Trovo francamente stucchevole il solito esercizio linguistico di Galliani, quello di mascherare la tirchieria col sentimentalismo. Perché ora che Allegri ha ricevuto il foglio di via dal presidente, è ripartita la lotteria degli allenatori papabili, e al solito si mira a una soluzione poco dispendiosa. Scordiamoci i vari Mourinho, Heynckes, Klopp e financo Spalletti che comunque ha un discreto pedigree internazionale, o Prandelli che oltre che gobbo è pure impegnato fino al mondiale.
Si riproporrà il giochetto del “Milan ai milanisti“, come se l’aver giocato in un club ne certificasse l’amore da tifoso: le dichiarazioni di Pirlo sul suo libro ne sono l’ultimo esempio in ordine di tempo, per non parlare di gente come Balotelli che altrove era discontinuo e da noi è (a mio avviso) il miglior Balotelli mai visto.
Oltretutto, con gli allenatori milanisti abbiamo vinto 3 Champions League (2 Carletto, 1 don Fabio), 5 scudetti (1 Ancelotti, 4 Capello), 1 coppa Italia (Ancelotti), 1 Mondiale per Club (Ancelotti), 3 supercoppe Europee (2 Ancelotti, 1 Capello) e 4 supercoppe Italiane (3 Capello e 1 Ancelotti). Ovviamente, tolti i mostri sacri, è evidente che gli altri due ex-rossoneri in panca, ovvero Cesare Maldini e Leonardo, hanno fatto abbondantemente pena.

sacchi e baresi coppa intercontinentale

Allenatori “Non milanisti” e trofei: un binomio molto ricorrente.

Gli allenatori non milanisti invece hanno portato in dotazione 4 scudetti (2 Sacchi, 1 Zaccheroni, 1 Allegri), 2 Coppe dei Campioni (Sacchi), 2 Supercoppe europee (Sacchi), 2 Supercoppe Italiane (1 Sacchi, 1 Allegri), 2 Coppe Intercontinentali (Sacchi).
Quindi, numeri alla mano, è già evidente come dare il Milan ai milanisti sia statisticamente  poco conveniente non rilevante.
Ma il sentimentalismo, come già detto, prevarrà.
Milanisti, dunque: posto che la moda dei giorni nostri vuole allenatori giovani, il campo si restringe necessariamente al Milan berlusconiano.
Ci siamo bevuti (si fa per dire) la panzana dell’Allegri in stage col Milan nel ’93, adesso ci toccherà sicuramente pescare tra coloro che, terminata l’avventura da calciatori, si sono dedicati alle panchine.
Avendo avuto due cicli di Milan vincenti, è sicuramente tra questi che Silvio vuol pescare per far leva sul cuore dei tifosi (e magari guadagnare qualche punto percentuale per le elezioni): gli ancelottiani (chiamiamoli così) e gli invincibili.

frank rijkaard

Libero ma costoso: Frank sarà mai allenatore del Milan?

Il top di questi ultimi è sicuramente Carletto Ancelotti, ma un suo ritorno è assolutamente da escludere perché, cavolo, è bravo. E quindi costoso: prende più stipendio lui al PSG che tutto il nostro centrocampo titolare.
Subito dietro, a livello di blasone e risultati, ci sarebbe Frank Rijkaard, recentemente esonerato dall’incarico di CT dell’Arabia Saudita, ma già vincitore di Champions League e Liga (per due volte) . Ottimo direi, se non fosse che ha un contatto da 5,3 mln a stagione e non ce lo vedo a rinunciare a quei soldi per venire in questo Milan rimaneggiato.
Poi c’è il nome suggestivo e ricorrente, quello di (sempre sia lodato) Marco Van Basten.
Passato da allenatore delle giovanili dell’Ajax a CT della nazionale, ha collezionato una serie di fallimenti che l’han portato prima sulla panchina dell’Ajax (sulla quale è riuscito a non qualificarsi per la Champions), e poi su quella del modesto Heerenven, attualmente settimo in Eredivisie.
Percorso analogo a quello di un altro ex-invincibile, Roberto Donadoni, che dopo aver fallito in nazionale è finito ad allenare il Parma senza infamia né lode.
Da non sottovalutare è la tacita candidatura di Mauro Tassotti, che da anni vive il campo come allenatore in seconda prima di Ancelotti, poi di Leonardo e infine di Allegri. E aggiungerei anche Chicco Evani, da tempo selezionatore delle nazionali giovanili, ma dubito che quest’ultimo abbia voglia di una panchina così scottante.
Chiudono il gruppo Marco Simone (esonerato dal Monaco dopo un ottavo posto in Ligue 2), Ruud Gullit (fermo dall’esonero del 2011 da parte del Grozny in Cecenia, ma con dei trascorsi al Chelsea e al Feyenoord) e Billy Costacurta, che dopo esser riuscito a mandare il Mantova in zona retrocessione, si è dimesso a 4 mesi dall’inizio del suo incarico ed è tornato a fare la statuina su Sky, ma è stato recentemente tirato in ballo da Galliani insieme a Christian Panucci, già fallimentare DS del Palermo.

Inzaghi allenatore

Superpippo insegna il gol ai ragazzini, ma Robinho è de coccio…

Posto che i sopracitati o sono costosi o fanno oggettivamente schifo (tranne forse Tassotti), comunque li preferirei agli ex-milanisti che fanno parte dell’altro gruppo, quello degli ancelottiani.
Il bilancio qui infatti è ancor più spaventoso: su Giuda Leonardo non voglio spendere alcuna parola, gli altri invece sono totalmente senza esperienza.
Gattuso è quarto col tristissimo Sion in Svizzera, Inzaghi pur avendo centrato le Final Eight sta ancora facendosi le ossa con gli Allievi Nazionali, Zambrotta e Oddo stanno studiando a Coverciano (anziché svernare a Rio de Janeiro), Kalac fa il preparatore dei portieri nella squadra di Del Piero, Stam allena le giovanili dell’Ajax, Pancaro è il vice di Novellino (altro ex rossonero) a Modena, Van Bommel tecnicamente ancora gioca al PSV anche se è stranamente uno dei più accreditati a sostituire Allegri.

Eppure, pare che il prossimo allenatore non sia tra quelli sopra elencati.
Quindi è un milanista che non ha MAI ALLENATO, che è stato decisivo e carismatico in campo, e che è dichiaratamente attaccato alla maglia.

maldini boban

il Grande Milan può passare ancora da loro due.

Tutti gli indizi portano a Paolo Maldini: chi più di lui, eterna bandiera, tecnicamente e tatticamente ineccepibile, perfetto rappresentante di entrambi i Milan vincenti, profondo conoscitore dell’ambiente e dello spogliatoio?
Non è certo il tipo che direbbe “non contate su di me”, né si farebbe mai trovare in ciabatte, né pretenderebbe un parcheggio migliore dei compagni.
Sarebbe perfetto, gli si perdonerebbero anche gli errori dovuti all’inesperienza, ma saremmo certi che con lui il progetto è al sicuro.
Se proprio dobbiamo fare i sentimentali, diamo la panchina a lui.
Se vogliamo fare i tirchi, tanto vale darla a Tassotti.
Se invece cerchiamo una scommessa, perché non tentare di convincere Zorro Boban?
Io la butto lì. Tanto sono sicuro che Galliani ci legge, e prenderà nota.