Il Milan vanta qualcosa come sei milioni di tifosi in Italia; ignoro di quanto aumenterebbero se vi aggiungessimo quelli del mondo intero ma insomma, si tratterebbe senz’altro di cifre impressionanti. La società rossonera, vincendo tantissimo, ha fatto la storia del calcio mondiale. Per cui, che benefici di un occhio di riguardo da parte degli staff arbitrali non è affatto un sospetto, è un dato di fatto. Specialmente in casa, qualora si verifichino episodi controversi – e in una partita di pallone è facile che ciò accada di frequente – spesso i fischi a favore tendono ad andare lievemente verso la sua direzione. Non è bello, non è giusto, non è equo ma è così.

Lo sport, purtroppo o per fortuna, è fatto da uomini, e gli uomini non sono belli,  giusti né tanto meno equi. Per dire, anche Michael Jordan sapeva che, nei momenti critici della gara, gettandosi a testa bassa in mezzo alle tonnare che si formavano nelle aree avversarie, aveva infinite  possibilità in più zamparispetto ad un seghino qualsiasi di ottenere due tiri liberi a favore anziché incappare in un fallo di sfondamento. Piaccia o non piaccia è così. E’ la famigerata sudditanza psicologica,  che esiste ed esisterà sempre. Ed il Milan, fra le squadre che  posseggono lo status per trarre benefici da essa, per sfiga o altro su cui è meglio sorvolare, è quella che storicamente l’ha fatto meno.

Leggere quindi di un Milan aiutato in modo particolare dagli arbitri mi procura un certo fastidio. Perdono Zamparini perché mi è simpatico e mi riporta con la mente ai mitici anni ’80 e agli antesignani dei cosiddetti “presidenti vulcanici”, i mitici Rozzi e Anconetani; inoltre lo perdono perché – a differenza dei Moratti, Agnelli e De Laurentiis che godono esattamente degli stessi privilegi del Milan se non di più,  ma sono soliti piagnucolare molte più lacrime – rappresentando egli una “piccola”, qualche ragione ce l’ha (nella maniera più assoluta non nella gara di domenica scorsa, orrenda ma pulitissima).  Tuttavia non posso tollerare che si diffondano sciocchezze di un certo tipo. Anche perché, a lungo andare,  gli arbitri ne vengono influenzati, e purtroppo sappiamo benissimo che un clima del genere sfocia ineluttabilmente nei gol fantasma alla Muntari. Trovo sia encomiabile che la società Milan come linea di comportamento abbia scelto quella di non lagnarsi per le decisioni arbitrali, o per lo meno di farlo con molta cautela e poco di frequente. Però non troppo spesso, quando veramente occorre, qualche dichiarazione più piccata del solito sarebbe gradita, anche perché i concorrenti, specie a fine stagione, fase in cui si decide tutto, di questa arma fanno largo e nauseante uso. Ciò ripristinerebbe un briciolo di verità e forse porterebbe uno o due punticini in più. Non è bello, ma come scrivevo prima così è lo sport, così è la vita.