AMFARs MILAN FASHION WEEK GALA

Brava Barbara, hai affrontato la questione di petto

Un atto dovuto. Un evento che sarebbe dovuto accadere l’estate scorsa e, forse, diverse altre volte successivamente, ma che invece, per ragioni misteriose, si è verificato soltanto adesso. Se ne è assunta la responsabilità Barbarella, alla quale vanno fatti i complimenti. In questo momento sembra lei l’unica persona nel mondo Milan che non si perde in banali giustificazioni e statistiche fasulle e si ribella, dimostrandosi desiderosa di muovere qualcosa in quella realtà stantia, incapace di stare al passo con la concorrenza e soprattutto coi tempi, che è diventata la nostra società ormai da tanto, troppo tempo. Una domanda tuttavia sorge spontanea: come prenderà l’AD dell’area sportiva questo palese sconfinamento dell’AD dell’area commerciale? La sensazione è che il progetto del mostro a due teste stia già cominciando a sgretolarsi.

L’esonero di Allegri era inevitabile. Un allenatore mai amato dalla tifoseria, dalla proprietà e, probabilmente, a giudicare da quanto nostro malgrado abbiamo assistito a Sassuolo, ormai da gran parte dei giocatori. Un allenatore che aveva già psicologicamente e materialmente concluso il suo lavoro otto mesi fa e che, anche qui per ragioni misteriose, aveva deciso di non accettare la corte di un grande club come la Roma per restare a tempo determinato nella società attualmente più turbolenta, disorganizzata e litigiosa d’Italia. Come sapete non mi sono mai accodato alla pletora dei mangia-allenatori che hanno fatto dell’insulto ad Acciuga la propria ragione di vita, ed i motivi li ho spiegati migliaia di volte: Acciuga non è un fenomeno della panca, non è un allenatore da quel Milan che fu, ma in questo Milan mediocre non era uno scandalo che ci stesse. Allegri era uno dei problemi, non il problema: l’allenatore, sia nella vittoria sia nella sconfitta, è sempre infinitamente meno importante rispetto alla società. L’indecente campagna denigratoria di tifosi e media nei suoi confronti in questi anni mi ha disgustato, perché ingiusta e fuorviante. Detto ciò però, chi invocava il suo allontanamento l’estate scorsa, chi non si capacitava per la bizzarra conferma susseguente alla cena di Arcore, aveva pienamente ragione: chiunque si era accorto che l’avventura milanista del livornese si sarebbe dovuta fermare lì.

Il disastro di quest’anno non era prevedibile, o per lo meno io non l’avevo previsto. Di ciò che è realmente accaduto ad una rosa scarsa, ma non così scarsa, sono al corrente soltanto coloro che ne fanno parte, e forse neppure pienamente. Difficilmente Clarenzio – ormai è certo che arriverà lui – in un contesto così disastroso potrà compiere miracoli. Di positivo però c’è che l’olandese potrà immergersi nel nuovo ruolo senza particolari pressioni, poiché nessuno potrà pretendere nulla più di una tranquilla salvezza. Anticipando il proprio insediamento, Clarenzio potrà cominciare a dettare le proprie regole sin da subito, pianificando il futuro sul piano organizzativo e tecnico – quindi anche per quanto concerne il mercato – con calma, assieme alla proprietà, con la quale sembra peraltro avere un feeling particolare. Aspetto, quest’ultimo, di cui non ha minimamente goduto il predecessore. Con i risultati che conosciamo.

Infine, un saluto al mister che parte: ciao Acciuga. In fondo hai vinto uno scudo e una coppa di lega. Giocando maluccio, certo, ma c’è chi ha fatto peggio. Grazie.

allegri

“Grazie anche a voi amici di Screwdrivers, il vostro sostegno in tutti questi anni mi ha portato una sfiga pazzesca.  Andate a hahare, teste di hazzo!”