stephan-el-shaarawy1Lo strano caso del dottor Stephan e di mister El Shaarawy – Io le partite ufficiali del Milan le ho viste tutte finora, dalla prima all’ultima, e ho visto, inoltre, pure un discreto numero di amichevoli estive, quindi un’idea della crisi di Stephan El Shaarawy me la sono fatta.

In PSV-Milan El Shaarawy ha giocato bene e ha fatto gol. In Verona-Milan è vero che ha giocato male, ma in quella partita quasi tutta la squadra si è espressa in maniera pessima, quindi non vedo nel caso specifico quale colpa particolare rispetto agli altri gli si debba addebitare. In Milan-PSV ha giocato davvero bene secondo me, inoltre ha preso una traversa e, insomma, avrebbe meritato il gol. In Milan-Cagliari è entrato per pochi minuti quindi è sostanzialmente ingiudicabile.

Nelle amichevoli è stato un po’ ondivago, in effetti non mi è sembrato brillante in tutti gli incontri, però contro il Manchester City che ci stava rifilando una goleada lui si è fatto carico della squadra (déjà vu) e ha piazzato due pappine. Pam pam.

Messa così, io vi dico la mia: la crisi di Stephan El Shaarawy non esiste. Non c’è. E’ un’invenzione. A sostegno di questa tesi ci sono anche i giudizi che hanno fornito i commentatori di Screwdrivers. Non che il giocatore non sia mai stato in crisi, diciamocela tutta: se da attaccante titolare, benché affiancato da un compagno nuovo, forte e ingombrante e benché dedito a sfiancanti seppur encomiabili sgroppate in copertura, segni un solo gol in un intero girone di ritorno, allora un problema c’è ed è innegabile. Che il passaggio ad un modulo diverso e l’arrivo di Kakà e Matri abbiano posto e pongano un interrogativo sulla cosiddetta “compatibilità” tattica del giovane Faraone lo posso anche concedere, è qualcosa che una sua fondatezza ce l’ha (dato che stiamo parlando di uno che non ha ancora 21 anni è molto probabilmente risolvibile, a mio avviso, però che sia qualcosa di campato in aria non mi sento di negarlo). Farei altresì notare, a dirla tutta, che siamo a metà settembre 2013, altro giro altra corsa, e questa stagione iniziata da quasi un mese motivi particolari per allarmarmi per El Shaarawy il campo, come ho descritto sopra, non me ne ha dati.

Detto ciò, amen, Stephan per oggi è rotto e non mi dilungherei in eventuali teorie del complotto incentrate sulla volontà di cessione della parte della società, perché queste teorie presenterebbero tutte – credo – almeno una controindicazione che le renderebbero incoerenti con lo scopo finale verso cui un eventuale infortunio diplomatico sarebbe diretto: un El Shaarawy fuori dal campo ed infortunato è un giocatore che sul mercato perde valore economico. Oppure può anche darsi che al Milan siano degli scemi (lo dico senza retorica e fuor d’ironia – e se fossero scemi davvero?).

In una piazza relativamente piccola e ragionevolmente tranquilla e affiancato da una punta classica, Cassano fu il protagonista di una bella e prolifica coppia d'attacco alla Sampdoria. E se si ripetesse a Parma con Amauri?

In una piazza relativamente piccola e ragionevolmente tranquilla e affiancato da una punta classica, Cassano fu il protagonista di una bella e prolifica coppia d’attacco alla Sampdoria. E se si ripetesse a Parma con Amauri?

Gli avversari – A guardarlo sulla carta, il Torino di quest’anno (che questa sera ci ospiterà nello stadio Olimpico del capoluogo piemontese) è una creatura molto diversa rispetto all’anno scorso: mentre fino a pochi mesi fa Ventura riproponeva, quasi carta carbone, sia il modulo (caratterizzato dal gioco sulle fasce di due uomini dalle spiccate doti offensive) sia molti degli uomini protagonisti del bel Bari della stagione 2009/2010, quest’anno le cessioni (in particolare di Ogbonna, Santana e Bianchi) e le squalifiche (forse anche un po’ inaspettate, visto l’operato sul mercato della dirigenza granata, la quale mi è sembrata farsi trovare un po’ impreparata, ad esempio, rispetto all’assenza del portiere Gillet), in questa stagione il Toro parte con uno schieramento base assai differente caratterizzato da una difesa a 3 (o a 5 che dir si voglia) e una coppia d’attacco costituita da Ciro Immobile – nella speranza della sua esplosione in A –  e da quell’Alessio Cerci che, a dispetto della sua prolificità, nasce e a mio modesto avviso resta una purissima ala, che deve essere piazzata là, larga sulla fascia, per rendere al suo meglio (Ventura però è uomo saggio e d’esperienza ed è perciò assai verosimile che io abbia appena scritto una sciocchezza). Gli uomini a disposizione in questa stagione dei nostri avversari di oggi mi piacciono molto poco, a partire dal portiere titolare, l’ex Udinese Daniele Padelli, che l’anno scorso è stato chiamato più volte a contribuire alla causa friulana e più di una volta ha lasciato parecchio a desiderare.

Le altre – A parte il cosiddetto big match di giornata di cui parlerò sotto, è interessante vedere la Fiorentina forseun po’ rimaneggiata (assente Pasqual, in dubbio Cuadrado, più il ballottaggio CompperSavic in difesa) riceve il Cagliari (sempre avversario ostico a mio avviso), mentre il Catania ancora a zero punti cerca il successo sul campo del neo-promosso Livorno).

Da seguire – Mi dedicherei a Parma-Roma di lunedì: la coppia Cassano-Amauri in Emilia mi ricorda quella Cassano-Pazzini in maglia blucerchiata, ed opposta a quella bella squadra che secondo me è la Roma (ad esclusione di bidon Gervinho, uno che in questa stagione regalerà numerose prodezze agli archivi del nostro Betis) può dar vita ad un match interessante.

Da evitare – Qui mi tocca citare un’altra volta il sardo di cui poco sopra: “Ogni volta che si gioca un Inter-Juve c’è un appassionato di calcio che smette”. Ecco, per favore, cercate di non smettere.

IL PROGRAMMA DELLA 3a GIORNATA

14 settembre 2013
– ore 18:00: Inter-Juventus
– ore 20:45: Napoli-Atalanta
– ore 20:45: Torino-Milan

15 settembre 2013
– ore 12:30: Fiorentina-Cagliari
– ore 15:00: Lazio-Chievo

– ore 15:00: Livorno-Catania
– ore 15:00: Udinese-Bologna
– ore 15:00: Verona-Sassuolo
– ore 20:45: Sampdoria-Genoa

16 settembre 2013
– ore 20:45: Parma-Roma