Smettetela, voi malpensanti! Non è un post su Allegri, anche se al misero volgo è oramai naturale l’associazione seghini-panchina-Allegri.
Povero Max, che viene accusato di occupare immeritatamente una panca così prestigiosa, plurititolata, già onorata da culi vincenti e da vincitori a culo.
Ma ammettiamo per un attimo (solo per un attimo! che qui non ci prostituiamo alla vox populi per incrementare il pagerank) che Allegri sia un seghino sopravvalutato.

Fra Prandelli recita il Padre Nostro

Ebbene, da buon perdente come solo uno che centra tre podi di fila e uno scudetto sa essere, anche nella graduatoria dei sopravvalutati arriva secondo: il primo, con largo margine, è quel frate francescano prestato al calcio che risponde al nome di Cesare Prandelli, detto l’Eticamente Saggio.
Sapete? Mi irrita molto più di Antonio Conte, il quale non è propriamente un fenomeno di simpatia.
E dire che la Nazionale, sotto la sua gestione, qualche risultato di rispetto l’ha ottenuto: seconda agli europei, terza in Confederations Cup, qualificata al Mondiale con 2 giornate d’anticipo (mai successo prima d’ora) e senza sconfitte nel girone. Certo, ci siamo arrivati a suon di pareggi (Bulgaria, Rep. Ceca, Danimarca e Armenia) come l’Inter di manciniana memoria, ma non è da tutti andare avanti pareggiando: ricordo una Juve eliminata con tre pareggi in una recente Europa League, tanto per dirne una.
Ma Prandelli, che saluterà la Nazionale dopo il Mondiale, lascia in eredità non tanto i risultati (che non contano un cavolo, giustamente, come per Allegri) quanto una invenzione meravigliosa: il Codice Etico.
Cos’è quindi sto codice etico? O meglio, cosa voleva essere?
Trattasi, nell’idea di purezza prandelliana, di un regolamento non scritto secondo il quale chi si macchia di comportamenti aggressivi o antisportivi viene escluso dalla Nazionale.
Molti i nomi puniti da questo comportamento: Balotelli su tutti, già punito ai tempi del Manchester City dopo aver preso 4 giornate per aver calpestato Parker del Tottenham, ed escluso nuovamente contro la Danimarca per la recente squalifica; e poi De Rossi che saltò Estonia e Irlanda prima di Euro2012 per una gomitata, e poi la Francia per un pugno nel derby.
Fin qui tutto coerente, mi si dirà.
Ma ricordiamo tutti la sceneggiata di Mario dopo l’espulsione in Repubblica Ceca, con imprecazioni, calci, urla nel tunnel e scuse su twitter l’indomani. Punita? No, perché alcuni giorni dopo Mario era in campo  nella Confederations Cup.
Su questa potremmo anche soprassedere, non bisogna essere fiscali, in fondo è il nostro miglior calciatore. No?
No. Perché sono altri due i casi in cui il Seghino Tricolore dà il meglio di sé:
1. l’esclusione di Osvaldo dalla Confederations Cup, dopo che l’italo-argentino aveva sbroccato contro Andreazzoli e non si era presentato alla premiazione del secondo posto in Coppa Italia.
Curioso che solo l’anno prima De Sanctis, Maggio e Insigne non si fossero presentati alla premiazione della Supercoppa Italiana contro la Juve a Pechino, salvo poi essere regolarmente convocati pochi giorno dopo per il match contro la Bulgaria.
2. la mia preferita, l’esclusione di Criscito dagli Europei.
Tutti ricordiamo la vicenda: Criscito e Bonucci, coinvolti a vario titolo nello scandalo scommesse rischiano l’esclusione dalla Nazionale. Al momento della convocazione, Criscito viene escluso dopo aver ricevuto un avviso di garanzia, Bonucci invece rimane dato che, a detta di Prandelli, non ha ricevuto alcuna notifica di indagine al 29 maggio data delle convocazioni.
Falso, perché in realtà era già stato iscritto nel registro degli indagati il 3 maggio, assieme a Conte (poi squalificato), ma non ha importanza. Va detto che la posizione di entrambi fu archiviata, ma tutti si sono chiesti perché il giocatore dello Zenit fu lasciato a casa mentre all’Europeo andò quello della Juv… oh, forse mi è chiaro.
Ma Fra Pandelli ci ha regalato anche altre perle, su tutte il “caso” Giaccherini.

Di Canio si rivolge a Giaccherini con inequivocabili gesti

Giaccherini, novello Garrincha, era passato dal Cesena alla Juve, squadra in cui ha fatto 40 presenze (di cui la maggior parte partendo dalla panca) in 2 stagioni, alternando prestazioni sufficienti ad altre ingiudicabili.
Un onesto (per quanto questo aggettivo sia fuori luogo parlando di Juve) rincalzo, ma stranamente sempre titolare in Nazionale. Esterno nel centrocampo a cinque, mezzala in quello a tre, persino fantasista e seconda punta. Prandelli con ostinazione si impunta e lo schiera sistematicamente nell’11 titolare, e il nostro giovane fenomeno ci regala prestazioni memorabili come quella contro la Spagna sulla quale adesso è inutile tornare.
L’obiezione di Prandelli è sempre la stessa: fa parte del gruppo, ho fiducia in lui, ha qualità. Ok mister, sei tu che comandi.
Ma adesso Giaccherini è titolare al Sunderland di Di Canio (poi esonerato: ma è meglio di Allegri anche lui), sta anche giocando benino, ha fatto qualche gol.
Convocalo!! Non puoi costringerci a vedere Aquilani infangare la maglia azzurra!!
Convocalo, non puoi lasciare a casa il giocatore che per giocare titolare ha lasciato la Juv… oh. Giusto.
Bravo Prandelli, come nella migliore tradizione clericale, sempre servo dei potenti.

A margine, approfitto del post per lanciare un minigioco con voi lettori, intitolato “siamo tutti Betisquadra”.
Vi sottopongo una seghinata magistrale, a voi nei commenti il compito di raccontarcela alla maniera del nostro redattore sardo-portoghese.
Eccovi il video: http://www.youtube.com/watch?v=YdSYQUNzJ6Y, riconoscerete facilmente la partita.
Divertitevi, e divertiteci!