Stop al cibo

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Forza lotta, vincerai – Innanzitutto, buon anno a tutti e ben rivisti da queste parti. E poi: meno male che si riparte. Mettiamo un po’ di punti fermi. Finalmente sono disponibili i due nuovi acquisti: Keisuke Honda è arrivato ieri a Malpensa e nel giro di un paio di settimane sarà abile ed arruolabile, mentre già da domani Adil Rami sarà almeno in panchina a disposizione dell’allenatore che, benché non ci fosse bisogno di ripeterlo, ha fatto sapere che al 30 giugno 2014 finirà la sua avventura al MilanStephan El Shaarawy si è rotto nuovamente e sarà disponibile verso marzo, mentre tatticamente la squadra oscilla tra il 4-3-1-2 e un possibile alberello con Saponara oppure il neo-rossonero giapponese a fare compagnia a Ricky Kakà.

Ora la rosa è parecchio folta ed ha bisogno di essere ridotta: Niang ci ha già lasciato per andarsene in Francia e altri giocatori sono in predicato di partire. Sul fronte arrivi si fanno i nomi di D’Ambrosio e Nainggolan, ma preferisco attendere: il terzino italiano del Torino è un giocatorino che mi piace, nulla di eccezionale ma meglio di Constant ed Emanuelson può molto probabilmente rendere, mentre il belga è decisamente sopravvalutato economicamente, punterei su altro ad essere onesto.

article-0-19B409C4000005DC-465_634x447Una piccola digressione – Queste vacanze hanno portato una brutta notizia al mondo dello sport, cioè l’incidente che ha coinvolto Michael Schumacher, che da giorni lotta per sopravvivere in ospedale e sulla cui riabilitazione c’è molto pessimismo. Io non sono di quelli che di solito si dispiace per gli eventi sfortunati che coinvolgono personaggi famosi, inoltre mi irritano quelli che mostrano di continuo in pubblico tristezza per qualcuno che non solo conoscevano ma che magari in precedenza non apprezzavano particolarmente – insomma, il cruccio motivato dalla fama della persona coinvolta, e non da altro. Però per Schumi, almeno per quel che mi riguarda, è diverso: ha regalato grandi gioie a tutti noi che tifiamo Ferrari, oltre a cinque titoli mondiali. Non è né è mai stato mister simpatia, per carità, però chi ha avuto modo di incontrarlo ha sempre detto che Schumi è una persona che parla con tutti, non si sottrae a giornalisti o tifosi e si mostra per quel che è senza infingimenti – il punto è che così esce fuori il suo carattere anche in queste occasioni, cioè quello di una persona maniacalmente attenta verso il particolare e con un innato spirito della competizione, cosa che non ti fa amare naturalmente da grandi e piccini. Eppure, i tifosi della Ferrari – e non solo loro, poiché includerei anche quasi tutti gli amanti dell’automobilismo – hanno continuato a considerarlo alla stregua di un mito, anche quando tornò a correre in Formula 1 su una Mercedes e, in maniera infelice, dichiarò: «Finalmente posso correre per una scuderia dove si parla tedesco», come se in Ferrari non fosse stato amato e infine adulato (e dove si parlava tutti inglese, italiani inclusi). Schumacher, per chi segue le competizioni motoristiche, è un uomo che è già mito, mentre per chi tifa Ferrari è il fenomeno che ha regalato immense gioie dopo più di due decenni di delusioni e bastonate. Non c’è solo questo, però, a renderlo grande.

Come disse Giorgio Terruzzi in un documentario preparato per la trasmissione Grand Prix nel 2006, all’epoca del primo ritiro dalle corse, «Schumi sbaglia, inciampa, con un clamore equivalente a quello del suo smalto».  Quando raggiunse il record di Ayrton Senna  di vittorie in F1 nel 2000 (e Senna è stato, è e sempre sarà il metro con cui ognuno misurerà la grandezza del tedesco), Schumi scoppiò a piangere in conferenza stampa in diretta mondiale. Queste mie ultime frasi, che pur sembrano una excusatio non petita del carattere teutonico ai limiti dello stereotipo del sette volte campione del mondo, vogliono invece essere una dimostrazione del carattere a tutto tondo dello Schumacher sportivo, uno che ci mette lavoro e testa, ma anche cuore ed emozioni, che sbaglia e che però in pista ha fatto grandi cose, delle corse mostruose che hanno fatto godere immensamente noi che ci alziamo in piena notte per vedere le corse assonnati e in pigiama, che tifiamo, abbiamo i nostri pupilli e ci esaltiamo per le loro imprese.

Scusatemi per non aver parlato tanto di calcio oggi, e forza, Schumi.

IL PROGRAMMA DELLA 18a GIORNATA

5 gennaio 2014
– ore 15:00: Chievo-Cagliari
– ore 18:00: Fiorentina-Livorno
– ore 20:45: Juventus-Roma

6 gennaio 2014
– ore 12:30: Napoli-Sampdoria
– ore 15:00: Catania-Bologna
– ore 15:00: Genoa-Sassuolo
– ore 15:00: Milan-Atalanta
– ore 15:00: Parma-Torino
– ore 15:00: Udinese-Verona
– ore 18:30: Lazio-Inter