Rieccoci qui, sul proscenio della vergogna, dopo una lunga pausa dedicata al magnifico raduno della redazione di Screwdrivers.
Il weekend di serie A è stato povero di seghinate, stranamente: registriamo soltanto un gol mangiato da Louis Saha, che passerà alla storia più per il misterioso magheggio di mercato che l’ha portato a Roma, che per le sue prestazioni calcistiche esibite partendo dalle panchine di mezza Premier League. Nella stessa partita, Lazio-Catania, degna di nota è anche la seghinata di Nicola Gesù Legrottaglie il quale, dopo aver casualmente incontrato al ristorante mia cognata (nota interista portasfiga: a lei dobbiamo il tracollo nerazzurro e il crac al ginocchio di Milito), viene fulminato sulla Via del Seghino e centra la sua porta dando l’avvio alla rimonta dei laziali.

“Perché, perché spreco il mio tempo contro questi seghini immondi?”

E’ lecito chiedersi a questo punto se il livello del nostro campionato si stia alzando: è ovvio che no, e prova ne è la pessima prestazione della capolista Juventus sul palcoscenico europeo.
Martedì sera infatti sono bastati 28 secondi (per i gobbi 30, oramai lo sappiamo) ad Alaba per mettere in porta un tiro non irresistibile che Gigi Buffon non si degna neanche di considerare, fingendo di buttarsi quando oramai è tardi, mostrando una reattività da pensionato. Seghino lui e la sua arroganza, e seghino quel babbeo di Andrea Pirlo che con un appoggio sbagliato, il primo dei tanti con i quali delizierà i bavaresi durante la gara, regala il pallone a Schweinsteiger che, mentre appoggia ad Alaba, fa al bresciano il gesto del seghino.
Da lì in poi è un tripudio di seghinate: Barzagli è intontito da Ribery, Pirlo è pressato in maniera asfissiante dal bisonte Mandzukic, Bonucci novello playmaker dimostra di meritare il suo soprannomeBonniebauer” con una prestazione sontuosa (per i tedeschi, si intende).
Seghinate che hanno l’apice nella goffa respinta di Buffon sul tiro di Gustavo: il pallone viene depositato gentilmente nei piedi di Mandzukic che, con un comodo assist, permette a Müller di andare in porta per il più facile dei gol.

Lavezzi abbraccia la Vera Fede e ‘saluta’ Victor Valdes.

Una serata da ricordare (a memoria della propria pippagine) per il portiere, ahinoi, della Nazionale.
Anche la sua riserva in maglia azzurra però, Sasà ‘walterino’ Sirigu da Parigi, non ci fa certo dormire sonni tranquilli: è da vero stolto la sua uscita su Sanchez che all’88 esimo consente al Barcelona di tornare in vantaggio su calcio di rigore, dopo che il Maestro Ibrahimovic (sempre sia lodato, amen) aveva pareggiato il gol straordinario di Messi nel primo tempo.
Fortunatamente per lui però il suo omologo catalano, quel Victor Valdes da sempre considerato lo scemo del villaggio in virtù del suo conclamato scarsume quindi della sua immeritata presenza nella squadra degli alieni, decide di partecipare anche lui alla fiera delle seghinate e al centodiciannovesimo minuto di recupero non trattiene un tiro francamente non irresistibile di Matuidi. Il pallone rotola in porta per il pareggio dei parigini, e rimangono ancora intatte le speranze dei giocatori del PSG di passare il turno e quindi di non essere redenti a ceffoni dal loro Vate Zlatan.
L’unico estremo difensore che si salva dalla tragica notte di coppa è il povero Neuer. Triste e sconsolato, ha passato l’intera partita a redigere un ricorso contro l’Adidas per inadempienza contrattuale. Pare che infatti la famosa casa produttrice tedesca, dopo avergli fornito qualche tempo fa dei guanti particolari per giocare con un dito lussato, non gli abbia realizzato quelli da lui richiesti: il tedesco, una volta saputo del sorteggio che lo vedeva avversario di Matri e Quagliarella, ha preteso dei guanti particolari per poter strusciare il touchpad dell’iPhone e giocare a Ruzzle…

Vi dò l’arrivederci alla settimana prossima con una perla, questa volta direttamente su calcio piazzato.
Osservate questo video, e date nei commenti una motivazione allo schema proposto (e ottimamente eseguito) da Kevin Steiner e i suoi compagni del Weiz contro il Fürstenfeld, militanti (a ragion veduta, direi) nella quarta serie austriaca.
Siate fantasiosi!