GiovincoEravamo ancora lì a sistemare per bene le nostre chiappe sul divano a pochi secondi dal fischio di inizio che già la partita si faceva elettrizzante: tempo 19 secondi, la Juventus letteralmente non aveva ancora toccato palla e Muntari si ritrova in area, un po’ defilato, pronto a mo’ di sponda su assist teso di Nocerino ad infilare Buffon sul suo palo con un anno e otto e mesi di ritardo e a più di un centinaio di chilometri in linea d’aria rispetto al dovuto. Siamo in vantaggio 1-0 e rinculiamo in difesa, anche perché dal punto di vista atletico questa Juve, pur un po’ acciaccata ed appannata, ci resta superiore.

E’ infatti la squadra bianconera per almeno un quarto d’ora a creare occasioni da rete più o meno nitide: da segnalare un tiraccio alto di Quagliarella sulla destra da posizione abbastanza favorevole all’8′ e poi due tiri forti ma centrali di Asamoah (9′) e Chiellini (11′) in cui Abbiati è impegnato in parate all’apparenza spettacolari ma tutto sommato facili. E’, infine, una punizione di Pirlo che ci punisce al 15′: fallo al limite dell’area di De Jong, batte il bresciano che disegna una parabola non insidiosa, ma un buco della barriera (esce Mexès) e un portiere in versione bradipo in pensione consentono ai gobbi di pareggiare i conti.

La partita continua vivace su un campo bagnato (da segnalare un Constant ingiustamente ammonito, pochi minuti dopo il pareggio bianconero, per un fallo probabilmente nemmeno da fischiare), con la Juve in attacco (ma sulla destra si sente l’assenza di Lichtsteiner) e il Milan a ripartire in contropiede: è al 28′ la nostra migliore occasione, con Zapata che dal limite con un tiro angolato rasoterra impegna Buffon che riesce a deviare e a salvare la propria porta. Ora il Milan prende fiducia, pressa a centrocampo e in difesa sui portatori di palla ma non riesce ad approfittare di tutte le volte in cui riesce a conquistare il possesso (in particolare per via di un Matri nullo oppure pasticcione, sempre anticipato e incapace di tenere la palla e tenere su la squadra). Il primo tempo termina con un episodio da moviola in area al 42′, con Constant che rincorre Tevez colpendolo con quella che l’arbitro giudica una spallata ma che forse è qualcosa di più, visto che il guineano si trova un po’ più arretrato rispetto all’argentino e per fermarlo allarga un po’ il braccio.

E’ il secondo tempo a segnare inesorabilmente, invece, la débâcle dei rossoneri, inferiori tecnicamente e vittime di gravi errori individuali della retroguardia in una partita che si fa via via più brutta. Subito c’è un altro episodio arbitrale, con Mexès che forse tenta di colpire con un pugno Chiellini dopo un corner battuto dai bianconeri: sarebbe stato rosso e rigore, nel qual caso avrei almeno voluto che Chiellini fosse colpito in pieno grugno, invece l’arbitro non vede (prova tv?) e il colpo finisce solo sulla spalla e forse sul collo del difensore italiano. Nell’azione succesiva (8′) Matri imbecca Robinho davanti a Buffon che, però, ribatte il tiro del brasiliano. Qui inizia una sorta di monologo juventino: Asamoah manda alto al 14′, poi, dopo tre minuti un tiro d’esterno in area di Pogba (entrato nel frattempo per Padoin) viene respinto da Abbiati, con gli sviluppi dell’azione che vedono ancora il centrocampista ghanese ex Udinese pericoloso con un’occasione che finisce fuori.

E’ al 24′ che veniamo puniti: Montolivo (abbastanza sottotono oggi) perde palla in disimpegno, Vidal la dà a Giovinco (appena entrato) in area che uccella Zapata e prima dell’intervento di Constant la piazza di forza e precisione per il 2-1 bianconero. Da segnalare in quest’azione un fallo di Mexès su Vidal: il francese vinee ammonito dopo la marcatura juventina e dopo solo cinque minuti lascia in dieci la squadra (già nel pallone, c’è da dire) per via di un fallo su Giovinco che gli vale il secondo cartellino e che ai rossoneri costa un calcio di punizione da cui si sviluppa la terza rete bianconera, poiché Pirlo da tiro piazzato prende la traversa e, sul rimbalzo, è Chiellini che la mette dentro d’interno destro.

Insomma, la partita sembra chiusa, Allegri copre la falla difensiva con Zaccardo al posto di Robinho, rinunciando al tridente che aveva da poco schierato con l’ingresso di Niang per Nocerino, mentre la Juve non è lontana dal poker con un tiro di Vidal che finisce fuori. Accade, però, che Pogba, con leggerezza, pressato da tre rossoneri perda palla in difesa, Muntari corra verso la porta con la sfera appena riconquistata e con un tiro dal limite (complice una deviazione di Bonucci) sigli la sua doppietta personale e riaccenda le speranze del Milan proprio allo scoccare del tempo regolamentare. I quattro minuti di recupero, però, non bastano ai rossoneri: infatti prima del fischio finale un corner battuto da Niang e incocciato da Zapata finisce alto sulla traversa e getta alle ortiche la possiblità di ottenere un incredibile pareggio a Torino.

E’ stato un Milan che ha mostrato tutti i suoi limiti tecnici e che quindi non ha saputo sfruttare né un paio di episodi arbitrali favorevoli né un vantaggio tutto sommato abbastanza fortunato. Se la Juve, però, rischia all’ultimo di pareggiare con un Milan così mal ridotto, vuol dire che il suo allenatore e i suoi tifosi non possono dormire sonni tranquilli.

Colpe dell’allenatore? Direi pro quota, ma onestamente Allegri si può al massimo compatire, non eccessivamente incolpare, poiché il materiale a disposizione in questa fase della stagione (includendo anche un paio di titolari, forse) è veramente, ma veramente povero.