Mentre sto scrivendo le notizie sono freschissime, quindi frammentarie, ed è estremamente complicato formarsi un’opinione in merito a quanto sta accadendo nell’ambito delle nuove operazioni di Polizia ordinate dalla Procura di Cremona sul calcioscommesse. Per ora posso soltanto affermare che la soddisfazione che mi ha accompagnato dacché l’inchiesta è iniziata, all’insegna del “fiuuuu, una volta tanto ne siamo fuori”, si è dissolta improvvisamente, lasciandomi in bocca un sapore estremamente sgradevole.

Non ne siamo fuori. Sono stati eseguiti alcuni arresti e pare che fra gli arrestati ci sia qualcuno che abbia, o abbia avuto, stretti contatti con un pezzo da novanta della storia rossonera e del calcio italiano come Rino Gattuso, e con Christian Brocchi, una pippa ma comunque nostro ex giocatore.

Al momento poco si sa e francamente poco sto capendo. Difficile sapere ora se vi saranno conseguenze per la squadra. Emettere giudizi sui singoli è ovviamente prematuro, tuttavia le abitazioni dei due calciatori sono state perquisite, e non credo che la Procura si muova così pesantemente senza avere qualcosa di concreto in mano. I due ex milanisti sono indagati per reati pesanti: associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti, insieme ad altre tre partite del Milan, c’è Chievo-Milan, gara che sarebbe stata preceduta da una telefonata fra Ringhio ed uno dei personaggi tratti in arresto questa mattina.

Ma attenzione, i prescrittoni e gobbi non commettano il mio stesso errore: sembra che sotto indagine ci siano anche incontri disputati da Inter e Juventus, ma anche dalla Lazio. Chi vivrà vedrà. Per ora posso dire che, essendoci già passato anni fa, sono stanco di queste cose. La mia passione per il calcio, di conseguenza per il Milan, per il momento è a rischio. Non posso negarlo.