Robinho è un grande giocatore. O almeno, lo era. C’era entusiasmo, quando è arrivato: è pur sempre un funambolo del pallone, forse più giocoliere che finalizzatore, ma comunque è il calciatore più tecnico che abbiamo in rosa.
Pare che non vada più via, non siamo nemmeno riusciti a svenderlo in una piazza in cui è ancora osannato come una divinità.
Poco male, la sua partenza e l’eventuale arrivo di Ljajic non avrebbero di certo spostato gli equilibri del campionato.
Anzi, paradossalmente, forse sono più contento di avere Robinho nel preliminare di Champions che non lo slavo il quale sarà anche bravino a giocare, ma finora s’è dimostrato un coglione patentato.
Eh sì perché nessuno s’è dimenticato cosa disse al pacatissimo Delio Rossi, uno dei pochi Signori della nostra serie A, al punto da farlo infuriare. Io ricordo benissimo che fin dall’inizio mi “schierai” con il mister: certe volte quattro “tumpulate” sono meglio del pane, e quel coglioncello doveva pur imparare la lezione.

Non avete anche voi voglia di prenderlo a sberle?

Al Milan, in franchezza, non so se ce lo voglio: siamo già infarciti da una banda di bimbiminkia crestati, atteggiati a gangsta-rapper, vestiti di stracci e catene da bicicletta, che non fanno altro che scattarsi ripetutamente foto ridicole da sbattere su Instagram e sui Twitter di mezzo mondo.
Ci manca pure il finto ribelle col conto in banca strapieno e il quadro da II liceo è completo.
Però finché giocano bene, va bene tutto: abbiamo totalizzato una stagione decente di Boateng 2 anni fa, 6 mesi di El Shaarawy l’anno scorso, qualche partitina con tunnel annesso di Constant, 5-6 cross in 3 anni per quanto riguarda Abate, un gol in rovesciata e qualche amnesia di Barbie Mexès.
Grasso che cola, direbbe quello che ha visto sudare Giuliano Ferrara.
Tant’è: Honda arriverà gratis a gennaio, Poli e Saponara sono già in gruppo, e tutti e tre sono dei ragazzi tranquilli, almeno all’apparenza. Con loro (più De Sciglio) e la crew di Milanello abbiamo una più che buona ossatura da posizionare attorno al fenomeno Mario Balotelli.

Honda ha chiaramente sentito parlare di Robinho…

Credo che finora si sia dato poco peso agli innesti a centrocampo: De Jong e Muntari saranno i randellatori, Boateng e Nocerino gli incursori, Poli e Montolivo  gli inventori, Honda e Saponara i fantasisti.
Allegri certamente riproporrà la staffetta Robinho-ElShaarawy a seconda del modulo, anche se il 4-3-3 potrebbe diventare in campo un 4-2-4 con entrambi in campo a supporto di Balotelli e Pazzini.
Il materiale per lavorare c’è: stavolta Allegri non ha alcuna scusa. Ha la difesa titolare già rodata, ha tre terzini affidabili (è sufficiente lasciare Abate fuori nel derby), ha due centravanti da 40 gol in due, ha un centrocampo equilibrato.
Arrivare nei primi 3 è l’obiettivo: non aspettiamoci molto di più, e speriamo che non si faccia male nessuno.

ps: nessuno ha dato la risposta al gioco de IlCamisa. Ripropongo gli indizi.
RFT, arancione, Guadalquivir, Madeira, boicottaggio

Riepilogo brevemente il gioco: lo scopo è indicare nei commenti il nome di una personalità legata al mondo del calcio presente o passato, che abbia attinenza con quattro dei 5 indizi sopra elencati; un indizio è fuorviante e messo lì apposta per complicare il gioco.
Le risposte errate date ieri sono state:
Sergio Ramos, Cristiano Ronaldo, Robert Prosinecki, Johan Crujiff, Andreas Brehme, Jesus Navas, Oleg Blokhin, Patrick Battiston, Michel Platini, Guus Hiddink, Alex Ferguson, Frederic Kanouté, Paul Breitner.