Nella domenica che consegna matematicamente lo scudetto alla Juve (numericamente non saprei dirvi quale) uno dei Milan più brutti della stagione vince contro un Torino ben messo in campo e che, per il gioco che esprime da un po’ di tempo a questa parte, meriterebbe più dei punti guadagnati…

Sono infatti i granata a rendersi più pericolosi in termini di occasioni, con Cerci dopo pochi secondi dal calcio di inizio su ripartenza, al 15′ e al 65′ con Barreto (bravissimo e reattivo Abbiati in entrambe le circostanze) e al 76′ con un tiro di prima di De Cesare a lato non di molto. Il Milan, privo di Montolivo, non ha qualità a centrocampo, si lascia facilmente sorprendere in contropiede e l’attacco non punge; inqualificabile, su tutti, Supermario, lento, svogliato, incapace anche degli stop più elementari. Non che i vari El Shaarawy, Nocerino, Abate e Boateng facciano di meglio, intendiamoci…

I rossoneri non sembrano avere la cattiveria giusta – nonostante questa partita sia da vincere a tutti i costi – e le manovre sono troppo spesso lente e macchinose. Eccenzion fatta per una smorzata del Boa al 23′ ed un mancato aggancio di Balotelli di un pallone ben servito dal ghanese, non ci sarebbe nulla di veramente significativo da annotare per quel che riguarda il primo tempo. Allegri si gioca il jolly Pazzini al 55′ al posto di uno spento Faraone; ora c’è un po’ più di incisività (vedasi l’assist leggermente troppo alto per il Pazzo al 60′), anche se i tiri da fuori area di Constant e di Muntari tra il 60′ e il 61′ non incutono particolari timori nella retroguardia granata…

Occorre darsi una svegliata e Acciuga prova a darla con altri due cambi: al 75′ entra Niang al posto di Boateng e cinque minuti più tardi Robinho subentra a Flamini. I cambi sortiscono effetto, visto che il brasiliano si rende pericoloso con un bel diagonale sventato in angolo all’80’. Il gol della vittoria arriva all’83’: Cross dalla sinistra, sulla destra Mexes fa da sponda e accentra il pallone per Supermario, che si fionda e a botta sicura supera Gillet. C’è spazio per altri due episodi, un assist di Balo per Pazzini troppo alto al 90′ e una punizione in pieno recupero calciata sempre da Supermario alta sopra la traversa…

CONSIDERAZIONI:

Ora come ora occorre stringere i denti; lasciamo perdere il bel giUoco e concentriamoci sui risultati cercando di colmare come si può alcuni nostri assenti. Onore ad Allegri: destabilizzato e pressato con voci di mercato infondate, il nostro mister ha comunque azzeccato i cambi; certo, un Gasperini qualsiasi sarebbe meglio per la nostra panchina, non nascondiamoci…