Non è champagne. E' acido muriatico.

Non è champagne. E’ acido muriatico.

Three is a magic number – Sono due i punti che separano il Milan dalla Lazio (e dal terzo posto) prima dello scontro diretto che avrà luogo domani sera. Mentre i biancazzurri arriveranno a quest’incontro quasi sicuramente senza almeno un paio di pedine fondamentali (sicuramente Klose, probabilmente Mauri, a rischio anche Floccari per un problema al ginocchio), i rossoneri dovrebbero arrivare praticamente al gran completo, se si escludono gli assenti di lungo corso: infatti Robinho e Flamini, al momento, sembrano in grado di recuperare, mentre il solo Mexès (squalificato) avrà bisogno di trovare un sostituto, che dovrebbe essere Yepes. E’ stato proprio il francese, tra l’altro, assieme a Nocerino, uno dei responsabili del pareggio subito domenica scorsa nel derby che ci ha impedito di arrivare a questo confronto a pari punti – un confronto che dobbiamo necessariamente vincere, tra l’altro, anche per via degli scontri diretti che ci vedono al momento in svantaggio a causa del 3-2 dell’Olimpico all’andata. Mexès, com’è ormai noto a molti, vista la sua lunga carriera, è un giocatore che ha un talento difensivo straordinario, che sfodera prestazioni al limite delle perfezione ma che, in ogni momento, ti può infilare la drammatica sciocchezza, come abbiamo amaramente imparato in questi suoi due anni con noi. E’ una parte dell’ampio problema che affligge l’intero reparto arretrato rossonero che ho trovato brevemente ben descritto dal grande Luca Serafini, a mio avviso il migliore giornalista e commentatore di cose rossonere che c’è al momento:

Dei pregi, sappiamo: la squadra ottiene risultati positivi, ha scalato la classifica, ha acquisito una continuità e un’autostima impensabili. I difetti, alcuni in particolare, non riesce invece a scrollarseli di dosso. Un cross e un gol sono un bilancio passivo sistematico, la conta in questa stagione è impressionante. Se il problema stia all’origine (l’uomo che contrasta l’avversario che crossa) o nel cuore (il difensore o i difensori che presidiano l’area), è una disquisizione tattica sterile: a turno sbaglia l’uno o sbaglia l’altro. L’ingranaggio quindi è difettoso strutturalmente, non al dettaglio. Poca attenzione, poco senso tattico, poca predisposizione a correggersi e/o migliorarsi.
Mexes e Zapata, tanto per cominciare. Capita qualche volta che giochino una partita complessivamente in modo accettabile, ma l’errore – clamoroso, decisivo – è sempre dietro l’angolo. Non ci sono alternative: Bonera è da tempo out, Acerbi è out, Yepes è off, Zaccardo e Salamon prima o poi saranno on. Questi comunque sono, con questi comunque bisogna fare.

E siccome questi sono, allora tante vale dedicarsi ai pregi. Speriamo che Montolivo continui così e soprattuto speriamo che l’attacco sia al massimo della condizione fisica e mentale domani sera: Niang è talentuoso ma, qualche volta, grezzo (e per la sua età va bene) ed egoista (questo va meno bene), in più sta accumulando un numero importante di minuti ma di gol ne abbiamo visti davvero pochini finora (uno in Coppa Italia), mentre l’impatto devastante di Balotelli sulla Serie A ha trovato un momento d’arresto proprio contro la sua ex squadra, in una partita giocata un po’ in isolamento.

Abbiamo sempre El Shaarawy che, invece, il suo contributo realizzativo, di corsa, di aiuto alla squadra in tutte le fasi lo dà sempre. E ciò, in tempi di sedi vacanti e governi mancanti, ci dà almeno una divinità egizia a cui rivolgerci speranzosi.

Gli avversari – La Lazio viene da una serie orribile: ad un certo punto era candidata al ruolo di pretendente allo scudetto, ora invece viene da due punti in quattro partite, complice anche l’infortunio del bomber tedesco. Degli infortuni ho già scritto, resta però Hernanes che è sicuramente l’uomo più pericoloso della squadra: bel talento, gran tiro, buona propensione al gol e rigorista piuttosto efficiente, ha però non raramente dei passaggi a vuoto che condizionano l’andamento di tutta la squadra. Speriamo che sia in serata no, perché basterebbe questo per far pendere l’ago della sfida dalla nostra parte.

Ciccio Lodi

Ciccio Lodi

Le altre – Mi dicono che ci sia uno scontro diretto più in alto, ma sinceramente di squadre di piagnoni non mi va di parlare; allora guardiamoci indietro e vediamo i prescritti che vanno sul campo del Catania, una squadra che sta viaggiando a gonfie fele verso le zone alte della classifica, che gioca bene e ha un discreto numero di piedi buoni (Gomez e Lodi su tutti). Tra l’altro, ai risultati sul campo si aggiungono anche quelli economici per i rossoazzurri: nel 2012 i siciliani hanno avuto un utile superiore ai 4 milioni, eppure hanno messo in piedi una squadra davvero competitiva (e che mi piace tanto). Complimenti.

Da seguireRomaGenoa. Non è detto che ci sia spettacolo, in realtà, perché la Roma traghettata da Andreazzoli è una creatura in evoluzione, che si affida alla difesa a tre e ad un gioco meno offensivo. Sembra aver ingranato, però, dopo le vittorie in casa contro la Juve e quella esterna sul campo innevato di Bergamo. Inoltre, Totti torna riposato dopo una giornata di squalifica. Il Genoa ha bisogno di punti per salvarsi, ma viste le ultime settimane non sembra sia una missione impossibile. Sarà, insomma, un incontro tra due squadre in assestamento, interessante più per gli spunti tattici, quasi per una forma di curiosità, che per le reti e il bel gioco che può effettivamente offrirci.

Da evitare – Quella roba brutta di cui scrivevo sopra. Non è scritto da nessuna parte che i meteoriti possano cadere in Russia e non sul San Paolo, eh. Uno piccolino, dico, giusto per qualche bernoccolo.

IL PROGRAMMA DELLA 27a GIORNATA

1 marzo 2013
– ore 20:45: Napoli-Juventus

2 marzo 2013
– ore 20:45: Milan-Lazio

3 marzo 2013
– ore 12:30: Torino-Palermo
– ore 15:00: Bologna-Cagliari
– ore 15:00: Catania-Inter
– ore 15:00: Fiorentina-Chievo
– ore 15:00: Pescara-Udinese
– ore 15:00: Sampdoria-Parma
– ore 15:00: Siena-Atalanta
– ore 20:45: Roma-Genoa