All’improvviso uno sconosciuto (una delle rubriche di Mai dire gol); ecco a cosa ho pensato al gol del marocchino Taarabt. Mi scuserete, ma la mia ignoranza sul giocatore in questione è totale; forse ne aveva parlato qualcuno sul blog, non lo so, sta di fatto che questo giocatore, che ci porta momentaneamente in vantaggio al 7′ al san Paolo nell’anticipo serale, è per me un calciatore davvero promettente. Il problema è che si possono sì raccattare sul mercato anche degli ottimi solisti, peccato che la cosa sia inutile se poi manca un orchestra degna di questo nome…

Esordio con gol; ma durerà?

Esordio con gol; ma durerà?

L’orchestra Milan ha stonato su tutta la linea. Balotelli non sa fare la prima punta (Supermario uscirà sostituito nella ripresa da Pazzini e si accomoderà in panchina scoppiando in un pianto che ha dell’incredibile), Robinho trova il modo di stroncare sul nascere le (comunque mai troppe) ripartenze dei nostri, Mexes fa rimpiangere perfino Bonera (e ho detto tutto). I difetti sono quelli di sempre, con l’aggiunta che stavolta non si riesce neppure ad avere un possesso palla. Il Napoli arriva al tiro con una facilità impressionante; non soltanto Hamsik, Higuain e compagnia hanno in troppe circostanze lo spazio per tirare, perfino sulle fasce arrivano pericoli con assist da parte di Martens. Dopo il nostro gol ci si fa riprendere subito. più precisamente al 10′ quando Inler calcia da fuori area e beffa Abbiati, complice una deviazione di De Jong. Sono i partenopei a fare la partita, tanto che l’1-1 alla fine del primo tempo è veramente riduttivo per i padroni di casa (che segnano con Higuain al 26′ fischiato però in fuorigioco e centrano in palo al 40′, solo per citare le palle gol più ghiotte)…

Il Milan regge per qualche minuto della ripresa ma poi, inevitabilmente, capitola: il mattatore diventa Higuain, che prima porterà in vantaggio il Napoli al 55′ con un colpo di testa su lancio lungo (Mexes a caccia di farfalle), poi segnerà il gol del definitivo 3-1 al’81’ al termine di una bella azione corale. Kaká e Pazzini, subentrati rispettivamente all’inizio del secondo tempo e all’80’, non cambiano l’andazzo della gara (in brasiliano gioca defilato, il Pazzo entra troppo tardi). Si perde, e si perde male…

CONSIDERAZIONI:

Era troppo sperare che una squadra in crisi NON si riprendesse giocando contro di noi…
Era troppo sperare che Mexes NON facesse rimpiangere Bonera…
Era troppo credere che un illustre sconosciuto (almeno per me) potesse farci vincere una partita…
Era troppo pensare che si potesse gestire una volta tanto un risultato…
Era troppo pensare che questa squadra potesse acquisire NON tanto un gioco ma anche solo una dignità…
Era troppo sperare in qualcuno in panchina che cazziasse in via definitiva Robinho…
Sarebbe troppo sperare che questa stagione finisca adesso…