Jeans sporchi di fango, neve dappertutto, ore 5 del mattino. Voglia di parlare poca, si va alla Malpensa, si torna a casa.
Un ciccione russante e una scolaresca caciarona mi impediscono di prendere sonno in volo, ed allora penso al weekend, a cosa è stato, a quanto è stato. E a quanto è seghino Abate. Minchia quanto è seghino.
Vai a Milano, nel continente, e magari non te lo aspetti, in fondo siete lumbàrd, dicono che siete cortesi ma freddini, pizza, partita e poi ciao.
E invece tutti voi siete riusciti nell’impresa tutt’altro che facile di far sentire un siciliano a casa. Pioggia, neve e tempesta, freddo boia, il mare più vicino è a 600 km e fa pure schifo, eppure io ero a casa.

Ricki, sulle orme del presidente, pulisce il seggiolino interista prima di poggiarvi il suo rossonero culo.

Ho trovato una famiglia, dei fratelli, dei compagni di bevute, gente che non puoi semplicemente definire “amici” e basta.
Marcovan salta in treno, Betis vende il divano e arriva dall’altro capo dell’Europa, il Camisa rischia di mandare a monte il matrimonio pur di esserci, e tutta la truppa dei lombardi che non si risparmia e fa a gara per andare a prendere i biglietti, mettere a disposizione le proprie case e le proprie auto per agevolare noi forestieri…
Si è tradotto in realtà lo spirito di questo blog.
Ognuno ha messo del suo, ha dato se stesso, ha fatto la sua parte: e non c’ha fermato la pioggia, né le distanze, né quella banda di stolti, quelle “fimminedde a lutto” che hanno malamente tentato di frapporsi tra noi e l’ennesima vittoria.
Erano anche simpatici i palermitani in curva: “alé alé oh oh, tanto gia lo so, che l’anno prossimo, gioco al sabatoooo“.
Ci sta tutto, ma se mandi affanculo il Milan io me ne sbatto d’esser nato a Palermo, vengo lì e FOZZA CATAAAAAANIA, “alé alé, alé alé vulcano, perché il vulcano è la terra che amiamo, e chi non salta è palermitano!“.
Seghini, stolti, babbei e chi più ne ha più ne metta.
Talmente babbei che, come dice Betis, “vi siete fatti trollare da Allegri” quando ha messo Traoré.
Che giocatore, ragazzi. Il “randello di Nancy” è riuscito nell’impresa storica di fare 10 errori su 9 palle giocate, per una media di 1,11 seghinate ad azione.
Tutto molto bello.
Bello vincere per “colpa” di Aronica che stende SuperMario, bello insultare tutti i seghini, bello essere lì.
Bello perfino arrivarci, bruciando i semafori: “Alex, ma che fai ti fermi?” “eh, è rosso!” “e allora?” “e allora mi fermo!” “ma no!!! Quando il rosso è appena scattato puoi passare! ROSSO FRESCO SI PASSA!”. Il Milan non può aspettare, Screwdrivers non può aspettare, sempre di corsa, sempre per primi!
E poi cavolo, per andare “a mangiare in tangenziale“, come ha detto il ‘falconiforme‘ Camisa che ha sfanculato il corso per fidanzati e l’intera curia milanese pur di esserci, abbiamo fatto la Milano-Meda a trenta all’ora, era un tantino snervante…
Ma arrivi lì, in quest’angolo sperduto di Milano, sotto al cavalcavia di piazza Corvetto, vedi il testone del boss sbucare da dietro le siepi, e capisci che il momento è storico.

L’ordinazione ‘sponsorizzata’ al bar malfamato

Bisogna salire sul gradino per abbracciarlo, il grande Marcovan.
E Bubu, devastato dal viaggio a Praga, con due occhiaie della Roncato chiaro indice di tossicodipendenza. E Kalu, sornione, ma rapidissimo: è bastato dirgli “sei il mio mentore musicale, grazie a te ascolto Justin Bieber” che il piedone si è abbattuto sulle terga dell’insolente Situation.
Stai lì, stranito, a guardarti intorno, affamato ed emozionato, ci siamo tutti, pure Eric con la sua giacchetta da curvaiolo, eppure senti che manca qualcosa… Ricki butta giù il telefono e dice “eccolo“.Una figura dinoccolata si avvicina dal fondo della strada, piccola e scura, e mi risulta difficile immaginare un venditore di rose sotto al cavalcavia: ma come una vera star arriva il sardo, ultimo, con due cuffie enormi in testa, “da tiro al piattello“. Adesso siamo tutti.
E capisci che siamo tutti veri, proprio come ci siamo sempre immaginati, caciaroni e casinisti. Comaschi e lecchesi, milanesi e romagnoli, friulani, sardi e siciliani, e sembra d’esser vissuti nella stessa casa, ed è proprio così.
Questa è la nostra casa, questo è Screwdrivers.
Screwdrivers è l’affettuosità paterna di Ghost, la generosità di Alex, la disponibilità di Kalu, lo charme di Marcovan, la spiritosaggine di Camisa, e l’allegria caciarona di Betis, la giovinezza di Situation, la spontaneità di Ricki, la timidezza di Bubu, la spavalderia di Eric.
E’ il cocktail Screwdriver preso da Situation e Ricki al bar malfamato in cui ci ha trascinato Eric dopo cena, con tanto di ordinazione sponsorizzante il blog.
E’ la pletora di twit carichi di rosicate da parte di Corrado.
E’ la telefonata alle due di notte allo ZioAlduccio: “pronto, sei Diego dell’Atletico Madrid?” “NO, SONO TUA MADRE”. Applausi per lo Zio.
Screwdrivers è tutto questo.

Per chi c’era, per chi avrebbe voluto ma non poteva, per chi ci sarà al prossimo giro, signore e signori:

benvenuti nella casa dei seghini, benvenuti su SCREWDRIVERS.

In alto, da sinistra: Milanista90, Darko, Rickidevil, Betis. In basso, da sinistra: Kalunaat, TheSituation, Ghostrider2, AlexMcGoohan, Marcovan

 

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