Milan

Questa che vedete qui sopra è la probabile formazione del Milan del prossimo anno, rimanendo così le cose del mercato: il modulo col trequartista in ossequio alla volontà presidenziale e un gruppo di titolari non molto differente da quello che abbiamo visto nella seconda parte della scorsa stagione. Oggi però vorrei trattare delle altre squadre, perché in questa Serie A sembra che sia tornata una versione un po’ stracciona delle cosiddette sette sorelle che furono protagoniste nella seconda metà degli anni ’90. Ho messo giù delle probabili formazioni con le principali riserve guardando le rose attuali e le operazioni di mercato molto probabili. Seguo l’ordine del campionato scorso, nei commenti dite voi quale sarebbe, a vostro avviso, la classifica virtuale della Serie A se si giocasse oggi.

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JUVENTUS (allenatore: Conte) – Qui c’è molto poco da dire. Parte non uno, ma due gradini sopra gli altri. Cerca un giocatore da mettere a sinistra, per il resto – mi duole ammetterlo – mi sembra proprio un’ottima squadra. Se Vucinic resta e non mette il broncio, si ritrovano pure con ottime possibilità di turnover in avanti.

Juventus

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NAPOLI (allenatore: BENITEZ) – E’ difficile decifrare gli azzurri, che mi sembrano al momento un cantiere a cielo aperto: manca ancora la grande punta che andrà a prendere il posto di Cavani, i nuovi arrivi Callejòn e soprattutto Mertens promettono bene ma sono tutti da testare, l’aggiunta di Albiol dietro dà esperienza ma non so quanto altro possa offrire in più rispetto ad alternative meno costose. Ho i miei dubbi sulle fasce: Maggio terzino raramente ha convinto, a sinistra Armero è un giocatore offensivo (forse troppo), mentre Zuniga (se resta, è in scadenza di contratto ed è cercato da Juventus e Inter) io, onestamente, lo metterei a destra: è il suo ruolo naturale e lì fece molto molto bene ai tempi di Siena. La mia idea è che stia nascendo una squadra più adatta al palcoscenico europeo che a quello nostrano.

Napoli

 

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FIORENTINA (allenatore: Montella) – Qui, in realtà, è molto difficile capire quale sarà l’undici titolare. Il primo motivo è che la Fiorentina nella scorsa stagione fu una squadra duttile dal punto di vista tattico, iniziando la stagione con una difesa a quattro e poi giocando molte partite con tre dietro – qua sotto ho ipotizzato una difesa a quattro. Il secondo motivo è l’obiettiva abbondanza di uomini a centrocampo e in attacco che permette numerose soluzioni. Entrambi questi elementi sono dei vantaggi per questa squadra. Lo svantaggio, invece, è la difesa: ancora non c’è un portiere titolare (a meno che non si voglia puntare definitivamente su Neto, la scorsa stagione prima scelta per alcune settimane al posto di Viviano, che infatti non è rimasto a Firenze), in più l’unico terzino destro di ruolo è Cassani. Nel caso in cui l’ex giocatore del Palermo fosse assente o inadeguato alla nuova dimensione dei viola, le alternative al momento sono lo spostamento di un centrale o l’arretramento di Cuadrado, mossa, quest’ultima, che libererebbe dalla concorrenza Joaquin. Qualora, invece, si puntasse sulla difesa a tre, ci sarebbe forse la necessità di trovare un difensore di livello superiore di quello di Tomovic e Roncaglia.

Fiorentina

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ROMA (allenatore: GARCIA) – Questa squadra è davvero un punto interrogativo, nel senso che la rosa al momento è forte, anzi, dannatamente forte, con l’unico buco in porta dove pare arriverà Morgan De Sanctis non appena il Napoli troverò un suo sostituto, ma sono davvero tante le problematiche da affrontare. In difesa, innanzitutto, perché Benatia ha offerto il meglio di sé giocando a tre ed è testare a quattro (una sorta di effetto Bonucci), Burdisso soffre spesso di problemi fisici, sto Jedvaj pare sia un fenomeno ma fa 18 anni a novembre, perciò ci andrei calmo, Maicon viene da una stagione negativa soprattutto a causa di un infortunio. C’è da interrogarsi anche sugli sviluppi futuri del mercato, perché Osvaldo è in rotta coi tifosi e la società lo vuole vendere e – pare – sostituire con quel pippone di Gervinho (ex del nuovo tecnico) mentre De Rossi potrebbe partire. E’ vero che il numero 16 non viene da una stagione positiva e anche l’ambiente romano sembra non amarlo più come un tempo, ma recuperarlo vuol dire avere un giocatore di livello mondiale in mezzo al campo. Lasciando da parte la piazza e la (dis)organizzazione societaria, l’ultimo punto interrogativo è: Rudi Garcia è all’altezza del compito o no?

Roma

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LAZIO (allenatore: Petkovic) – Il mercato di Lotito si è svolto in maniera calma: sono stati comprati con largo anticipo due giocatori sudamericani di cui si dice un gran bene (Felipe Anderson, centrocampista brasiliano dal Santos, e Lucas Biglia, mediano argentino e già di lunga esperienza europea, proveniente dall’Anderlecht) e che tra l’altro sono stati pure ben pagati (si parla di complessivi 15 milioni di euro). In dubbio Mauri per i noti problemi con la giustizia sportiva e penale, è una squadra che sostanzialmente ricalca quello dello scorso anno, con un anno in più per Miroslav Klose e un paio di pedine in più in mezzo al campo.

Lazio

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INTER (allenatore: MAZZARRI) – Frignone e più frignone: sarebbe da intitolare così questo matrimonio sportivo, eppure non c’è da fare tanta ironia. Nessun grande acquisto, qualche giovane strapagato, qualche vecchio mandato via, è, cioé, l’Inter dello scorso anno, a prima vista. E invece no. Questi qua non hanno le coppe e non mi meraviglierei di rivedere Cambiasso e Samuel tornare ai vecchi tempi dovendo giocare una sola partita a settimana. Hanno un allenatore vero, che dietro s’è portato l’uomo di fiducia (Campagnaro) e non mi meraviglierei resuscitasse Ranocchia (se resta), e che inoltre non sbaglia una stagione da anni: a Napoli, prima a Genova, prima ancora a Reggio Calabria, con gioco poco spettacolare e con una difesa a 3 che in realtà è una difesa a 5, gli obiettivi minimi li ha sempre raggiunti, talvolta di più. Hanno un buco a destra, personalmente Guarin non mi ha mai convinto, però di sicuro il campionato pessimo dell’anno scorso, ahimé, non lo ripeteranno. Purtroppo no.

Inter