013
– ore 12:30: Chievo-Juventus
– ore 15:00: Fiorentina-Parma
– ore 15:00: Genoa-Lazio
– ore 15:00: Palermo-Atalanta
– ore 15:00: Pescara-Bologna
– ore 15:00: Siena-Inter
– ore 20:45: Milan-Udinese